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un bambino
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sabato 3 gennaio 2009
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quanti nomi ha il destino?
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la forza di essere fragili e la fragilità di essere forti
questo film ha un non so che di nuovo ma allo stesso tempo familiare,come se nel nostro inconscio ci fosse qualcosa di riconducibile a questo film...ognuno di noi ha un suo senso nella vita...anche se non è schematizzato in qualcosa di ben definito non è detto che non esista,basta ascoltare di più noi stessi e soprattutto capirsi,che secondo me è la cosa più difficile.Pensiamo a Falcone e Borsellino a Cosa Nostra!E riflettiamoci sù!Al terrorismo e alla fame che fa molte più vittime!Al fatto di gridare crisi finanziaria solo perchè questo natale riceveremo un paio di scarpe in meno...Al fatto di prendere per assurde notizie di ufo,miracoli e tutto ciò che eleva l'uomo a qualcosa di più di un animale evoluto grazie ad una straordinaria intelligenza,ma a credere in promesse di creme miracolose,di guerre giuste,di fonti energetiche insostituibili.
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la forza di essere fragili e la fragilità di essere forti
questo film ha un non so che di nuovo ma allo stesso tempo familiare,come se nel nostro inconscio ci fosse qualcosa di riconducibile a questo film...ognuno di noi ha un suo senso nella vita...anche se non è schematizzato in qualcosa di ben definito non è detto che non esista,basta ascoltare di più noi stessi e soprattutto capirsi,che secondo me è la cosa più difficile.Pensiamo a Falcone e Borsellino a Cosa Nostra!E riflettiamoci sù!Al terrorismo e alla fame che fa molte più vittime!Al fatto di gridare crisi finanziaria solo perchè questo natale riceveremo un paio di scarpe in meno...Al fatto di prendere per assurde notizie di ufo,miracoli e tutto ciò che eleva l'uomo a qualcosa di più di un animale evoluto grazie ad una straordinaria intelligenza,ma a credere in promesse di creme miracolose,di guerre giuste,di fonti energetiche insostituibili.Scusate se mi sono dilungato troppo,il messaggio che volevo mandare è quello di non smettere mai di sognare(come i bambini).
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giorgio n.
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venerdì 28 novembre 2008
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night cover wills....
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Il peggior Bruce Willis ke si possa immaginare, inespressivo,apatico, quasi fastidioso. E' deprimente vederlo cimentarsi in un ruolo che sarebbe stato perfetto per Nicholas Cage o George Clooney. Samuel Jackson invece non delude come al solito, sempre deciso, diretto, da anima e corpo(in questo caso fragile ma non per questo meno degno di nota)per interpretare il "povero" Elijah, antieroe sadico, ma in qualche caso degno di comprensione e compassione.. Nota negativa per quanto riguarda il regista Night Shamalayan, che ormai ci ha abituati alle sue astruse concezioni di cinema pseudo/fantascientifico..un film che dovrebbe essere incentrato sulla figura di un supereroe (seppur non un action movie classico) senza uno straccio di effetto speciale è come una pellicola sulla boxe senza cazzotti; c'è troppa presunzione nella scelta dei campi, dei piani brevi, che lo porta ad effettuare scelte bizzarre e incomprensibili nelle inquadrature, come la rotazione di camera dall'alto quando al piccolo Elijah viene regalato il primo fumetto.
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Il peggior Bruce Willis ke si possa immaginare, inespressivo,apatico, quasi fastidioso. E' deprimente vederlo cimentarsi in un ruolo che sarebbe stato perfetto per Nicholas Cage o George Clooney. Samuel Jackson invece non delude come al solito, sempre deciso, diretto, da anima e corpo(in questo caso fragile ma non per questo meno degno di nota)per interpretare il "povero" Elijah, antieroe sadico, ma in qualche caso degno di comprensione e compassione.. Nota negativa per quanto riguarda il regista Night Shamalayan, che ormai ci ha abituati alle sue astruse concezioni di cinema pseudo/fantascientifico..un film che dovrebbe essere incentrato sulla figura di un supereroe (seppur non un action movie classico) senza uno straccio di effetto speciale è come una pellicola sulla boxe senza cazzotti; c'è troppa presunzione nella scelta dei campi, dei piani brevi, che lo porta ad effettuare scelte bizzarre e incomprensibili nelle inquadrature, come la rotazione di camera dall'alto quando al piccolo Elijah viene regalato il primo fumetto. Per non parlare della sequenza del parto, complicata, confusa quanto ubriacante. Se fosse stato diretto da un altro regista sarebbe stato sicuramente un film molto originale, anche perchè il cast è sicuramente di valore, il regista no.
