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eugen
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sabato 8 aprile 2023
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ester resa bene, per essere un peplum
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Questo"Esther and the King"diretto da Raoul Walsh(1960)su sceneggkiatura del r egista , di Ennio de Concini e di Michael Elkins, ovviamente a partire del libro biiblico di Ester sembra essere , a parte la querelle sulla regia, che una versione italiana accredita invece a Mario Bava e altre a Wlalsh e a Bava, un solido film che raqcconta la storia di Ester , costretta a sposare il re di Persia, che pero'riesce anche a servire il suo popolo, a fare in modo che il popolo ebraico riesca ad affermarsi, per metito suo. Decisamente un bel film, basato, abbastanza treadizionalmente su campi e controcampi, ma molto ben realizzari, su qualche escapade da titpico peplm con i consueti balli e le solite esibizioni circensi(quello che chiedeva un certo tipo di pubblico, che certo con il testo biliboco non c'entra per nulla), capace anche di un certo approfndoimento psicologico.
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Questo"Esther and the King"diretto da Raoul Walsh(1960)su sceneggkiatura del r egista , di Ennio de Concini e di Michael Elkins, ovviamente a partire del libro biiblico di Ester sembra essere , a parte la querelle sulla regia, che una versione italiana accredita invece a Mario Bava e altre a Wlalsh e a Bava, un solido film che raqcconta la storia di Ester , costretta a sposare il re di Persia, che pero'riesce anche a servire il suo popolo, a fare in modo che il popolo ebraico riesca ad affermarsi, per metito suo. Decisamente un bel film, basato, abbastanza treadizionalmente su campi e controcampi, ma molto ben realizzari, su qualche escapade da titpico peplm con i consueti balli e le solite esibizioni circensi(quello che chiedeva un certo tipo di pubblico, che certo con il testo biliboco non c'entra per nulla), capace anche di un certo approfndoimento psicologico. Brava anche Ioan COllains, all'epoca un"fioore"di bellezza, Richard Egan, il re, alcuni inteppreti italiani come Sergio Fantoni, Rik Battaglia, Gabrile Tinti, Folco Lullui, IN complesso una maniera abbastanza degna dell'oorginale, che e'un grnade testoo. Eugen
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gianni lucini
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domenica 19 maggio 2013
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un peplum biblico
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Non è raro che il film storico mitologico trovi ispirazione nella Bibbia. In questo caso il soggetto riprende, con l’aggiunta di alcune sottotrame utilissime a tenere desta l’attenzione dello spettatore, l’episodio narrato nel “Libro di Esther”. La fedeltà è più nello spirito che nel testo e la struttura narrativa è ben sostenuto dall’alternarsi di momenti drammatici a ben riuscite scene d’azione. Trattandosi di una co-produzione italo-statunitense accanto ai due protagonisti Richard Egan e una giovanissima Joan Collins appaiono una serie di attori italiani, su tutti Rick Battaglia, l’indimenticato protagonista de La donna del fiume di Mario Soldati, e uno straordinario Sergio Fantoni nel ruolo dell’astuto e malvagio Aman.
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Non è raro che il film storico mitologico trovi ispirazione nella Bibbia. In questo caso il soggetto riprende, con l’aggiunta di alcune sottotrame utilissime a tenere desta l’attenzione dello spettatore, l’episodio narrato nel “Libro di Esther”. La fedeltà è più nello spirito che nel testo e la struttura narrativa è ben sostenuto dall’alternarsi di momenti drammatici a ben riuscite scene d’azione. Trattandosi di una co-produzione italo-statunitense accanto ai due protagonisti Richard Egan e una giovanissima Joan Collins appaiono una serie di attori italiani, su tutti Rick Battaglia, l’indimenticato protagonista de La donna del fiume di Mario Soldati, e uno straordinario Sergio Fantoni nel ruolo dell’astuto e malvagio Aman. Tra gli elementi di culto di questa pellicola c’è anche la colonna sonora, firmata da Angelo Francesco Lavagnino e da Roberto Nicolosi, con un’azzeccata serie di temi romantici e sensuali per il personaggio di Esther e, soprattutto, una “Danza con voce etnica” considerata un piccolo capolavoro musicale. L’ultima notazione riguarda la firma di Mario Bava come regista, apparsa soltanto nell’edizione italiana del film. Se oggi una parte della critica considera Ester e il re una sorta di debutto alla regia di Bava, un’altro gruppo consistente di storici del cinema sostiene si tratti di una sorta di “furbata” messa in atto dai produttori italiani per ragioni economiche (maggiori contributi statali). Quale sia la verità è difficile saperlo, quel che è certo è che Bava ha diretto sicuramente una seconda unità di regia e ha curato la fotografia del film.
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