"Dèfense de savoir"(Proibizione di sapere)è il titolo originale, mentre"L'uomo in basso a destra nella fotografia"è il titolo italiano di questo noir drammatico e politico, anno 1973, di Nadine Marquand Trintignant, ossia madame Trintignant, fino al 1976, almeno. Un"noir"di grande qualità drammatiche e dalle forti tinte politiche(il losco uomo politico Christiani è, detto fuori dai denti, un neofascista, comunque un uomo di estrema destra, dove le valenze politiche di questo cinema sono chiare, quasi a livello di"controinformazione"), dove la fotografia quasi sempre in notturna già significa molto, dove lo spezzettamento della narrazione in singoli tasselli che, ricomposti, danno poi vita alla ricostruzione induttiva che va verso il puzzle("=la verità"), dove le pause nei movimenti e nell'eloquio sono oltremodo pregnanti, dove questi noir risentono della lezione sia del nouveau roman(Butor, Robbe-Grillet)e della lezione fenomenologica sia della lezione della nouvelle vague(Godard, Truffaut, Chabrol e ho elencato solo pochi nomi.
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"Dèfense de savoir"(Proibizione di sapere)è il titolo originale, mentre"L'uomo in basso a destra nella fotografia"è il titolo italiano di questo noir drammatico e politico, anno 1973, di Nadine Marquand Trintignant, ossia madame Trintignant, fino al 1976, almeno. Un"noir"di grande qualità drammatiche e dalle forti tinte politiche(il losco uomo politico Christiani è, detto fuori dai denti, un neofascista, comunque un uomo di estrema destra, dove le valenze politiche di questo cinema sono chiare, quasi a livello di"controinformazione"), dove la fotografia quasi sempre in notturna già significa molto, dove lo spezzettamento della narrazione in singoli tasselli che, ricomposti, danno poi vita alla ricostruzione induttiva che va verso il puzzle("=la verità"), dove le pause nei movimenti e nell'eloquio sono oltremodo pregnanti, dove questi noir risentono della lezione sia del nouveau roman(Butor, Robbe-Grillet)e della lezione fenomenologica sia della lezione della nouvelle vague(Godard, Truffaut, Chabrol e ho elencato solo pochi nomi...), in una chiave di spiazzamento della"realtà oggettiva"(sempre che essa esista)e di come la stessa viene"abitualmente percepita". Senza dimenticare la lezione esistenzialista, ossia la priorità dell'esistenza sull'Essere, la concezione della"Geworfenheit", dell'essere gettati nel mondo. Ancora una volta il cinema è strumento gnoseologico fondamentale ma, al di là di ciò, nessun"quietismo"a livello sociale e politico, nel senso che la lezione politica(chiaramente contestatrice rispetto al modello allora dominante, quando credo presidente fosse il neo-gaullista Pompidou, neppure il più conservatore dei presidenti francesi dell'epoca...). Interpreti come Trintignant, sua moglie Nadine, Bernadette Laffont, Michel Bouquet danno corpo con grande capacità interpretativa(in absentia, direi, più che in presentia, ossia astenendosi dal parlare più che da affabulazioni frenetiche, che in questi film mancano, complessivamente)che dunque afferisce più che altro(non esclusivamente, però...) al non-verbale. El Gato
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