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andrej
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giovedì 16 febbraio 2017
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le apparenze uccidono
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Questo film e’ a mio parere un autentico capolavoro e una vera pietra miliare all’interno del suo genere.Si tratta di un insolito e geniale thriller psicologico,costruito,diretto,montato e recitato con sapiente maestria e capace di costruire lentamente e progressivamente un crescendo di tensione che tiene lo spettatore incollato alla poltrona dal primo all’ultimo minuto:un meccanismo di precisione dove ogni elemento,ogni dettaglio,ogni ingranaggio funziona alla perfezione.Partendo da un inizio lento e “normale” la vicenda si fa via via piu’ inquietante,per poi assumere sempre piu’ i connotati di un terribile incubo a occhi aperti,capace di scuotere anche lo spettatore piu’ smaliziato.Le apparenze ingannano,nulla e’ cio’ che sembra e quello che pare un bel sogno d’amore si trasforma in un’esperienza spaventosa e raccapricciante.
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Questo film e’ a mio parere un autentico capolavoro e una vera pietra miliare all’interno del suo genere.Si tratta di un insolito e geniale thriller psicologico,costruito,diretto,montato e recitato con sapiente maestria e capace di costruire lentamente e progressivamente un crescendo di tensione che tiene lo spettatore incollato alla poltrona dal primo all’ultimo minuto:un meccanismo di precisione dove ogni elemento,ogni dettaglio,ogni ingranaggio funziona alla perfezione.Partendo da un inizio lento e “normale” la vicenda si fa via via piu’ inquietante,per poi assumere sempre piu’ i connotati di un terribile incubo a occhi aperti,capace di scuotere anche lo spettatore piu’ smaliziato.Le apparenze ingannano,nulla e’ cio’ che sembra e quello che pare un bel sogno d’amore si trasforma in un’esperienza spaventosa e raccapricciante.Bravissimi gli attori,in particolare la protagonista femminile,la bella e ineguagliabile Eihi Shiina,che qui ci regala il portentoso ritratto di una delle piu’ seducenti e inquietanti dark ladies dell’intera storia del cinema.Il suo personaggio e’ descritto in modo al tempo stesso sintetico ed estremamente approfondito e convincente.L’ottima sceneggiatura,il montaggio e la fotografia magistrali e la recitazione sensibilissima e chiaroscurata della protagonista ci delineano una figura piena di contraddizioni ma anche di sinistro e innegabile fascino:angelica e demoniaca,vittima e carnefice,sensibile e crudele.Reduce da un passato di terribili abusi,ne e’ uscita piagata nel corpo e nell’anima:in apparenza(e in parte anche in realta’)e’ una ragazza dolce,ben educata e desiderosa di affetto e attenzioni,ma sotto questa sua personalita’ morbida e gentile si cela quella di una spietata serial killer,pronta a emergere alla prima delusione,vera o immaginaria che sia.E allora non c’e’ limite alle efferatezze che puo’ compiere,pur mantenendo sempre(e questo e’ un dettaglio geniale,che rende il personaggio ancora piu’ insolito e inquietante)le sue abituali buone maniere e il suo consueto gentile tono di voce.Nonostante compia indicibili atrocita’,non si puo’ comunque definire un personaggio completamente negativo,ma piuttosto un intricato,mostruoso groviglio di bene e di male,di potenzialita’ positive mancate e di pessime realizzazioni insanabili ormai compiutesi,che suscita al tempo stesso orrore e compassione.Un personaggio memorabile,che non puo’ assolutamente lasciare indifferenti,ma anzi tende a restare a lungo nella memoria,nei sogni e negli incubi dello spettatore.In conclusione:un thriller impressionante ed imperdibile,impossibile da dimenticare,al cui confronto molte altre pellicole dello stesso genere sembrano avere lo spessore dei cartoni animati di Cip e Ciop.
