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nino pellino
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venerdì 1 novembre 2024
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una tensione che coinvolge fino alla fine
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Che Gabriele Muccino fosse un bravo regista nessuno l'ha mai messo in dubbio. Ma che fosse anche in grado di dirigere un film carico di suspense e di una tensione che sale sempre di più con lo scorrere del tempo e pertanto in grado di coinvolgere lo spettatore fino alla fine, ha rappresentato per me una straordinaria sorpresa. La storia inizia con un viaggio in aereo che due sorelle americane, Rachel e Sophie, stanno effettuando prima di raggiungere la Sicilia che rappresenta l'ultima tappa di una serie di escursioni culturali che hanno intrapreso in giro per l'Italia e che consistgono nelle visite a catacombe e varie Cattedrali presenti in alcune famose località.
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Che Gabriele Muccino fosse un bravo regista nessuno l'ha mai messo in dubbio. Ma che fosse anche in grado di dirigere un film carico di suspense e di una tensione che sale sempre di più con lo scorrere del tempo e pertanto in grado di coinvolgere lo spettatore fino alla fine, ha rappresentato per me una straordinaria sorpresa. La storia inizia con un viaggio in aereo che due sorelle americane, Rachel e Sophie, stanno effettuando prima di raggiungere la Sicilia che rappresenta l'ultima tappa di una serie di escursioni culturali che hanno intrapreso in giro per l'Italia e che consistgono nelle visite a catacombe e varie Cattedrali presenti in alcune famose località. Si tratta soprattutto di viaggi di natura terapeutica intrapresi su iniziativa di Rachel per tentare di far distrarre la propria sorella da un difficile momento di fragilità psicologica. Una volta giunte in Sicilia, qualcosa cambierà però nella vita di Sophie, soprattutto quando lei avrà modo di conoscere su una spiaggia un certo Giulio e alcuni suoi spericolati amici. L'amore sarà così forte e cieco che Sophie accetterà incondizionatamente qualsiasi cosa ed iniziativa che decideranno di fare i suoi nuovi amici, da varie bravate notturne fino a qualcosa di molto più serio. Ciò causerà un momentaneo distacco dalla propria sorella Rachel che assolutamente non accetta la nuova scelta intrapresa da Sophie. La prima parte del film sembrerebbe la classica pellicola di amore e di evasione, aspetti tipici di certa gioventù moderna e anche nella stessa Sophie si risveglierà una personalità decisa e, direi, molto forte che la ragazza sicuramente non immaginava di avere. La seconda parte del film invece diventa, come dicevo prima, carica di tensione e di una sequenza di azioni che hanno il pregio di non avere mai momenti morti. Mi fermo chiaramente qui per non spoilerare il prosieguo del film e dunque rischiare di togliere l'effetto sorpresa a chi non l'ha ancora visto. Non è solo un film di amore, non è solo un film di azione. E' molto di più. E' azzardato e, allo stesso tempo, bellissimo sentirsi eroi per una notte. Ma... solo per una notte
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carlotta
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lunedì 4 novembre 2024
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ci prova ma non convince
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Posto che storia riproduce quella di un altro film dal titolo "Victoria" rappresentandone dunque una copia, a non convincermi è stato il modo in cui viene raccontata in "Fino alla fine". Da amante dei film di Muccino sono entrata in sala con aspettative alte perciò mi duole esprimere la perplessità che ho provato per l'intera proiezione. Il film vuole essere un thriller dalle note mucciniane, con forti esplosioni emotive e passionali, rese ancor più accese dalla giovane età dei protagonisti, ma purtroppo il costante eccesso di pathos (anche dove non serve) e il frettoloso racconto dei fatti e dei personaggi non consente né alla suspense tipica del thriller né alla profondità emotiva dei personaggi di essere convincenti, con il rischio (spesso riuscito) di risultare improbabili e grotteschi.
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Posto che storia riproduce quella di un altro film dal titolo "Victoria" rappresentandone dunque una copia, a non convincermi è stato il modo in cui viene raccontata in "Fino alla fine". Da amante dei film di Muccino sono entrata in sala con aspettative alte perciò mi duole esprimere la perplessità che ho provato per l'intera proiezione. Il film vuole essere un thriller dalle note mucciniane, con forti esplosioni emotive e passionali, rese ancor più accese dalla giovane età dei protagonisti, ma purtroppo il costante eccesso di pathos (anche dove non serve) e il frettoloso racconto dei fatti e dei personaggi non consente né alla suspense tipica del thriller né alla profondità emotiva dei personaggi di essere convincenti, con il rischio (spesso riuscito) di risultare improbabili e grotteschi. I conflitti interiori e i disagi che guidano i personaggi nell'autodeterminarsi sfuggono, non vengono descritti se non in modo approssimativo, apparendo le loro decisioni inspiegabili, incomprensibili, sprovviste dell'intensità necessaria per far passare il messaggio del film "la vita è il risultato delle scelte che facciamo".
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