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signorbagheri
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venerdì 25 luglio 2025
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il parabrezza fantasma
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Un film che sembra realizzato alla bella e meglio, in fretta e senza troppi soldi per sfruttare il successo delle opere precedenti dello stesso genere dello stesso autore e regista, il grande e purtroppo dimenticato Di Leo, ma questa volta senza le aspirazioni di denuncia sociale che animavano il plot delle altre ed in particolare quella del malaffare che corrompeva il Belpaese negli anni settanta, una pellicola, quindi, di puro intrattenimento basata su scazzottate da saloon, inseguimenti rocamboleschi e sparatorie senza fine tra bandidos romaneschi, girato e montato alla vogliamose bene come dimostra la sequenza memorabile in cui gli scagnozzi di Palance esplodono diversi colpi di arma da fuoco da dentro la macchina e attraverso il parabrezza come se questo non ci fosse e invece si vedono i segni lasciati dal tergicristalli sul vetro che rimane intatto al suo posto nonostante i numerosi colpi di pistola.
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woody62
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giovedì 30 dicembre 2021
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un poliziottesco senza polizia
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Chi si aspetta di vedere un poliziottesco anni 70 nel puro stile di De Leo, resterà deluso. Come ha dichiarato lo stesso regista il film si occupa della malavita di bassa lega, quella dedita alle bische, alla prostituzione, allo strozzinaggio, ma di polizia nemmeno l'ombra. Due giovani arrivisti e violenti, Tom e Ric, si trovano alleati contro un boss della mala, Manzari – lo Sfregiato – (un Jack Palance a suo agio nel ruolo) l'uno per guadagnare soldi e credibilità nella malavita romana, l'altro per il desiderio di vendicare un tragico delitto subito durante l'infanzia.
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Chi si aspetta di vedere un poliziottesco anni 70 nel puro stile di De Leo, resterà deluso. Come ha dichiarato lo stesso regista il film si occupa della malavita di bassa lega, quella dedita alle bische, alla prostituzione, allo strozzinaggio, ma di polizia nemmeno l'ombra. Due giovani arrivisti e violenti, Tom e Ric, si trovano alleati contro un boss della mala, Manzari – lo Sfregiato – (un Jack Palance a suo agio nel ruolo) l'uno per guadagnare soldi e credibilità nella malavita romana, l'altro per il desiderio di vendicare un tragico delitto subito durante l'infanzia. La vicenda si snoda tra agguati, omicidi, trappole e inganni, con citazioni che riportano a “La Stangata” del 1973 (per la truffa ai danni dello Sfregiato) e ad altri film di genere. L'epilogo della storia si svolge nelle lunghe sequenze finali al Mattatoio, con inseguimenti, sparatorie, evoluzioni pericolose in motocicletta con un lieto fine che vede i due giovani, con il vecchio e simpatico ladro napoletano che li ha aiutati, eliminare lo Sfregiato e il suo seguito, per espatriare con un congruo bottino. Nel cast internazionale Cliver (molto somigliante a Cassinelli) e Baer fanno la loro parte in modo credibile, ma il vero mattatore e Vittorio Caprioli nel ruolo del ladro esperto della vecchia guardia, che ispira una naturale simpatia. Nel complesso non il capolavoro di De Leo, ma un film discreto che si lascia guardare.
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mauri 67
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martedì 23 settembre 2008
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grande caprioli
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Con Palance,Caprioli[Troppo sottovalutato dalla critica],un manipolo di attori semi-sconosciuti e un budget ridotto all osso il maestro del genere, Di Leo, è riuscito ha fare un discreto poliziesco
Non il miglior Di Leo ma meritevole comunque di una visione
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