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m.d.c
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sabato 26 ottobre 2013
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miller, un sottovalutato di talento
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Noir di impressionante taglio morale e psicologico, Guardato a vista segna un vertice(con l'altrettanto disturbante Mia dolce assassina) nella filmografia del prematuramente scomparso Claude Miller, regista di talento non abbastanza consacrato dalle nostre parti( e forse neanche in patria). Partendo da due fuoriclasse della recitazione come il granitico Lino Ventura e l'ambiguo Michel Serrault( aggiungendo l'incursione della meravigliosa Schneider), Guardato a vista sprigiona la sua forza malsana con un crescendo narrativo ed emozionale che tieni bloccati davanti allo schermo, ammaliando con una suspense senza cedimenti per via della narrazione concentrata in un unico ambiente(un commissariato) e in una sola notte(una vigilia di Capodanno che non si potrebbe immaginare più intrisa di dolorosi umori).
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Noir di impressionante taglio morale e psicologico, Guardato a vista segna un vertice(con l'altrettanto disturbante Mia dolce assassina) nella filmografia del prematuramente scomparso Claude Miller, regista di talento non abbastanza consacrato dalle nostre parti( e forse neanche in patria). Partendo da due fuoriclasse della recitazione come il granitico Lino Ventura e l'ambiguo Michel Serrault( aggiungendo l'incursione della meravigliosa Schneider), Guardato a vista sprigiona la sua forza malsana con un crescendo narrativo ed emozionale che tieni bloccati davanti allo schermo, ammaliando con una suspense senza cedimenti per via della narrazione concentrata in un unico ambiente(un commissariato) e in una sola notte(una vigilia di Capodanno che non si potrebbe immaginare più intrisa di dolorosi umori). Nell'aspro confronto tra il notaio Serrault, sospettato dell'omicidio di due bambine, e l'intransigente funzionario di Polizia Ventura, infatti, si consuma non solo la dicotomia male-bene, con improvvisi rovesciamenti che alludono all'impossibilità di stabilire che la verita è da una sola parte, ma anche una più sotterranea allusione all'ambiguità morale e al senso di solitudine o, peggio, di sopraffazione che si instaura nelle relazioni sentimentali. Miller orchestra la messinscena con una misura ammirevole, senza cedere ad alcun sensazionalismo ma evidenziando i caratteri tortuosi ed emblematici dei personaggi con immagini di cupa limpidezza, controllando i rovesciamenti dei toni e delle scene fino al crescendo conclusivo. Anche la rivelazione finale giunge come una sorta di dolorosa ammissione del fallimento dei rapporti umani e il significato del film finisce col trovarsi, non nella soluzione dell'enigma, ma nel crollo dei personaggi, nella loro nudità messa in mostra con una forza non comune nel disperato faccia a faccia conclusivo che affonda nella grigia alba paragina. La colpevolezza, sia essa materiale o spirituale, incombe su tutti e nessuno può dirsene immune, con questo messaggio consegnato dai suoi antieroi Guardato a vista scrive una pagina di cinema che sconfina dal genere noir approndando ad una inimitabile resa drammaturgica. Matteo De Chiara
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parsifal
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martedì 30 gennaio 2018
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noir di classe
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Claude Miller, regista non sempre valutato come meritava, ispirandosi al romanzo di J. Wainwright, che collaborò scrivendo il soggetto, mette in scena un ottimo noir, di notevole classe ed indubbio stile. Con un cast di elevato livello, riesce a dare vita ad una narrazione intensa e densa di colpi di scena, benchè l'intera vicenda si svolga in una stanza del commisariato, con scarsi movimenti di macchina . Il notaio J. MArtinaud, interpretato da un fuoriclasse come MIchel Serrault , viene convocato la notte di san silvestro per fornire dei chiarimenti riguardanti delle scabrose vicende di cronaca nera. Durante la lunga notte, l'ispettore Antoine Gallien ( Lino Ventura, specializzato in simili ruoli) verrà messo al corrente di alcuni particolari della vita del notaio , che lo renderanno assai sospettoso nei suoi confronti e da semplice testimone che ha rinvenuto il cadavere di una bimba, uccisa e stuprata, diviene il principale sospettato del delitto.
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Claude Miller, regista non sempre valutato come meritava, ispirandosi al romanzo di J. Wainwright, che collaborò scrivendo il soggetto, mette in scena un ottimo noir, di notevole classe ed indubbio stile. Con un cast di elevato livello, riesce a dare vita ad una narrazione intensa e densa di colpi di scena, benchè l'intera vicenda si svolga in una stanza del commisariato, con scarsi movimenti di macchina . Il notaio J. MArtinaud, interpretato da un fuoriclasse come MIchel Serrault , viene convocato la notte di san silvestro per fornire dei chiarimenti riguardanti delle scabrose vicende di cronaca nera. Durante la lunga notte, l'ispettore Antoine Gallien ( Lino Ventura, specializzato in simili ruoli) verrà messo al corrente di alcuni particolari della vita del notaio , che lo renderanno assai sospettoso nei suoi confronti e da semplice testimone che ha rinvenuto il cadavere di una bimba, uccisa e stuprata, diviene il principale sospettato del delitto. A questo punto, l'ispettore crede fermamente che il notaio sia l'autore seriale di tre omicidi ai danni di altrettante bambine ed entra in scena la moglie del notaio che andrà a deporre al commissariato, m non certo a favore del suo consorte. I colpi di scena , sono dietro l'an golo e la vicenda prenderà delle pieghe insospettate. Impianto squisitamente teatrale, dialoghi di elevato livello , notevole intensità narrativa, come è nelle migliori delle tradizioni della terra di Francia . Ottimo Noir per amanti della suspence, con eleganza ed intelligenza.
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