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paolo salvaro
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lunedì 31 marzo 2014
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piccola perla horrorifica
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Due ore di puro cinema, con l'orrore che non ci viene presentato subito ma un pò alla volta, assaggio dopo assaggio, fino al delirio finale. E' il primo film che vedo firmato Takeshi Miike e devo dire che il regista giapponese mi ha ben impressionato e ho senz'altro capito perchè è ritenuto un autore estremo e violento, pur nei limiti dello spettacolo. Di fatto se la saga di Hostel ha avuto origine lo si deve solo grazie a questo film e credo che anche il finale del primo Saw (pur non essendo almeno quello un horror) sia stato non poco influenzato da questo piccolo capolavoro di Takeshi MIike. Giusto per dire che razza di seguito ha avuto e quanto lascino il tempo che trovano le critiche, magari mosse da chi rimane affascinato a guardare cagate in presa diretta come Blair Witch Project o Paranormal Activity (gli unici decenti del filone sono Rec e Noroi) o ancora peggio quelli appartenenti al filone del "nuovo horror francese" composto da film manco degni di essere citati.
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Due ore di puro cinema, con l'orrore che non ci viene presentato subito ma un pò alla volta, assaggio dopo assaggio, fino al delirio finale. E' il primo film che vedo firmato Takeshi Miike e devo dire che il regista giapponese mi ha ben impressionato e ho senz'altro capito perchè è ritenuto un autore estremo e violento, pur nei limiti dello spettacolo. Di fatto se la saga di Hostel ha avuto origine lo si deve solo grazie a questo film e credo che anche il finale del primo Saw (pur non essendo almeno quello un horror) sia stato non poco influenzato da questo piccolo capolavoro di Takeshi MIike. Giusto per dire che razza di seguito ha avuto e quanto lascino il tempo che trovano le critiche, magari mosse da chi rimane affascinato a guardare cagate in presa diretta come Blair Witch Project o Paranormal Activity (gli unici decenti del filone sono Rec e Noroi) o ancora peggio quelli appartenenti al filone del "nuovo horror francese" composto da film manco degni di essere citati. Se poi alcuni trovano interessante vedere ragazze incinte o completamente nude torturate alla cazzo di cane e senza motivo per un'ora e mezza circa, allora quello è il cinema horror che fa per voi.
Personalmente preferisco la qualità. E confrontando per l'appunto Audition con molti dei film appena nominati, beh, trovo inconcepibile mettersi a criticare proprio la sceneggiatura del film quando a mio avviso è proprio essa il punto di forza dell'intera opera. La vicenda personale del protagonista infatti è intessuta al meglio all'interno della pellicola e (qui si deve spezzare una lancia in favore del regista) ogni scena è carica di un pathos emozionale non indifferente. Ciascun personaggio ha un ruolo attivo nella vicenda, nel bene e nel male. Probabilmente anzi è l'unico film horror in cui anche i personaggi secondari contribuiscono a determinare in maniera esponenziale il finale che viene raggiunto. Tre stelle più che meritate e non ne aggiungo un'altra solo perchè altrimenti lo si dovrebbe affiancare ad autentici capolavori del genere horror, rispetto al quale resta un gradino più sotto. Comunque ottimo film.
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francismetal
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giovedì 26 ottobre 2017
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pura spazzatura
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Una delle cose peggiori mai viste! Arrivato a metà film mi ero già rotto le scatole, ma ho continuato perché volevo capire perché lo considerassero thriller/horror, diciamo che a un certo punto mi stavo sforzando di trovare elementi di mistero nel film, ma niente, è una cretinata apocalittica, un film moscio e sconnesso, completamente privo di senso.
La scena finale è di una violenza e di un'atrocità fine a se stessa.
E' un film senza senso, senza messaggio, senza niente.
RIdatemi indietro 2 ore della mia vita!
Come può questo sito considerare da 3 stelle o chiamare horror questa cosa? Non ho chiuso il film dopo 10 minuti solo perché volevo fidarmi e non essere superficiale, invece ho s
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Una delle cose peggiori mai viste! Arrivato a metà film mi ero già rotto le scatole, ma ho continuato perché volevo capire perché lo considerassero thriller/horror, diciamo che a un certo punto mi stavo sforzando di trovare elementi di mistero nel film, ma niente, è una cretinata apocalittica, un film moscio e sconnesso, completamente privo di senso.
La scena finale è di una violenza e di un'atrocità fine a se stessa.
E' un film senza senso, senza messaggio, senza niente.
RIdatemi indietro 2 ore della mia vita!
Come può questo sito considerare da 3 stelle o chiamare horror questa cosa? Non ho chiuso il film dopo 10 minuti solo perché volevo fidarmi e non essere superficiale, invece ho sbagliato, tempo perso!