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brian the brain
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martedì 30 settembre 2008
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l'uomo di vetro
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Penalizzato dalla precedente uscita de Il sesto senso, la seconda opera di M. Night Shyamalan passa in sordina. Il film venne criticato eccessivamente per via delle somiglianze tra i suoi due lavori (l'effetto sorpresa nel finale, l'andamento misterioso e quasi ipnotico del ritmo, l'utilizzo dello stesso volto che aveva fatto la fortuna della prima pellicola). Questo trasformò Unbreakable in una sorta di brutta copia de Il sesto senso. Come vedremo, non è così. La regia è un felice compromesso tra le tavole di un fumetto e le inquadrature cinematografiche (il dialogo tra Bruce Willis e la donna che gli siede accanto sul treno ne è un valido esempio, con la camera che li sbircia dal sedile anteriore e che isola i volti dei protagonisti della sequenza imparentando in maniera evidente il cinema con le vignette di un fumetto moderno!) ed è proprio in questo che Unbreakable è stato sottovalutato.
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Penalizzato dalla precedente uscita de Il sesto senso, la seconda opera di M. Night Shyamalan passa in sordina. Il film venne criticato eccessivamente per via delle somiglianze tra i suoi due lavori (l'effetto sorpresa nel finale, l'andamento misterioso e quasi ipnotico del ritmo, l'utilizzo dello stesso volto che aveva fatto la fortuna della prima pellicola). Questo trasformò Unbreakable in una sorta di brutta copia de Il sesto senso. Come vedremo, non è così. La regia è un felice compromesso tra le tavole di un fumetto e le inquadrature cinematografiche (il dialogo tra Bruce Willis e la donna che gli siede accanto sul treno ne è un valido esempio, con la camera che li sbircia dal sedile anteriore e che isola i volti dei protagonisti della sequenza imparentando in maniera evidente il cinema con le vignette di un fumetto moderno!) ed è proprio in questo che Unbreakable è stato sottovalutato. Nonostante non esista la versione cartacea del supereroe David Dunn questo è il primo film adulto a fare luce sul complesso mondo dei comics. Recentemente si è parlato dell'esistenzialismo dell'eroe con Hancock, ma anche del rapporto tra eroe e antieroe con Il cavaliere oscuro, ebbene questi argomenti erano stati precedentemente trattati con un esauriente approccio filosofico proprio dal film di Shyamalan. Ad aumentare il suo valore oltre ad una buona sceneggiatura ed una solida regia ci sono i due protagonisti mai sottotono e perfettamente calati nella parte. In conclusione: un grande omaggio all'arte del baloon ma anche un valido film per neofiti. (Da Cinemamutante)
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ely
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domenica 17 agosto 2008
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obbligatorio vederlo. magistrale. w willis
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Film capolavoro. Dopo l'altro capolavoro di Shyamalan "Il sesto senso", il regista ci propone questo stupendo film, con un Bruce Willis magistrale, davvero espressivo e perfettamente calato nella parte, contrapposto ad un Samuel Lee Jackson ottimo, nelle vesti del cattivo finto fragile... meravigliose scene, ottimi dialoghi, perfette inquadrature, trama più che coinvolgente, attori straordinari, ha tutti gli ingredienti per entrare nella storia del cinema. Obbligatorio vederlo. e ricordate...niente è come sembra
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hellboy
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mercoledì 16 luglio 2008
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tutta questione di stile
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Shyamalan ha reinventato un genere oppure è stato l'unico a dirigere un film di genere??? Faccio questa domanda xkè quando si gira un film fantastico l'obiettivo è quello di far credere allo spetttatore che ciò che accade può essere reale... chi alla fine del film con i titoli di quello ke era stato messo in prigione nel carcere di malati mentali e quello ke aveva testimoniato non ha detto "caspita ma allora è stato tuttto vero!". Io credo che sia questa la genialità di questo regista far credere che le cose + improbabili cm un super eroe possano essere comuni! In tutti i film di questo regista c'è sempre quell'elemento metafisico ke fa fare il salto di qualità... insomma si respira una sorta di magia.
