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orazio leotta
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giovedì 5 aprile 2012
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da persecutore a perseguitato
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Un bicchiere che inavvertitamente cade e si rompe in mille pezzi, con i due fidanzati protagonisti che ne raccolgono insieme i cocci: questo il tenue messaggio di speranza che Chereau lancia alla fine del film.
Ma il filo conduttore è dettato dall’ineluttabilità della tragedia, della follia e della morte; come nell’episodio del motociclista che cade, sembra illeso, parla, ironizza, ma poi cade a terra esanime. Il distacco e dunque l’assenza, vissuti già come un lutto: la gente oggi c’è, domani scompare e chi resta vive la paura della scomparsa, come un altro passo avanti verso il baratro.
Protagonisti sono Daniel e Sonia, rispettivamente Romain Paska e Charlotte Gainsbourg. Stanno insieme, amano e sono riamati, ma si tratta più di amore o di possesso? Forse ambedue le cose.
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Un bicchiere che inavvertitamente cade e si rompe in mille pezzi, con i due fidanzati protagonisti che ne raccolgono insieme i cocci: questo il tenue messaggio di speranza che Chereau lancia alla fine del film.
Ma il filo conduttore è dettato dall’ineluttabilità della tragedia, della follia e della morte; come nell’episodio del motociclista che cade, sembra illeso, parla, ironizza, ma poi cade a terra esanime. Il distacco e dunque l’assenza, vissuti già come un lutto: la gente oggi c’è, domani scompare e chi resta vive la paura della scomparsa, come un altro passo avanti verso il baratro.
Protagonisti sono Daniel e Sonia, rispettivamente Romain Paska e Charlotte Gainsbourg. Stanno insieme, amano e sono riamati, ma si tratta più di amore o di possesso? Forse ambedue le cose. Possesso significa insicurezza, non amarsi abbastanza o addirittura odiarsi. Cercare nell’altro la ragione di amarsi, quando tu per primo pensi che non esista. Da qui le continue richieste di prove d’amore di Daniel, ma al contempo, lui stesso, si ritrova ad essere oggetto di un amore devastante ed angoscioso da parte di un tizio che si introduce nel suo ambiente di lavoro e lo tormenta seguendolo ovunque e ritrovandoselo perfino nel suo letto.
Daniel da persecutore si ritrova ad essere perseguitato. Diventa un’attrazione misteriosa e allarmante tanto che lo sconosciuto viene subito etichettato come “il pazzo”. La sua, afferma il regista, è una pazzia visibile, ha gettato la maschera, facendo intendere che potenzialmente, anche se in fase quiescente ognuno di noi lo è.
La forza del film sta nei dialoghi, curati brillantemente da Anne-Louise Trividic, dialoghi che a volte vengono usati per non dire la verità. Non sempre i dialoghi servono per esprimersi, ma spesso sono usati per nascondersi, per non dire. Come affermò Talleyrand, politico durante la Rivoluzione francese, “Dio ha dato la parola all’uomo, per nascondere il suo pensiero”.
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gomikigo
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mercoledì 26 gennaio 2011
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un intruso, dalla periferia al centro.
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Persecution rispetto ad Intimacy, dello stesso Patrice Chéreau e Orso d'Oro alla Berlinale 2001, ha una composizione più rarefatta e dai contorni più frantumati. Intimacy era un film dalla struttura più chiusa con un finale piuttosto definito, che era anche l'esito piuttosto amaro e concluso della relazione fra i due amanti "sconosciuti", che gli appuntamenti sessuali univano, ma che una volta "rivelatisi" non avevano più modo di continuare. Persecution insiste su dinamiche relazionali difficili e l'incapacità di dialogare nella modernità ma l'impossibilità di comunicare, in Intimacy senza soluzione, qui pare subire una crepa.
