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steffa
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giovedì 6 giugno 2024
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spento
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un Sylvester Stallone grasso e mollo con lo sguardo spento ed alienato, scorrazza tutto il tempo in un film molto scontato e dalle improbabili soluzioni gore, nel complesso intrattiene più o meno come una puntata di baywatch
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verstapenfilrussovictory
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sabato 27 maggio 2023
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gardando la saga cmq, film.
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Rieccolo quel combattente delle boscaglie più
agguerrito che mai per combattere nonchè
ritentare la scalatina solita che lo ha
visto nel decennio recente così darsi da fare
per ciò, ma se il suo addestramento
sembra essere di qualche livello deve comunque
confrontarsi contro il gigante perentorio combattente altrettanto
un insieme di 26 paesi circa come addestramento
e banda rivale gi joe perentorio all'incirca che non gli vuole consentire
comunque alcunchè, sir joe perentprio rambo, vuole
rendere anche le bagarre di manovre irregolari quasi
pogando... con lo sport e lo sportivismo nonchè
di pre recente periodo e altre strane
e arbitrarie considerazioni.
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Rieccolo quel combattente delle boscaglie più
agguerrito che mai per combattere nonchè
ritentare la scalatina solita che lo ha
visto nel decennio recente così darsi da fare
per ciò, ma se il suo addestramento
sembra essere di qualche livello deve comunque
confrontarsi contro il gigante perentorio combattente altrettanto
un insieme di 26 paesi circa come addestramento
e banda rivale gi joe perentorio all'incirca che non gli vuole consentire
comunque alcunchè, sir joe perentprio rambo, vuole
rendere anche le bagarre di manovre irregolari quasi
pogando... con lo sport e lo sportivismo nonchè
di pre recente periodo e altre strane
e arbitrarie considerazioni. Quegli
affronti contro il gigante perentorio toro rosso scatenato delle foreste
soldato zelante perentorio bande di predoni, con quell'avversario rambo
desidera immolarsi per il meglio
e per l'action a mitragliatrice e lo spettacolo del film.
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dandy
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giovedì 11 febbraio 2021
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"vivi per niente,muori per qualcosa."
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Dopo "Rocky Balboa" Stallone riprende il secondo personaggio che lo ha immortalato nel cinema.E se come nel film precente si deve stare al gioco per le puntuali tamarrate e stereotipi nonchè accettare il fatto che il protagonista sia già aldilà dell'età pensionabile,il film è soprendentemente sentito nel suo messaggio di pace.Pace che dovrà essere raggiunta attraverso l'inevitabile violenza,cui Stallone infonde una carica di brutalità sanguinosa ed efferata oltre ogni limite,ma senza mai scadere nel gratuito,anzi riuscendo a comunicare tutta l'atrocità della guerra.E il personaggio di Rambo,pur sempre invincibile,assume un inaspettato alone disincantato,tragico e quasi dolente nella consapevolezza di dover scatenarsi per una nuova causa.
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Dopo "Rocky Balboa" Stallone riprende il secondo personaggio che lo ha immortalato nel cinema.E se come nel film precente si deve stare al gioco per le puntuali tamarrate e stereotipi nonchè accettare il fatto che il protagonista sia già aldilà dell'età pensionabile,il film è soprendentemente sentito nel suo messaggio di pace.Pace che dovrà essere raggiunta attraverso l'inevitabile violenza,cui Stallone infonde una carica di brutalità sanguinosa ed efferata oltre ogni limite,ma senza mai scadere nel gratuito,anzi riuscendo a comunicare tutta l'atrocità della guerra.E il personaggio di Rambo,pur sempre invincibile,assume un inaspettato alone disincantato,tragico e quasi dolente nella consapevolezza di dover scatenarsi per una nuova causa.Per il resto,è girato con grandissima competenza e con più di una scelta suggestiva,come l'assalto alla base dei cattivi sotto una pioggia battente durante la notte.Forse l'unico vero punto debole sono proprio i cattivi però:descritti totalmente come mostri sanguinari che uccidono per bestiale divertimento donne,uomini e bambini e hanno pure un capo pedofilo.Un pò troppo forzata come cosa,considerando le connotazioni di uno dei cattivi in "I mercenari".Buon successo di pubblico,ma non di critica.La director's cut di '99 è disponibile solo negli USA.Nella sequenza del sogno appaiono diverse sequenze dei capitoli precedenti,tra alcune con Richard Crenna(scomparso prima di poter partecipare e a cui il film è dedicato),incluso il finale alternativo del primo "Rambo" dove Trautman sparava a Rambo.
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uoll
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domenica 22 aprile 2018
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poteva essere meglio per tale saga film.