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Shyamalan ha reinventato un genere oppure è stato l'unico a dirigere un film di genere??? Faccio questa domanda xkè quando si gira un film fantastico l'obiettivo è quello di far credere allo spetttatore che ciò che accade può essere reale... chi alla fine del film con i titoli di quello ke era stato messo in prigione nel carcere di malati mentali e quello ke aveva testimoniato non ha detto "caspita ma allora è stato tuttto vero!". Io credo che sia questa la genialità di questo regista far credere che le cose + improbabili cm un super eroe possano essere comuni! In tutti i film di questo regista c'è sempre quell'elemento metafisico ke fa fare il salto di qualità... insomma si respira una sorta di magia... spero tanto ke l'odore dei soldi americani non ti facciano perdere la magia che ci regali ad ogni film e spero ke "E venne il giorno" (un film tutto sommato godibile e pieno di significati ma che dice poco) sia stato un po' cm una pausa di riflessione... spacca il mondo M. N Shyamalan! E' tutta questione di stile!
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ray99
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domenica 20 aprile 2008
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bruce willis supereroe senza maschera...
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La lotta fra il bene e il male, riproposta ancora una volta...
Niente effetti spettacolari, superpoteri dagl'effetti devastanti e armi fantascintifiche... Solo la storia di due uomini, due persone (Bruce Willis e Samuel L. Jackson), i due opposti, le due faccie della stessa medaglia... che si contrappongono l'uno all'altro... Il protagonista che senza l'antagonista non ha modo di esistere e viceversa...
Un bel film, dove i due protagonisti riescono a calarsi bene nella parte, dove ancora una volta Willis mostra le sue camaleontiche doti artistiche, un omaggio dal mondo del cinema al mondo del fumetto, un filone che con questo film è destinato solo a crescere...
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indyjones78
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martedì 26 febbraio 2008
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film dall'intrigo appassionante
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mi ero recato al cinema prevenuto nei confronti di un film che si presentava come il sequel del Sesto senso e temevo che la trama sarebbe risultata forzata e prevedibile. Con mia grande sorpresa mi accorsi che il film aveva una propria identità che ingannava lo spettatore con uno sviluppo lento e regolare per poi colpirlo all'improvviso prendendolo in contropiede. Dunque il risultato ottimo di un thriller a cui si aggiunge il fascino di una trasposizione fantastica sul piano di un dualismo fumettistico in cui l'eroe ed il supereroe ed l'antieroe sono in realtà amici-nemici. L'uno non può esistere senza l'altro, tipico stereotipo del mondo fumettistico. un mix davvero appassionante
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bordata il sublime
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mercoledì 30 gennaio 2008
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grazie.
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si questo è il film capolavoro di shalayaman!
dopo il sesto senso ,il buon night si supera e crea un film lento, ma geniale dove si innalza il fumetto (finalmente)ad opera d'arte .
sulla scia della new age di miller (o del nume alan moore) ,si rinventa il ruolo del super eroe e lo si trasferisce nel mondo reale in maniera drammatica.
l'eroe e la nemesi come un tuttuno inscindibile.
ringrazio il regista indiano per avere creato questo film.
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paolo ciarpaglini
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lunedì 28 gennaio 2008
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capolavoro di shyalaman.
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Dopo il 'Sesto senso', sarebbe stato almeno difficle per qualunque regista, ripeterne il meritato e clamoroso successo. Ma M.N.Shyamalan regista indiano, pur non distaccandosi da un filone che lo vede legato al soprannaturale, crea a mio avviso proprio quì, il suo miglior lavoro fino ad oggi. La storia è quella di un bimbo di colore, Elija Price (S.L.Jackson), nato con un difetto genetico che rende le sue ossa fragilissime. Dai suoi amici è infatti soprannominato 'l'uomo di vetro'. Solo infatti grazie all'amore e tenacia della madre, riuscirà a vincere il terrore della propria malattia. I fumetti, i supereroi in particolare, sono la sua passione fin da ragazzino e diverranno il suo lavoro da adulto, gallerista ed esperto di fama.
