Commedia colorata e briosa, che si distingue per essere ambientata nel modo della malavita italo-americana; è propria la descrizione macchiettistica e stereotipata dell’ambiente criminale e dei suoi protagonisti che caratterizza l’opera e ne determina la buona riuscita in chiave umoristica.
Alla regia c’è il grande Jonathan Demme che sul piano stilistico e visivo segue lo stesso canovaccio del precedente “Qualcosa di travolgente”, spingendosi stavolta in modo più deciso verso l’eccesso ed il cattivo gusto (assolutamente voluto), sino a sfiorare il grottesco.
Il risultato è un’opera che non si ricorda certo per la trama o per i risvolti sentimentali, bensì per l’ambientazione vivace e divertente, che segue un preciso senso estetico, nonché per la satira sagace e irriguardosa della malavita, di cui viene evidenziata la volgarità pacchiana.
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Commedia colorata e briosa, che si distingue per essere ambientata nel modo della malavita italo-americana; è propria la descrizione macchiettistica e stereotipata dell’ambiente criminale e dei suoi protagonisti che caratterizza l’opera e ne determina la buona riuscita in chiave umoristica.
Alla regia c’è il grande Jonathan Demme che sul piano stilistico e visivo segue lo stesso canovaccio del precedente “Qualcosa di travolgente”, spingendosi stavolta in modo più deciso verso l’eccesso ed il cattivo gusto (assolutamente voluto), sino a sfiorare il grottesco.
Il risultato è un’opera che non si ricorda certo per la trama o per i risvolti sentimentali, bensì per l’ambientazione vivace e divertente, che segue un preciso senso estetico, nonché per la satira sagace e irriguardosa della malavita, di cui viene evidenziata la volgarità pacchiana.
Il film contiene necessariamente scene di sparatorie con morti ammazzati, ma queste vengono tutte realizzate in chiave comico-umoristica, senza che il carattere drammatico degli accadimenti prenda mai il sopravvento sulla commedia che resta nettamente dominante.
Poco incisiva la parte sentimentale della storia, che viene poco sviluppata da Demme, più interessato a valorizzare altri elementi dell’opera.
L’ottimo cast vede nella parte della protagonista Michelle Pfeiffer, mentre nei ruoli maschili di maggior rilievo troviamo Matthew Modine e un istrionico Dean Stockwell davvero spassoso nella parte del gangster inguaribile donnaiolo. Da ricordare ci sono poi le performances di Mercedes Ruehl, divertentissima, e quella di Alec Baldwin, che seppur resti poco in scena riesce comunque a lasciare il segno. Si ricordano infine le partecipazioni di ottimi caratteristi come Joan Cusack, Oliver Platt e soprattutto di Paul Lazar che nella parte dello scagnozzo del boss figura irresistibilmente spassoso.
Importantissimo il ruolo giocato dal trucco e dai costumi, particolarmente sgargianti ed appariscenti.
Nei titoli di coda vengono mostrate delle scene tagliate, con una sequenza che è addirittura inserita dopo che i titoli sono interamente scorsi.
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