Dall''omonimo dramma di Mark St. Germain, tratto dal saggio "The Question of God" di Armand Nicholi, un interessante cinema da camera su un incontro mai avvenuto tra S. Freud e C.S. Lewis. Le interpretazioni degli attori sono affascinanti, non altrettanto la sceneggiatura che, seppur focalizzata su un livello concettuale; tutto dialogato e ripiegato sui massimi sistemi; manca spesso di notevole padronanza della materia trattata. Il duello dialettico su Dio, sulla vita, la Storia, le relazioni interpersonali e la natura umana, offre molti spunti su cui riflettere però in generale è piuttosto superficiale o mai veramente approfondita. L''opera si regge soprattutto sull''interpretazione dei loro attori (su tutti, Hopkins); e si rende notevole perlomeno nel racconto della biografia dei suoi protagonisti, quando cioè la pellicola passa dall''intimo al globale, e viceversa; sottolineando come tutta la complessità fisica e metafisica sia inter-collegata e non sempre spiegabile/comprensibile/giustificabile.
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Dall''omonimo dramma di Mark St. Germain, tratto dal saggio "The Question of God" di Armand Nicholi, un interessante cinema da camera su un incontro mai avvenuto tra S. Freud e C.S. Lewis. Le interpretazioni degli attori sono affascinanti, non altrettanto la sceneggiatura che, seppur focalizzata su un livello concettuale; tutto dialogato e ripiegato sui massimi sistemi; manca spesso di notevole padronanza della materia trattata. Il duello dialettico su Dio, sulla vita, la Storia, le relazioni interpersonali e la natura umana, offre molti spunti su cui riflettere però in generale è piuttosto superficiale o mai veramente approfondita. L''opera si regge soprattutto sull''interpretazione dei loro attori (su tutti, Hopkins); e si rende notevole perlomeno nel racconto della biografia dei suoi protagonisti, quando cioè la pellicola passa dall''intimo al globale, e viceversa; sottolineando come tutta la complessità fisica e metafisica sia inter-collegata e non sempre spiegabile/comprensibile/giustificabile. La regia è consapevole dell''ambizione del suo progetto, e forse troppo insicura sulle strade da percorrere per infondere alla pellicola una struttura più precisa, solida, ed efficace tale da rendere più potente, più coinvolgente, e più emozionante il racconto. In conclusione, un film che funziona parzialmente, il cui risultato finale poteva essere più brillante; ma che comunque si fa apprezzare per il tentativo di mescolare ambiziosamente cinema, teatro e scrittura; offrendoci un piacevole ed interessante confronto (e reciproca accettazione) di differenti ma illuminati punti di vista sulla sofferenza, sulla Fede, sull''esistenza umana, e sulla deriva del mondo contemporaneo. Una curiosità: il grandissimo Hopkins qui ha interpretato il personaggio di Freud ma, nel film ''Viaggio in Inghilterra'' (1994) di Richard Attenborough, interpretò C. S. Lewis. Tre stelle su cinque.
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