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Dopo il 'Sesto senso', sarebbe stato almeno difficle per qualunque regista, ripeterne il meritato e clamoroso successo. Ma M.N.Shyamalan regista indiano, pur non distaccandosi da un filone che lo vede legato al soprannaturale, crea a mio avviso proprio quì, il suo miglior lavoro fino ad oggi. La storia è quella di un bimbo di colore, Elija Price (S.L.Jackson), nato con un difetto genetico che rende le sue ossa fragilissime. Dai suoi amici è infatti soprannominato 'l'uomo di vetro'. Solo infatti grazie all'amore e tenacia della madre, riuscirà a vincere il terrore della propria malattia. I fumetti, i supereroi in particolare, sono la sua passione fin da ragazzino e diverranno il suo lavoro da adulto, gallerista ed esperto di fama. Ma Elijah, anche se questo 'particolare' lo scopriremo solo alla fine, è anche una persona psicologicamente malata. Tutto inizia quando un treno, l'177 East Real deraglia, provocando la morte di tutti i passeggeri. Solo uno si salverà, Davide Danne (Bruce Willis) ed incredibilmente ne uscirà indenne. Elijah ha infine trovato colui che cercava da molto tempo, il suo opposto, un'uomo che non sà e non si è mai chiesto perchè mai un malanno. O neppure una contusione riportata nell'incidente che da giovane, lo 'costrinse' (in realtà l'occasione che aspettava) a smettere di giocare a football. Lentamente Elijiah, riesce ad insunuare il tarlo nella mente di David. Ma la sua è una follia lucida, veritierà pur nella sua orribile, travisata visione della realtà. Bunner, spinto anche dal figlioletto che vede nel padre il possibile 'supereroe', lentamente giungerà a 'sapere'. La genialità del film risiede nella perfetta ricostruzione psicologica di Elijah, omicida ma anche vittima della propria condanna, perennemente in cerca del 'buono'. Di qualcuno che come nei fumetti sia indistruttibile. "Quando non sai per cosa sei nato, venuto al mondo, è una sensazione insopportabile. Ma adesso sò chì sono perchè tu esisti". Questa la frase con cui follemente, cerca di giustificare i delitti commessi. Willis come ne il 'Sesto senso' è bravissimo affiancato da R.W.Penn. Perfetto per i 'ritmi' di ripresa del regista, un'autentica firma di classe. Il tempo è dilatato, ad ogni particolare è lasciato tutto il tempo necessario di emergere, un vero maestro. Innovativo, geniale. Davide Dunne che lavora negli stadi alla sicurezza, dapprima scettico, lentamente inizia a porsi domande, quelle stesse 'suggerite da Elijah prima, che parevano follia. Possiede infatti oltre ad una forza straordinaria (ma pur sempre umana), il dono di 'sentire' le persone. Un 'sesto senso' letteralmente, che gli permette di vedere dentro la gente. Un giorno infatti, indirizzato da Elijah, si reca in un posto affollato. Iniziano così ad apparirgli dei flash ogni qualvolta sfiora qualcuno. Uno di questi è uno stupratore, che David avverte, 'vede' aver seguestrata un'intera famiglia. Lo seguirà e seppur tradito dal suo unico punto debole, l'acqua, riuscirà ad ucciderlo con una presa al collo ferrea. Il giorno seguente Dunne, mostra al figlioletto ormai rassegnato ad avere un papà 'normale', la notizia sul giornale! "eroe salva famiglia..". Poco più tardi l'epilogo, quando Dunne recatosi da Elijah gli stringerà la mano. In quell'istante vedrà infatti tutti gli orribili delitti commessi. Il messaggio del film risiede proprio là, frà malattia e la folia, frà il sacrificio 'necessario'!? e la scoperta dell'eroe. Divenuta per Elijah, l'unica ragione-spiegazione di vita.
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tia90
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giovedì 24 gennaio 2008
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bellissimo e geniale
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un film veramente bellissimo, i dialoghi e l'aspetto psicologico dei personaggi sono davvero interessanti e ricchi di spunti di riflessione, sui quali primeggia il tema del bene e del male e di un mondo che vive grazie ad un delicato equilibrio tra due opposti.
davvero interessanti le parole finali di Elijah sul significato della vita di ognuno e sull'importanza che ha la risposta al quesito.
Il film a tratti è un po' lento e prolisso, ma la vicenda è interamente permeata da un senso di soprannaturale, mistero e suspance che SHyamalan è riuscito a dare senza ricorrere a mostri kinghiani e scene splatter, cosa sempre più rara nel cinema di oggi.
Molto bella anche la cura dei colori e dei colpi di scena che arrivano al momento giusto e preannunciano un finale che costringe lo spettatore a cambiare nettamente il suo parere sulla vicenda, un finale che è ormai un marchio di fabbrica del regista.
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