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viola96
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domenica 21 agosto 2011
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il capolavoro di miike
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"Audition" è un horror giapponese a basso budget,che il grande Takashi Miike ha realizzato mentre tutto intorno a lui arrivavano ghost stories tipiche del Giappone e dell'Asia tutta.Il film racconta di una ossessione amorosa ridotta allo stremo dell'esistenza pacifica.Molti critici lo hanno accostato a "Misery non deve morire" o "(Ecco)l'impero dei sensi",per le torture non solo spirituali degli innamorati,in un amore platonico,sbagliando a mio parere miseramente."Audition" è qualcosa del tutto diverso da quello a cui siamo abituati di vedere.Non solo un turture-porn dalle basse pretese,ma un'attenta riflessione sulle deviazioni umane e sulla psicolabilità dell'amore.
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"Audition" è un horror giapponese a basso budget,che il grande Takashi Miike ha realizzato mentre tutto intorno a lui arrivavano ghost stories tipiche del Giappone e dell'Asia tutta.Il film racconta di una ossessione amorosa ridotta allo stremo dell'esistenza pacifica.Molti critici lo hanno accostato a "Misery non deve morire" o "(Ecco)l'impero dei sensi",per le torture non solo spirituali degli innamorati,in un amore platonico,sbagliando a mio parere miseramente."Audition" è qualcosa del tutto diverso da quello a cui siamo abituati di vedere.Non solo un turture-porn dalle basse pretese,ma un'attenta riflessione sulle deviazioni umane e sulla psicolabilità dell'amore.Miike tesse filigrane alla "Attrazione Fatale" ma con molto più charme e savoir faire,così da ridurre lo spettatore ad una catarsi narrativa cocente.La trama del film è in realtà piuttosto semplice:Un noto produttore cinematografico viene spronato dal figlio a riprendere moglie,dopo che la madre del ragazzo era morta sette anni prima del racconto.Parlandone con un amico l'uomo organizza un finto provino per trovarsi in realtà una moglie coi fiocchi.E Asami è una donna coi fiocchi:Sensuale,dolce,molto femminile.Dopo una cenetta molto intima la donna sparisce senza lasciare traccia,dopo aver accuratamente avvertito il protagonista di non cercarla al lavoro.L'uomo la corre a cercare,scatenando un'ondata di delirio e rivelazioni sul passato di Asami.C'è il Giappone intero dentro il film di Miike,o meglio il Giappone nascosto:Una rigida gerarchia nel rapporto padre-figlio;una folgorante necessità d'amore,ad ogni costo;la sfrenata ricerca di piacere,contro il parere di chi dà piacere senza riceverne.Non solo un torture porn quindi,ma una folgorante fotografia di un'umanità racchiusa dentro se stessa che non riesce a fuorviare l'attenzione costante dell'attento cinefilo verso aspetti poco importanti della vicenda.E questo è un bene.La prima oretta,potrebbe essere considerata di primo acchito un pò noiosetta.Insomma,si racconta una normalissima storiella amorosa tra un uomo e una donna,ma via via che si infittisce il mistero,e che la fotografia cala ineluttalmente un pietoso velo scuro sulla vicenda il tutto diventa a mano a mano insostenibile,culminando in una singola scena.L'ultima mezz'ora è da lezione di cinema:Basta partire da un sacco che si muove nella stanza di Asami,passando per le torture da lei subite,alla tortura finale,con tanto di siringhe alle mani,per capire veramente la potenza visionaria e frammentata di Miike.Probabilmente,in molti si sono sentiti male nell'ultima scena:Non solo per ciò che accade in video,ma la ripetizione costante di parole di Asami del tipo "Siete tutti uguali" fa accapponare la pelle.Un modo per passare una serata con un horror totalmente trascendentale e violento.Il tutto è un completo susseguirsi di una tensione costante che non può che esplodere nel finale,provocando una reazione a catena verso tutto il film.Prendetelo dall'inizio e voltatelo:Rivedetelo dalla fine all'inizio e scoprirete che è la stessa cosa.Incredibile vero?Ma Miike riesce a mantenere una totale assenza di proverbiale paura artistica da cominciare il film con un dolore immenso e concluderlo con la stessa cosa.Ora finisco perchè,soprattutto sui film che amo,so essere molto logorroico:"Audition" è un'irrefrenabile giostra visiva in cui nel gioco dell'amore vengono ridisegnate le part tra chi domina e chi viene dominato.Probabilmente è il capolavoro di Miike.
