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luigi chierico
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sabato 6 luglio 2013
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morire d’amore
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Potrei dire di aver visto Pandora 100 anni fa ma non sono l’Olandese Volante, sono uno spettatore a cui la vicenda è tanto piaciuta da condizionare la sua vita, ed è per questo che oggi, a distanza degli anni passati, posso parlarne con tanta lucidità, come se lo avessi visto solo ieri.
Sulla sabbia di una spiaggia abbandonata il vento sfoglia le pagine di un libro con il tema dominante del film: “L’amore si misura da quel che si è pronti a rinunciare per esso”.
Quant’è vero. Non sono i doni che si possono fare secondo le proprie possibilità, non è l’amore che attende di essere ricambiato (“L’amor con amor si paga”), ma la rinuncia di ciò che si ha di più caro. Non chiede l’amore di sacrificare un bene che abbia un valore venale, ma una rinuncia, un sacrificio.
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Potrei dire di aver visto Pandora 100 anni fa ma non sono l’Olandese Volante, sono uno spettatore a cui la vicenda è tanto piaciuta da condizionare la sua vita, ed è per questo che oggi, a distanza degli anni passati, posso parlarne con tanta lucidità, come se lo avessi visto solo ieri.
Sulla sabbia di una spiaggia abbandonata il vento sfoglia le pagine di un libro con il tema dominante del film: “L’amore si misura da quel che si è pronti a rinunciare per esso”.
Quant’è vero. Non sono i doni che si possono fare secondo le proprie possibilità, non è l’amore che attende di essere ricambiato (“L’amor con amor si paga”), ma la rinuncia di ciò che si ha di più caro. Non chiede l’amore di sacrificare un bene che abbia un valore venale, ma una rinuncia, un sacrificio.
Tanto maggiore sarà il sacrificio tanto maggiore sarà la prova.
Anche la Carità è offrire quel che si può, non sbarazzarsi del superfluo.
Ho forti dubbi che oggi l’Amore si provi sacrificando sul suo altare quanto si ha di più caro : il tempo, la purezza, la vicinanza, il contatto fisico, l’indipendenza.
Non starò a raccontarvi la vicenda nei suoi dettali perché se la conoscete è inutile, se non la conoscete non voglio privarvi di godervi il film nel suo mistero.
Ava Gardner, bellissima come Eva, nata la vigilia di Natale, nel fulgore dei suoi 29 anni è la dea Pandora di cui tutti si invaghiscono professando Amore. La prova è sempre la stessa : rinuncia per me a ciò che hai di più caro. Alle promesse non seguono i fatti.
C’è il Vascello Fantasma su cui viaggia solitario, in cerca di pace, l’Olandese Volante.
Per la sua pace eterna chi l’ama dovrà sacrificare ciò che ha di più caro : è la volta della protagonista! La vita o la morte ??
Il film è bellissimo al di là di quelle che possono essere le valutazioni tecniche : montaggio, riprese, dialoghi, musica, interpretazione ecc.
La vicenda è significativa per chi sa guardare al di là, belle immagini, una storia ricca di eventi, attori di gran prestigio, oltre alla Gardner ( ricordo La contessa scalza) un James Mason che non può deludere.
E’ lui l’Olandese Volante tormentato dai rimorsi, dagli scrupoli, da un amore immortale, da una disperata solitudine, grande James.
Il film rimane memorabile per lo spettatore che va al cinema, non allo scopo di cercarvi le ragioni per sollevare critiche, ma per cercare qualcosa che lo soddisfi e gli lasci un buon ricordo.
Come è noto Pandora ebbe in dono da Giove un vaso che non doveva aprire per il bene dell’umanità (è il frutto proibito segnalato da Dio ad Eva), disobbedì e ne uscirono i mali che affliggono l’umanità.
Vi rimase chiusa la Speranza.
La protagonista di questa storia portata sullo schermo aprirà il vaso per donare la Speranza all’Olandese Volante?
chigi
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davide_chiappetta
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martedì 12 aprile 2011
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straordinario e colorato
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In un intervista di molti anni fa Scorsese menzionò a più riprese l'abilità del direttore della fotografia Cardiff con il Technicolor e il senso della composizione quando parlò di Pandora, "Guardare questo film è come entrare in un sogno strano e meraviglioso."