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Persecution rispetto ad Intimacy, dello stesso Patrice Chéreau e Orso d'Oro alla Berlinale 2001, ha una composizione più rarefatta e dai contorni più frantumati. Intimacy era un film dalla struttura più chiusa con un finale piuttosto definito, che era anche l'esito piuttosto amaro e concluso della relazione fra i due amanti "sconosciuti", che gli appuntamenti sessuali univano, ma che una volta "rivelatisi" non avevano più modo di continuare. Persecution insiste su dinamiche relazionali difficili e l'incapacità di dialogare nella modernità ma l'impossibilità di comunicare, in Intimacy senza soluzione, qui pare subire una crepa. Daniel è un ragazzo irrequieto, molto sicuro di sé ed arrabbiato contro l'indolenza e la sfiducia che affligge le persone intorno a sé. Lui vorrebbe costruire, su basi diverse, più gioiose forse, totalizzanti, incondizionate. Ma la realtà che lo circonda (una fiacca relazione con Sonia, amici di situazione, incontri sociali d'occasione, legami amicali di convenienza) è uno sfacelo e, come metaforicamente nel suo lavoro, lui continua a fatica a "ricostruirne" i pezzi, abbatterne "i muri", riconsolidarne le fondamenta. E fin qui, gli andirivieni della sua ragazza, l'escalation della crisi di coppia e l'inasprirsi dei suoi rapporti col mondo, non aggiungerebbero niente di nuovo ad un'iperbole drammatica di norma, seppur abbastanza sfrangiata e in odore d'attesa. Se non fosse per l'intruso. Un corpo estraneo che attraversa la storia e di cui si avverte la presenza anche quando non c'è. Il persecutore, non è una figura laterale, di appendice, periferica rispetto al corso della storia, ma centrale per comprendere la trama dei rapporti, la chiave di volta che le sorregge. L'uomo ha incrociato Daniel in metropolitana è l'ha solo "guardato" e dal quel momento lo ha "visto", "riconosciuto", immediatamente "amato". Nell'eccezionalità che solo le trasposizioni estreme ci permettono di capire, nell'abitudinarietà della nostra esistenza, in effetti, rare volte riusciamo, veramente, a "guardare" gli altri, se non mai. Spesso gli altri non sono altro che le proiezioni del nostro ingombrante egocentrismo, che ci acceca nel cogliere e accogliere il "diverso" da noi. Il "persecutore" ha "guardato", a fondo, e percepito di Daniel il suo urgente bisogno di aprirsi, comunicare, essere ascoltato. Il ragazzo lo rifiuta, lo scaccia, l'insulta, lo picchia ma vinte le resistenze, compresso dal peso di ciò che non riesce ad esprimere, a lui si affida e si racconta. C'è qualcosa di alchemico che per un certo spazio-tempo unisce le persone e che poi senza un vero perché sfuma. Isolarsi è fonte di sofferenza così come anche trattenere a se, malgrado la volontà (chi sarebbe dunque il vero persecutore?). L'immersione di Daniel nella città e la sua persistente camminata all'alba suggeriscono una resa al mistero ed una nuova scommessa nel flusso. (Persecution è distribuito in Italia da atlantideentertainment.com in homevideo, presto anche in streaming e download su queerframe.tv).
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peer gynt
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giovedì 14 ottobre 2010
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ma perche' stiamo insieme?
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In 100 minuti che sembrano 200 una coppia si chiede continuamente: ma
perche’ stiamo insieme? Film verboso e noioso di personaggi problematici e
sempre agitati che si parlano addosso. Il cinema francese ama questi
festival della parola che alle volte riescono bene, ma piu' spesso sono assolutamente indigeribili. L’elemento originale (si
fa per dire) e’ la presenza di un folle che, innamorato perso dell’uomo
della coppia, gli si intrufola in casa piu’ volte per aspettarlo e
pretendere confidenze e amore corrisposto.
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In 100 minuti che sembrano 200 una coppia si chiede continuamente: ma
perche’ stiamo insieme? Film verboso e noioso di personaggi problematici e
sempre agitati che si parlano addosso. Il cinema francese ama questi
festival della parola che alle volte riescono bene, ma piu' spesso sono assolutamente indigeribili. L’elemento originale (si
fa per dire) e’ la presenza di un folle che, innamorato perso dell’uomo
della coppia, gli si intrufola in casa piu’ volte per aspettarlo e
pretendere confidenze e amore corrisposto. E quando viene cacciato dalla
porta...rientra letteralmente dalla finestra!
Ambizioni metaforiche per un film che non sa da che parte andare.
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