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Non sembra essere il miglior film della saga di Rambo,
per i fun forse, lo ha fatto il film,
senza quel proselito di tante persone attratte dal filone,
e forse quella smorfia tipica americanata
sembra forse essere quel che rimangono dello
storione d'action, osservando in modo acuto è così,
quando è in difficoltà coi tempi o la battuta,
visto anche in tv tante volte, l'attore...
esterna quella smorfia milionaria... minuta, grossolana,
tante persone se ne sono accorti, nel tentativo di
depistare... l'attenzione, lo guardi e tac..., come un
pesce fuor d'acqua...annichilisce con quel solito
tic,smorfia pensando di non essere
visto, a dire quasi, faccio parte degli attori e americanate.
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Non sembra essere il miglior film della saga di Rambo,
per i fun forse, lo ha fatto il film,
senza quel proselito di tante persone attratte dal filone,
e forse quella smorfia tipica americanata
sembra forse essere quel che rimangono dello
storione d'action, osservando in modo acuto è così,
quando è in difficoltà coi tempi o la battuta,
visto anche in tv tante volte, l'attore...
esterna quella smorfia milionaria... minuta, grossolana,
tante persone se ne sono accorti, nel tentativo di
depistare... l'attenzione, lo guardi e tac..., come un
pesce fuor d'acqua...annichilisce con quel solito
tic,smorfia pensando di non essere
visto, a dire quasi, faccio parte degli attori e americanate...
ecco la smorfiaccia, e tutte le volte gli
cade il viso, (che figurino, cmq non è un modello) e quel che
recitava, palesandosi essere sostenuto dal
nulla... che dice, non è lo Sly di Rambo I II III, e comunque mitico.
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dario
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martedì 6 ottobre 2015
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vaccata
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Peccato, certe scene non sono girate male, tuttavia l'insieme - una carnevalata con sangue a fiumi - è sgradevole. Prevale un sadismo infantile, molto stupido, che rovina tutto. Stallone con la solita smorfia è insopportabile.
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giorpost
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mercoledì 29 ottobre 2014
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nonostante i difetti, un grazie a sly è doveroso
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Iniziare un discorso su Sylvester Stallone può risultare più impervio di quanto ci si possa attendere, in quanto è innegabile una certa affezione nei confronti dell’ attore italo-americano derivante, superfluo dirlo, dalla miriade di action-movie da lui interpretati soprattutto negli anni ottanta. Girarci intorno è un esercizio inutile come è scontato affermare che Stallone non è né De Niro né Pacino, tant’ è vero che i giudizi su di lui sono stati spesso negativi, giunti da buona parte della critica che ha sottolineato quella qualità interpretativa mai abbastanza profonda, mai sufficientemente espressiva e che non è mai stata il suo tratto distintivo.
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Iniziare un discorso su Sylvester Stallone può risultare più impervio di quanto ci si possa attendere, in quanto è innegabile una certa affezione nei confronti dell’ attore italo-americano derivante, superfluo dirlo, dalla miriade di action-movie da lui interpretati soprattutto negli anni ottanta. Girarci intorno è un esercizio inutile come è scontato affermare che Stallone non è né De Niro né Pacino, tant’ è vero che i giudizi su di lui sono stati spesso negativi, giunti da buona parte della critica che ha sottolineato quella qualità interpretativa mai abbastanza profonda, mai sufficientemente espressiva e che non è mai stata il suo tratto distintivo.
Il suo successo, lo sappiamo, è risultato dalla preponderante fisicità e da quel machismo nato, cresciuto e probabilmente morto nella decade succitata, insieme a tutti i suoi ‘rivali’ dell’ epoca, Schwarzenegger in testa, che ha prodotto personaggi capaci di prendersi una rivincita nei confronti di una società individualista e corrotta attraverso sacrificio, sudore e forza muscolare. In ogni caso anche il più accanito dei critici non può negare a se stesso di aver visto e amato almeno uno tra i tanti film che hanno dominato i botteghini in quegli anni, facenti parte di due saghe tra le più famose di sempre: Rocky e Rambo.
First Blood(titolo originale del primo capitolo) diede inizio all’ epopea del veterano del Vietnam abdicato dal popolo americano che non tollerava i reduci di una guerra clamorosamente persa; un soldato addestrato come macchina di morte capace di sopravvivere a tutto, dal legame alterno con quella patria ferocemente criticata per aver lasciato soli i suoi figli senza consentirgli un dignitoso reinnesto nella società, pur tuttavia con un animo conciliante derivante da una profonda solitudine e dal dolore legato agli amici commilitoni tragicamente scomparsi sul campo di battaglia. La sua risulterà essere dapprima una lotta fratricida (non voluta) con i poliziotti di Hope, cittadina americana ‘non avvezza ai vagabondi’, poi (in Rambo II) un’ inesorabile ridiscesa nell’ inferno umano del sud-est asiatico, ove ritorna per fierezza patriottica e senso di smarrimento, per ritrovare se stesso, spinto dal suo mentore ed unico vero amico rimastogli, il colonnello Trautman. Nel terzo episodio lo troviamo in Thailandia, dove decide di stabilirsi, con la parentesi afgana ove si reca per salvare proprio l’ amico (Richard Crenna) dalle grinfie dei nemici russi. E arriviamo così al capitolo 4: John Rambo (USA, 2008).
