Pellicola drammatica che esplora vari rapporti sentimentali: sia quelli amorosi tra giovani amanti, che quelli ormai deteriorati tra anziani coniugi, che infine quelli di questi ultimi con i propri figli, con particolare attenzione a quello tra la madre e il figlio prediletto, che sembra quasi richiamare al complesso di Edipo.
La regia è dell’ottimo Jack Cardiff, già esperto direttore della fotografia, incombenza che in questa pellicola venne invece curata da Freddie Francis, che fu così bravo da vincere l’Oscar, l’unico ottenuto dalla pellicola a fronte di ben sette candidature.
La regia di Cardiff è molto apprezzabile, sia sul piano tecnico, che soprattutto per il ricorso ad una narrazione intensa emotivamente e psicologicamente, che permette di valorizzare al meglio la bella storia, tratta dall'omonimo romanzo dello scrittore e poeta britannico David Herbert Lawrence, che pone in primo piano tematiche sentimentali, sociali e di indagine interiore.
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Pellicola drammatica che esplora vari rapporti sentimentali: sia quelli amorosi tra giovani amanti, che quelli ormai deteriorati tra anziani coniugi, che infine quelli di questi ultimi con i propri figli, con particolare attenzione a quello tra la madre e il figlio prediletto, che sembra quasi richiamare al complesso di Edipo.
La regia è dell’ottimo Jack Cardiff, già esperto direttore della fotografia, incombenza che in questa pellicola venne invece curata da Freddie Francis, che fu così bravo da vincere l’Oscar, l’unico ottenuto dalla pellicola a fronte di ben sette candidature.
La regia di Cardiff è molto apprezzabile, sia sul piano tecnico, che soprattutto per il ricorso ad una narrazione intensa emotivamente e psicologicamente, che permette di valorizzare al meglio la bella storia, tratta dall'omonimo romanzo dello scrittore e poeta britannico David Herbert Lawrence, che pone in primo piano tematiche sentimentali, sociali e di indagine interiore.
La sceneggiatura si giova di dialoghi fitti, molto ben scritti e con contenuti impegnativi, che fanno riflettere, tanto da rappresentare sicuramente uno dei punti forti dell’opera.
Altro elemento di grande pregio è dato dalle performance degli interpreti che nel loro complesso compongono un cast di assoluto livello. A guidarlo ci sono i tre attori più famosi, a cui vanno le parti più importanti: il grande Trevor Howard, nella parte del capo famiglia; Wendy Hiller che ne interpreta la moglie, nonché madre del personaggio affidato a Dean Stockwell, quello forse più centrale nella storia, rispetto anche agli altri due. Si ricordano poi, la bionda scozzese Mary Ure, l’unica insieme a Howard a raccogliere una candidatura agli Oscar; la meno nota Heather Sears, che interpreta l’altra giovane che ha una relazione con il protagonista, e che personalmente ho trovato molto in parte e capace di una prova particolarmente toccante; e infine Donald Pleasence, ancora poco noto e, infatti, impiegato in un ruolo marginale.
Finale amaro e commovente.
Musiche adatte ai toni intensi della narrazione.
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