reservoir dogs
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lunedì 13 dicembre 2010
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il giudice/censore
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Un giudice decide di interrogare tre attori di teatro in quanto chiamati in tribunale per uno spettacolo ritenuto osceno.
Le conversazioni che il giudice svolgerà con i tre (marito-moglie-amante di lei) serviranno all'uomo per analizzare l'avvicinarsi della morte e la "crudeltà" del lavoro che svolge.
Il marito funge da razionalità e analisi (la paura di non piacere al pubblico e di restare soli), mentre la coppia di amanti può rappresentare la creatività, il distacco dalla realtà che contraddistingue il mondo diegetico (teatro e cinema).
Il giudice è colui che tenta di analizzare questo "mondo" ristandone impigliato così da capovolgere la situazione e passare da accusa ad imputato; così come un cinefilo si immedesima nel film che guarda.
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Un giudice decide di interrogare tre attori di teatro in quanto chiamati in tribunale per uno spettacolo ritenuto osceno.
Le conversazioni che il giudice svolgerà con i tre (marito-moglie-amante di lei) serviranno all'uomo per analizzare l'avvicinarsi della morte e la "crudeltà" del lavoro che svolge.
Il marito funge da razionalità e analisi (la paura di non piacere al pubblico e di restare soli), mentre la coppia di amanti può rappresentare la creatività, il distacco dalla realtà che contraddistingue il mondo diegetico (teatro e cinema).
Il giudice è colui che tenta di analizzare questo "mondo" ristandone impigliato così da capovolgere la situazione e passare da accusa ad imputato; così come un cinefilo si immedesima nel film che guarda.
Atto di accusa contro la censura che poco apprezza e a volte non comprende l'estro artistico, cammeo di Bergman come parroco/confessore del giudice.
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michel
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venerdì 7 dicembre 2007
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un rito per pochi intimi
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Tre attori famosi, un uomo, sua moglie e l’amante di lei, devono rispondere di oscenità davanti a un oscuro e tormentato giudice di provincia. Il marito rappresenta l’elemento razionale, i suoi fragili e ipersensibili colleghi rappresentano invece la creatività. Il giudice è l’elemento perturbatore che rischia di distruggere il già precario equilibrio. Tutti e quattro potrebbero però appartenere a un'unica anima in conflitto, quella del regista probabilmente. Si noterà che la figura meglio risolta è quella del censore, mentre la sequenza che dovrebbe rivelare la forza ancestrale del rito teatrale, quella che sconvolge il giudice al punto da ucciderlo, è decisamente la più debole. Nella sua ricerca di sintesi che lo rende quasi astratto, il film stenta a liberarsi dalla dimensione psicologica per farsi riflessione sul rapporto tra creatività e società.
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Tre attori famosi, un uomo, sua moglie e l’amante di lei, devono rispondere di oscenità davanti a un oscuro e tormentato giudice di provincia. Il marito rappresenta l’elemento razionale, i suoi fragili e ipersensibili colleghi rappresentano invece la creatività. Il giudice è l’elemento perturbatore che rischia di distruggere il già precario equilibrio. Tutti e quattro potrebbero però appartenere a un'unica anima in conflitto, quella del regista probabilmente. Si noterà che la figura meglio risolta è quella del censore, mentre la sequenza che dovrebbe rivelare la forza ancestrale del rito teatrale, quella che sconvolge il giudice al punto da ucciderlo, è decisamente la più debole. Nella sua ricerca di sintesi che lo rende quasi astratto, il film stenta a liberarsi dalla dimensione psicologica per farsi riflessione sul rapporto tra creatività e società. Considerevole l’apporto degli interpreti e del direttore della fotografia.
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