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dandy
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domenica 16 marzo 2014
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la vendetta può essere un piatto indigesto.
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Western duro,girato sfruttando location insolite(Israele)sul tema della vendetta come potenza distruttrice e implacabile non solo verso chi la subisce.Non c'è distinzione tra buoni e cattivi,e l'(anti)eroe finisce vittima delle sue stesse ossessioni.Regia efficiente con più di una buona scena(l'agguato fuori dalla miniera;il confronto con l'indiano)e azzeccata l'idea di un protagonista menomato gravemente che non fatica a trovare terzi(come un branco di peones ubriachi)che uccidano per lui i nemici,anche se resta sempre un pò troppo agile.Belle musiche.La violenza è filmata evitando compiacimenti e scivoloni grotteschi,ma sicuramente qualche taglio gli'avranno apportato comunque.
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Western duro,girato sfruttando location insolite(Israele)sul tema della vendetta come potenza distruttrice e implacabile non solo verso chi la subisce.Non c'è distinzione tra buoni e cattivi,e l'(anti)eroe finisce vittima delle sue stesse ossessioni.Regia efficiente con più di una buona scena(l'agguato fuori dalla miniera;il confronto con l'indiano)e azzeccata l'idea di un protagonista menomato gravemente che non fatica a trovare terzi(come un branco di peones ubriachi)che uccidano per lui i nemici,anche se resta sempre un pò troppo agile.Belle musiche.La violenza è filmata evitando compiacimenti e scivoloni grotteschi,ma sicuramente qualche taglio gli'avranno apportato comunque.Bravo chi trova l'edizione integrale(io la sapevo di '96,qui c'è scritto 102'...boh!).E bravo chi trova tutto il film visto che è proticamente invisibile.
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gianni lucini
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sabato 17 dicembre 2011
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un noir cupo e violento
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È un western dalle atmosfere noir, cupo e violento anche se la violenza appare più suggerita che raccontata. Gianfranco Baldanello fa muovere il protagonista in una sorta di villaggio fantasma alla ricerca di una vendetta feroce e implacabile in una storia in cui non esiste una netta differenza tra vittime e carnefici. Robert Woods rinuncia alla solita bella presenza per dare interpretare il personaggio di Jack Murphy, vestito di nero, zoppo, spietato e prigioniero di una latente pazzia. La partita a poker richiama un po’ le sequenze di quella più famosa tra Robin Clarke ed Enrico Maria Salerno in Sentenza di morte.
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chen kuan tai
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martedì 22 gennaio 2008
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violento
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consigliato a chi ama i western violenti con tema la vendetta
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