Un docufilm tratto da Debord dal suo libro omonimo, anzi il libro stesso tradotto in immagini commentate dalla medesima voce di Debord, immagini che governano il mondo, ovvero quello che oggi risalta in piena luce, ignoto soltanto ai dementi, Debord lo aveva intuito fin dal 1967 sono le immagini reali di un mondo irreale che ha abdicato in favore delle ombre barattando il verbo che fu agli inizi della storia umana per fantasmi di gloria e di successo che evocano altri fantasmi in un giro di valzer di morti che danzano con i morti, mentre i vivi dormono il sonno profondo, custodito dallo Spettacolo.