Matrimonio Indiano |
||||||||||||||
|
Un film di Mira Nair.
Con Naseeruddin Shah, Lillete Dubey, Shefali Shetty, Vijay Raaz.
continua»
Titolo originale Monsoon Wedding.
Commedia,
durata 140 min.
- India 2000.
MYMONETRO
Matrimonio Indiano
valutazione media:
3,57
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
|
||||||||||||||
|
||||||||||||||
|
|
||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Feedback: 0 |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
A volte, nei grandi festival, vincono le medie produzioni orientali come sfondo, occidentali come concezione. Una miscela cosmopolita piaciuta a Nanni Moretti, se Monsoon Wedding (letteralmente Nozze monsoniche) di Mira Nair ha preso il Leone d'oro a Venezia 2001 dalla giuria che lui presiedeva. Eppure, senza essere opera formalmente indegna, tutt'altro, Monsoon Wedding non è il nuovo capolavoro di una cinematografia, quella indiana, che un tempo aveva grandi registi. In compenso non ci si annoia, anzi all'inizio quasi ci si diverte. Donna fortunata ma regista di esiguo talento e femminista all'acqua di rose, la Nair era nota finora per Salaam Bombay! (1988) e per l'infimo Kamasutra (1996). Mescolando folclore e situazioni hollywoodiane in un buonismo almodovariano ultima maniera, ha sfornato un'ulteriore vicenda per palati politicamente corretti ed esteticamente modesti. Ora la sua abilità è far sembrare Monsoon Wedding un film da meditare, poiché vi si accenna anche alla fine dell'identità indiana, grazie al dibattito televisivo condotto dall'occidentalizzatissimo amante di una dei personaggi principali. I parenti riuniti in occasione delle nozze compongono una numerosa e semipatriarcale famiglia e rappresentano la classe emersa di uno Stato-continente con un miliardo di persone, un quarto delle quali ha raggiunto il livello economico da "ceto medio". La classe emergente è incarnata da quelli che lavorano per organizzare il banchetto e dalla servitù di casa. Le nozze sono un evento particolarmente rilevante in una società ancora tradizionale, dunque comunitaria, simbolica, dove il rito è connesso all'onore e al prestigio, oltre che al reddito (ovunque i soldi sposano i soldi). I tempi fanno affiorare anche la perdita di identità, e in un Paese ex coloniale, con milioni di emigrati, lo scimmiottare il modo di vita altrui, l'inglese prima, l'americano poi, è ancora più forte che in Paesi ex colonialisti. Così è quasi scontato per la Nair mostrare il disagio dell'indiano al golf, se è lì da giocatore e non da caddy ed è facile capovolgere il giochetto, mostrando il disagio di uno sposo indiano di Houston, Texas, quando la sposa, indiana di Delhi, gli racconta una fresca infedeltà. Ma se nessuno s'offende più per questo, un cattivo va pur cercato. E chi se non il pedofilo di turno? In una società e in un cinema che tollera - e spesso esalta - ogni sessualità deviante, il pedofilo è diventato l'unico infame. Forse lo è. Ma davvero è anche l'unico?
[+] lascia un commento a »
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
|
Venezia (1) Articoli & News |