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spettatore attento
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domenica 27 gennaio 2008
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una tragedia annunciata
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In una transatlantico che varca l'oceano per (forse) l'ultima volta, si intrecciano le storie di vita dei personaggi di questo affascinante film. L'atmosfera di falsa gioiosità che si respira a bordo della nave rispecchia la folle inconsapevolezza con la quale il mondo intero andava incontro all'immane catastrofe del secondo conflitto mondiale. In tutti i personaggi coesiste però, accanto alla smania diremmo vitale di ritagliarsi quel pò di piacere che la vita ancora offre loro, un senso di angosciosa attesa per un evento che inconsciamente sentono come inevitabile. E la presenza dei passeggeri ebrei costituisce un dramma nel dramma, dettato dalla incapacità di comprendere la sorte che li toccherà, così ben descritta da uno di loro nella frase".
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In una transatlantico che varca l'oceano per (forse) l'ultima volta, si intrecciano le storie di vita dei personaggi di questo affascinante film. L'atmosfera di falsa gioiosità che si respira a bordo della nave rispecchia la folle inconsapevolezza con la quale il mondo intero andava incontro all'immane catastrofe del secondo conflitto mondiale. In tutti i personaggi coesiste però, accanto alla smania diremmo vitale di ritagliarsi quel pò di piacere che la vita ancora offre loro, un senso di angosciosa attesa per un evento che inconsciamente sentono come inevitabile. E la presenza dei passeggeri ebrei costituisce un dramma nel dramma, dettato dalla incapacità di comprendere la sorte che li toccherà, così ben descritta da uno di loro nella frase"...ma non potranno mica ucciderci tutti...!" . Grande interpretazione di tutto il cast, dalla Signoret a Lee Marvin, senza dimenticare figure di secondo piano, quale il giocatore dismorfico, acuto osservatore degli eventi della nave, l'unico che forse intravveda la rovina cui il mondo sta andando incontro, che descrive con un'ironia amara fino al sarcasmo "...la follia della nave..."
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paolp78
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domenica 28 settembre 2025
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melenso, ma con grandi attori
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Film che racconta varie storie sentimentali più o meno melodrammatiche; le diverse vicende narrate formano una sceneggiatura composita, che ha però la colpa di essere intrisa di una certa retorica, e che risulta poco scorrevole, tanto che alla lunga l’opera ne viene appesantita.
La pellicola nel suo complesso è lenta e stantia, nonostante l’ottima regia di Stanley Kramer, che è molto bravo nell’alternare le varie scene riferite alle diverse storie.
La direzione di Kramer trova il suo punto di maggior pregio nella capacità di valorizzare e gestire al meglio lo strepitoso cast corale che ha a disposizione, confermando così un’abilità già dimostrata dal regista statunitense nelle due pellicole girate prima di questa: l’acclamato ed impegnato “Vincitori e vinti” e il leggero e divertente “Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo”.
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Film che racconta varie storie sentimentali più o meno melodrammatiche; le diverse vicende narrate formano una sceneggiatura composita, che ha però la colpa di essere intrisa di una certa retorica, e che risulta poco scorrevole, tanto che alla lunga l’opera ne viene appesantita.
La pellicola nel suo complesso è lenta e stantia, nonostante l’ottima regia di Stanley Kramer, che è molto bravo nell’alternare le varie scene riferite alle diverse storie.
La direzione di Kramer trova il suo punto di maggior pregio nella capacità di valorizzare e gestire al meglio lo strepitoso cast corale che ha a disposizione, confermando così un’abilità già dimostrata dal regista statunitense nelle due pellicole girate prima di questa: l’acclamato ed impegnato “Vincitori e vinti” e il leggero e divertente “Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo”.
È proprio la straordinaria squadra di attori che con le proprie performance di altissima scuola risolleva il valore complessivo del film.
L’elenco, davvero nutrito, deve partire con Vivien Leigh, a cui va riconosciuto quest’onore se non altro perché questa sarà l’ultima interpretazione della leggendaria attrice britannica. Subito dopo vanno menzionati Simone Signoret e Oskar Werner a cui vanno i ruoli più impegnativi, ma anche quelli più adatti a far emergere le doti interpretative, tanto che sia l’attrice francese che il suo collega austriaco vedranno premiate le proprie prove particolarmente intense e sofferte con due meritate candidature agli Oscar. Di alto livello anche le performance di José Ferrer e Lee Marvin, due che non deludono mai; mentre George Segal e Elizabeth Ashley scontano di essere utilizzati in delle parti mal sceneggiate. Il cast è completato da bravi caratteristi valorizzati in ruoli di buon rilievo, come Heinz Rühmann, Charles Korvin, Lilia Skala e soprattutto l’attore affetto da nanismo Michael Dunn, a cui tra l’altro sono affidate la scena iniziale e quella finale della pellicola.
Una curiosità, nel cast ci sono anche due attori conosciuti dal grande pubblico per le loro partecipazioni a note serie televisive: Henry Calvin, il corpulento tenente Garcia della popolare serie dedicata a Zorro, e Werner Klemperer che era il colonnello Klink de “Gli eroi di Hogan”.
L’opera è molto curata sul piano tecnico; in questa chiave meritano una menzione fotografia e scenografia, che in effetti furono premiate alla notte degli Oscar con le uniche due statuette che si aggiudicò la pellicola, a fronte di ben otto candidature complessive.
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