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onufrio
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lunedì 19 marzo 2018
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un fantasma all'opera di parigi
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Una delle tante trasposizioni cinematografiche del Fantasma dell'Opera, diretto da Arthur Lubin e uscito in Technicolor con colori fiammeggianti, il film è ben strutturato e lavorato, ma si concentra poco sul lato dark della storia, dando maggior spazio alla musica ed al sentimentalismo in toni commediali con i due pretedenti della Dubois. Claude Rains appare inoltre poco credibile nei panni del fantasma dell'opera.
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celluloide
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lunedì 20 agosto 2012
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drammatico ma non troppo
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Quattro stelle per costumi e colore, tre per gli attori,2 per il dramma da operetta.
Totale 3 stelle.
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mondolariano
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sabato 28 maggio 2011
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superficiale ma meritevole
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Si tratta della seconda versione cinematografica del romanzo, ma la differenza qualitativa con la prima è abissale. Peccato perché il film parte benissimo, oltre che sfoggiare un bella pellicola a colori targata 1943. Buona ambientazione nel mondo musicale ottocentesco, brani lirici rispondenti al gusto francese per il teatro da salotto, una venatura di poesia nella figura di Clauden (c’è anche Franz Liszt coi capelli bianchi) e una tenerezza di fondo che però andrebbe meglio in un altro contesto. Qui sta il punto: com’è possibile che un uomo tanto mite possa trasformarsi in un mostro? Per dimostrarlo occorrerebbe un approfondimento psicologico che manca del tutto, sostituito dalla stupida comicità dei due rivali in amore (vanificando così il fascino misterioso della vicenda).
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Si tratta della seconda versione cinematografica del romanzo, ma la differenza qualitativa con la prima è abissale. Peccato perché il film parte benissimo, oltre che sfoggiare un bella pellicola a colori targata 1943. Buona ambientazione nel mondo musicale ottocentesco, brani lirici rispondenti al gusto francese per il teatro da salotto, una venatura di poesia nella figura di Clauden (c’è anche Franz Liszt coi capelli bianchi) e una tenerezza di fondo che però andrebbe meglio in un altro contesto. Qui sta il punto: com’è possibile che un uomo tanto mite possa trasformarsi in un mostro? Per dimostrarlo occorrerebbe un approfondimento psicologico che manca del tutto, sostituito dalla stupida comicità dei due rivali in amore (vanificando così il fascino misterioso della vicenda). La trama che vede il fantasma vittima di una frode editoriale è inventata di sana pianta e sarà ripresa dalla “Hammer production” nel 1962. Due stelle e mezzo.
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