Il narratore primario Geoffrey Fielding (Harold Warrender) è un professore di archeologia che può essere solo un surrogato dello stesso Lewin, (anche nel film 'L'idolo vivente' l' archeologo, fà un excursus storico-mitologico di pochi minuti sui sacrifici umani e animali che hanno interessato tutte le culture)
Nella sua prima scena, Gardner definisce il suo stato di sirena cantando la canzone indimenticabile "How Am I to Know?" (La canzone è stata registrata anche da Frank Sinatra, che ha sposato la Gardner nel 1951 e divorziato nel 1957).
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In un intervista di molti anni fa Scorsese menzionò a più riprese l'abilità del direttore della fotografia Cardiff con il Technicolor e il senso della composizione quando parlò di Pandora, "Guardare questo film è come entrare in un sogno strano e meraviglioso."
Il narratore primario Geoffrey Fielding (Harold Warrender) è un professore di archeologia che può essere solo un surrogato dello stesso Lewin, (anche nel film 'L'idolo vivente' l' archeologo, fà un excursus storico-mitologico di pochi minuti sui sacrifici umani e animali che hanno interessato tutte le culture)
Nella sua prima scena, Gardner definisce il suo stato di sirena cantando la canzone indimenticabile "How Am I to Know?" (La canzone è stata registrata anche da Frank Sinatra, che ha sposato la Gardner nel 1951 e divorziato nel 1957). Il fatto di sapere che era stata la moglie di Sinatra non fece altro che consolidare di molto il fascino dell'attrice oltre ad avere di suo una bellezza fulgida e quasi animalesca.
Come la Pandora greca, che fu creata da Efesto per ordine di Zeus per punire gli uomini, alla quale gli dei offrirono grazia e ogni sorta di virtù, la Pandora americana in segno del proprio amore e devozione per se, si fa sacrificare dai propri amanti e innamorati ciò che per ognuno di loro è più caro al mondo, come nel caso del pilota automobilistico Stephen Cameron (Nigel Patrick), che vuole che getti in un burrone la sua auto da corsa; questo sacrificio è anche rappresentato dalla frase che i vari protagonisti ripetono nel corso del film: "la misura di un amore dipende da quello cui si è disposti a rinunciare per esso".
Il vero amore in questione è Hendrick van der Zee (James Mason), un Olandese che naviga su una goletta e il cui magnetismo ipnotico attira Pandora spingendola immediatamente a farsi un bagno notturno nuotando verso la sua abitazione galleggiante. Il regista Lewin non è evasivo: questo è il Flying Dutchman "L'olandese volante" della leggenda, destinato a vagare in eterno
a meno che, e fino a quando una donna che lo ama abbastanza è disposta a morire per lui.
In un flashback (dentro un altro flashback, che è il film stesso) si vede come l'Olandese centinaia di anni prima sia divenuto immortale, e ora lei alla presenza di quest'uomo misterioso e un pò sinistro inizia a sentire gli echi di averlo amato in qualche modo migliaia di prima. In una notte d'estate sulle rive del mare la donna dichiara il proprio amore per l'Olandese nonostante è in procinto di sposarsi da li a poco il pilota d'auto. A complicare ulteriormente le questioni arriva un'altra, e anche vecchia, conoscenza: la stella della Spagna, l'altezzoso e violento torero Juan Montalvo (Mario Cabré), che si dimostra deciso non esitando a nulla neanche all'assassino per averla tutta per se.
Ci vorrebbe un libro intero per parlare del movimento fluido della macchina da presa, l'uso del colore, della musica, del monologo, della struttura filmica, di quel senso palpabile di fatalità e morte che scorre in ogni inquadratura e quant'altro per descrivere questo straordinario film che a mio parere è uno dei pochi se non l'unico per aver trattato 'l'amor fou' in modo cosi sublime e fantastico, e il 'ti amo' finale dell'Olandese rivolta alla sua amata di sempre Pandora, e negata durante lo svolgimento della storia, vale più di tutti i 'ti amo' di tutti i film d'amore e non.
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