Mentre i primi tre film della serie furono girati in poco più di 6 anni mostrando, giustamente, una certa coerenza della psicologia del personaggio ed una netta linearità dal punto di vista fisico, nel quarto episodio occorre constatare che di quella sagoma che fu, rimane davvero poco, e non si tratta degli anni che inevitabilmente passano. Questa pellicola ci consegna uno Stallone trasformato, imbottito, con evidenti segni di chirurgia facciale, viso gonfio, labbra sconnesse ancor più del suo tratto somatico originale che l’ aveva contraddistinto a causa di una paralisi giovanile e, come se non bastasse, una protesi tricologica esteticamente patetica. Il suo corpo è in evidente sovrappeso, tant’ è che in tutta la pellicola il vecchio Sly non accenna minimante a mostrare i muscoli come fatto in passato. La sua, a dirla tutta, pare essere più un’ operazione di rilancio dovuta al netto calo di popolarità, rispolverando un personaggio antieroe molto amato sapendo benissimo di trovare immediato riscontro alle casse. Sia chiaro, il prodotto è più che dignitoso ed è apprezzabile come storia a se, ma se guardiamo il lavoro dall’ angolazione che merita, cioè dal passato, allora parliamo di due Rambo, e questo del 2008 è senz’ anima, meno espressivo e poco loquace.
L’ escamotage narrativo va ammirato, considerando che si parla della tragedia umanitaria della Birmania (ex Myanmar) ove avvengono soprusi di ogni genere da parte del regime militare vigente. Sarà un gruppo di missionari a farsi carico del disastro, capitanato dalla bella Sarah (Julie Benz) e che coinvolgerà, suo malgrado, John a svestire i panni del barcaiolo e re-indossare nuovamente quelli del berretto verde. Alcune sequenze sono ben congegnate ma la regia, da lui stesso curata, risulta troppo ritmata, quasi isterica nelle scene violente nella giungla birmana.
Il Cinema, però, offre sempre una via, quella della gratitudine. E allora chi vi scrive non vuole essere troppo duro, non ama girare il coltello nella piaga e pertanto aggiungere una stella alle altrimenti due che merita quest’ opera è doveroso per rispetto ad un uomo che ha dato tanto alla celluloide e per affetto nei confronti del personaggio Rambo, che alla fine del film torna a casa per chiudere (ancora per poco) un cerchio lungo 30 anni.
Grazie per l’ impegno, Sly.
Voto 6 e mezzo
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luca scial�
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mercoledì 15 ottobre 2014
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nonno rambo torna in azione
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Alla venerande età di 62 anni, Sylvester Stallone rispolvera dopo un ventennio il mitico Rambo. Il viso e il fisico ostentano gli anni trascorsi, ma l'energia e la voglia di fare sono ancora gli stessi. Il film denuncia i soprusi subiti dalla piccola e inerme comunità dei Cariani per opera del regime comunista birmano. In questo quarto episodio, Rambo che si dedica alla caccia di cobra velenosi e fa da barcaiolo lungo il fiume insidioso Belween, viene coinvolto in una nuova guerra da un gruppo religioso che vorrebbe portare pace e tranquillità alla povera popolazione. Rispetto ai precedenti c'è una dose massiccia di violenza in più ed essendo Sly regista e sceneggiatore non poteva essere diversamente.
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Alla venerande età di 62 anni, Sylvester Stallone rispolvera dopo un ventennio il mitico Rambo. Il viso e il fisico ostentano gli anni trascorsi, ma l'energia e la voglia di fare sono ancora gli stessi. Il film denuncia i soprusi subiti dalla piccola e inerme comunità dei Cariani per opera del regime comunista birmano. In questo quarto episodio, Rambo che si dedica alla caccia di cobra velenosi e fa da barcaiolo lungo il fiume insidioso Belween, viene coinvolto in una nuova guerra da un gruppo religioso che vorrebbe portare pace e tranquillità alla povera popolazione. Rispetto ai precedenti c'è una dose massiccia di violenza in più ed essendo Sly regista e sceneggiatore non poteva essere diversamente. Ma tutto sommato il film è coinvolgente ed è una bella lezione di vita ai pacifisti. Del resto Stallone non ha mai nascosto le sue idee politiche.
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kruelkurt
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sabato 11 ottobre 2014
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gran bel film.....