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tolfino
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mercoledì 13 aprile 2011
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entrerà fra i cult del genere
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L'opera di Takashi Miike di sicuro può definirsi un cult per il genere Horror. Il film racconta dei rapporti tra uomini e donne concentrandosi nello specifico sul tema del maschilismo. La prima parte che appare come una commedia con alla base un dramma esistenziale e possibili risvolti sentimentali scorre molto lenta rischiando di annoiare,ma dopo circa 45 minuti ad iniziare è il vero horror fatto di una serie di orrori che vanno dalla pedofilia ed omicidi a decapitazioni con un filo d'acciaio per poi arrivare in un finale non per i deboli di stomaco dove Asami la protagonista spiega le cause delle sue azioni in una prospettiva esistenziale tutta sua. Il succo del film può racchiudersi in una frase detta stessa: “Words create lies.
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L'opera di Takashi Miike di sicuro può definirsi un cult per il genere Horror. Il film racconta dei rapporti tra uomini e donne concentrandosi nello specifico sul tema del maschilismo. La prima parte che appare come una commedia con alla base un dramma esistenziale e possibili risvolti sentimentali scorre molto lenta rischiando di annoiare,ma dopo circa 45 minuti ad iniziare è il vero horror fatto di una serie di orrori che vanno dalla pedofilia ed omicidi a decapitazioni con un filo d'acciaio per poi arrivare in un finale non per i deboli di stomaco dove Asami la protagonista spiega le cause delle sue azioni in una prospettiva esistenziale tutta sua. Il succo del film può racchiudersi in una frase detta stessa: “Words create lies. Only pain can be trusted” (Il mondo genera menzogne; solo nel dolore si puo’ credere). Per gli amanti dell'horror è un film da vedere assolutamente.
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lukemisonofattotuopadre
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lunedì 10 ottobre 2011
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disturbante
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Takashi Miike scelte uno stile e atmosfera registica completamente diversi rispetto a il suo capolavoro (per la critica) Ichi the Killer. Qui il ritmo, anche nelle scene più truculente è rarefatto e misurato, e come dargli torto? La tensione è palpabile dall'inizio alla fine e per paradosso non ci sarebbe bisogno di caratteri morbosi o altri contenuti per impressionare: basta proprio l'atmosfera.
Ma i contenuti ci sono eccome: la sequenza della tortura per esempio, per la freddezza e l'ironia batte tutti i Saw che volete, per non parlare di un'attrice che una fisionomia molto particolare (e efficace), una Rossy de Palma dell'horror.
Il resto del cast fa il suo lavoro con competenza.
Le sequenze oniriche e i deliri nel contempo del protagonista/vittima aggiungono invece carne sul fuoco e hanno il compito non di annacquare la chiarezza del movente (che comprendiamo abbastanza istintivamente), bensì di complicare la cronologia degli eventi.
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Takashi Miike scelte uno stile e atmosfera registica completamente diversi rispetto a il suo capolavoro (per la critica) Ichi the Killer. Qui il ritmo, anche nelle scene più truculente è rarefatto e misurato, e come dargli torto? La tensione è palpabile dall'inizio alla fine e per paradosso non ci sarebbe bisogno di caratteri morbosi o altri contenuti per impressionare: basta proprio l'atmosfera.
Ma i contenuti ci sono eccome: la sequenza della tortura per esempio, per la freddezza e l'ironia batte tutti i Saw che volete, per non parlare di un'attrice che una fisionomia molto particolare (e efficace), una Rossy de Palma dell'horror.
Il resto del cast fa il suo lavoro con competenza.
Le sequenze oniriche e i deliri nel contempo del protagonista/vittima aggiungono invece carne sul fuoco e hanno il compito non di annacquare la chiarezza del movente (che comprendiamo abbastanza istintivamente), bensì di complicare la cronologia degli eventi. A mente fredda tutto è più o meno chiaro - la sceneggiatura permette ciò senza economia - ma naturalmente l'effetto en vive è straniante ed è quello che Miike vuole.
Credo di averlo sentito sghignazzare dietro la macchina da presa.
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