Un fantasy horror come esordio per Guillermo del Toro che dirige il film e ne scrive il plot ispirato forse dalle trasformazioni corporali causate da spiriti maligni, insetti e congegni tecnologici della filmografia cronenberghiana rispettivamente attinte a Il demone sotto la pelle, La mosca e Videodrome. Peccato, tuttavia, che non si segua fino in fondo la lezione del maestro e tutto finisca in una favola per bambini dal sapore dolciastro con il nonnetto, diventato un ibrido tra uno zombie e un vampiro, Federico Luppi, che preferisce darsi la morte piuttosto che cibarsi come il lupo cattivo di cappuccetto rosso, nel finale vera protagonista della storia. Straordinario come al solito Ron Perlman che non ha nulla da aggiungere alla sua faccia.