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Annunciato da pochi giorni il sequel Rambo:last blood,questo quarto film si conferma un ottimo sequel,molto al di sopra del 3 (quasi caricaturale) e secondo me a pari merito del secondo....ovviamente quellii erano gli anni 80 e i tempi sono cambiati:Rambo non è piu un supereore che ammazza tutti da solo con una pistoletta ma questa volta è aiutato da alcuni mercenari...certo ammazza uguale ma lo fa meno esplicitamente (nn si vedono piu le scene ridicole dei film precedenti che gli altri sparano in 4 e lui li abbatte uno ad uno senza copertura e senza un graffio,ad oggi sarebbero buffonate),Molto cruento,adeguato ai tempi quindi e momenti anche di leggera suspence che non guastano.
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Annunciato da pochi giorni il sequel Rambo:last blood,questo quarto film si conferma un ottimo sequel,molto al di sopra del 3 (quasi caricaturale) e secondo me a pari merito del secondo....ovviamente quellii erano gli anni 80 e i tempi sono cambiati:Rambo non è piu un supereore che ammazza tutti da solo con una pistoletta ma questa volta è aiutato da alcuni mercenari...certo ammazza uguale ma lo fa meno esplicitamente (nn si vedono piu le scene ridicole dei film precedenti che gli altri sparano in 4 e lui li abbatte uno ad uno senza copertura e senza un graffio,ad oggi sarebbero buffonate),Molto cruento,adeguato ai tempi quindi e momenti anche di leggera suspence che non guastano.Musiche da oscar.Rivederlo al cinema dopo tanti anni e emozione senza precedenti.
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tmpsvita2
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venerdì 21 giugno 2013
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sylvester stallone
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una parola........RAMBO!!!!
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kondor17
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venerdì 19 aprile 2013
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fumettone guardabile
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Rambo ora vive al confine con la Birmania, in un piccolo villaggio, dove fa quello che sa fare: pesca, lavora il metallo e caccia serpenti, che rivende agli snake-show-makers. Proprio durante uno di questi, gli si avvicina un americano, a capo di una piccola comitiva umanitaria diretta in Birmania, devastata questa dalle violenze di un regime dittatoriale che trucida migliaia di civili innocenti, per chiedergli un passaggio col barcone. Inizialmente restio, viene poi convinto dalla brava Julie Benz (la moglie di Dexter in tv), che fa leva sui valori e sul sentimento cristiano, risvegliando in Johnhy da un cinico sonno del cuore, in cui si era volutamente nascosto. Risalendo il fiume, la carovana si imbatte nei pirati.
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Rambo ora vive al confine con la Birmania, in un piccolo villaggio, dove fa quello che sa fare: pesca, lavora il metallo e caccia serpenti, che rivende agli snake-show-makers. Proprio durante uno di questi, gli si avvicina un americano, a capo di una piccola comitiva umanitaria diretta in Birmania, devastata questa dalle violenze di un regime dittatoriale che trucida migliaia di civili innocenti, per chiedergli un passaggio col barcone. Inizialmente restio, viene poi convinto dalla brava Julie Benz (la moglie di Dexter in tv), che fa leva sui valori e sul sentimento cristiano, risvegliando in Johnhy da un cinico sonno del cuore, in cui si era volutamente nascosto. Risalendo il fiume, la carovana si imbatte nei pirati. Per difendere la bella - che sarebbe stata stuprata 50 vote, a detta sua - Rambo li uccide tutti in un batter d'occhio e si riscopre soldato e difensore dei valori. Una volta arrivati a destino, Rambo torna a casa, e i missionari vengono poi rapiti dai militari, non dopo aver trucidato tutti i Karen presenti e dato alle fiamme il villaggio. Appreso questo, Johnny - ritrovata la fede anche grazie ad una croce regalatagli da Julie- viene di nuovo invitato da un prete a risalire il fiume per salvarli, per accompagnare, questa volta, una ridicola ciurmetta di variopinti mercenari, col buono ex marine, il cattivo ex servizi speciali (separato e che non gliene frega un c. ma fa questo solo per mantenere quella sanguisuga della ex moglie coi tre figli), il chino, il messicano... insomma un piccolo esercito di "rappresentanza" delle forze miliitari americane all'estero. Ovviamente questi quattro gatti avranno la meglio trucidando qualche centinaio (se non migliaio) di militari, cavandosela con un decesso, con una ferita alla gamba e qualche graffietto. Non sto ad elencare le innumerevoli lacune, ma resta comunque un filmetto ben fatto, con poche pretese ed un'ottima fotografia. Notevoli le scene di guerra, un'ulteriore spot per le lobbies delle armi e lo zio Tom, ovviamente, ma meglio di molti suoi simili. Un Johnny umano, giustiziere dei cattivi, stile Walker Texas, per intendersi, ma anche ahimè con lo stesso livello narrativo e dialettico. Per gli amanti del genere, un ottimo film, per me, comunque guardabile.
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