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andrej
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giovedì 16 febbraio 2017
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un gangster movie deludente
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Premesso che sono un ammiratore di questo estroso regista (del quale ho adorato "Audition" e "13 assassins") devo onestamente dire di non aver apprezzato questo film: troppo eccessivo, troppo sopra le righe, troppo eterogeneo, discontinuo e sbilanciato. Dopo una parte iniziale (di circa 5 minuti) caotica ma interessante e dal ritmo indiavolato (ben sottolineato anche da una colonna sonora all’altezza) la pellicola si appiattisce notevolmente sui soliti binari dei film di gangster di livello medio basso, per poi franare inaspettatamente in un finale sconcertante e imperdonabile, degno del piu’ insensato dei video giochi, che purtroppo compromette tutto quel poco che di buono o discreto e’ stato fatto fino a quel momento.
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Premesso che sono un ammiratore di questo estroso regista (del quale ho adorato "Audition" e "13 assassins") devo onestamente dire di non aver apprezzato questo film: troppo eccessivo, troppo sopra le righe, troppo eterogeneo, discontinuo e sbilanciato. Dopo una parte iniziale (di circa 5 minuti) caotica ma interessante e dal ritmo indiavolato (ben sottolineato anche da una colonna sonora all’altezza) la pellicola si appiattisce notevolmente sui soliti binari dei film di gangster di livello medio basso, per poi franare inaspettatamente in un finale sconcertante e imperdonabile, degno del piu’ insensato dei video giochi, che purtroppo compromette tutto quel poco che di buono o discreto e’ stato fatto fino a quel momento. Tra l’inizio promettente e la conclusione catastrofica il resto del film procede senza infamia e senza lode, in un medio grigiore e fra ripetuti alti e bassi. Non mancano sprazzi di bizzarra e geniale estrosita’ come in alcune scene surreali, al tempo stesso buffe, ripugnanti e grottesche, riproducenti situazioni estreme di inusitata depravazione (la scena del set pornografico a tema zoofiliaco e quella della ragazza affogata nelle sue feci): scene che sorprendono, sconcertano e (per come sono girate) possono persino divertire, ma che fanno anche pensare, in quanto sono un evidente e inquietante simbolo del declino e disfacimento morale in cui agli occhi del regista il mondo attuale sta sprofondando senza speranza. Si tratta comunque di brevi momenti, che tendono a perdersi in un insieme piuttosto grigio e scialbo. Anche la recitazione degli attori non e’ nulla di che: o fastidiosamente sopra le righe o palesemente inespressiva anche in momenti dove l’inespressivita’ sarebbe inammissibile. Insomma: non certo una delle opere migliori del prolifico regista giapponese.
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dandy
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giovedì 20 gennaio 2011
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molto fumo...e poco sushi.
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Uno degli esempi più noti in occidente del metodo Miike:sfrutta il solito accumulo di clichè in una storia risaputa(cittadini che si scontrano con yakuza per aiutare i parenti)mettendo in scena un mondo disarticolato,eccessivo,sovraccarico e incoerente.Come nel precedente "Shinjuku Triad Society" poliziotti e criminali sono sullo stesso piano,la violenza è cosa normale come pure il sesso estorto.Ma dopo i primi 8 incredibili minuti,tutto diventa manieristico,statico e fin troppo uguale ai classici del genere.E la violenza è molto meno abbondante.Sparisce poi quasi del tutto la complessità con cui si affronta l'incertezza dei marginali dalle identità confuse(anche qui c'è un gangster sangue misto).
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Uno degli esempi più noti in occidente del metodo Miike:sfrutta il solito accumulo di clichè in una storia risaputa(cittadini che si scontrano con yakuza per aiutare i parenti)mettendo in scena un mondo disarticolato,eccessivo,sovraccarico e incoerente.Come nel precedente "Shinjuku Triad Society" poliziotti e criminali sono sullo stesso piano,la violenza è cosa normale come pure il sesso estorto.Ma dopo i primi 8 incredibili minuti,tutto diventa manieristico,statico e fin troppo uguale ai classici del genere.E la violenza è molto meno abbondante.Sparisce poi quasi del tutto la complessità con cui si affronta l'incertezza dei marginali dalle identità confuse(anche qui c'è un gangster sangue misto).Il finale poi,è di quelli che lasciano increduli per l'idiozia.E' il Takashi Miike già di maniera.Da evitare i due seguiti,solo nominali.
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