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paolp78
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sabato 25 ottobre 2025
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buona combinazione di elementi collaudati
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Film d'avventura che appartiene a quel filone in cui un gruppo di persone si trovano a dover fronteggiare le più varie insidie (eventi naturali, incidenti, pericoli di ogni genere ecc.) e contemporaneamente a dover convivere faticosamente tra di loro.
L'ambientazione è, come si conviene, in un luogo esotico e fuori dall'ordinario, che classicamente può essere il deserto africano, come stavolta, piuttosto che un'isola sperduta, una montagna difficilmente accessibile o una foresta tropicale.
I personaggi, altrettanto classicamente, sono un gruppo eterogeneo di individui di cui emergono le peculiarità nel corso della storia e con il presentarsi delle varie difficoltà, che li mettono alla prova.
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Film d'avventura che appartiene a quel filone in cui un gruppo di persone si trovano a dover fronteggiare le più varie insidie (eventi naturali, incidenti, pericoli di ogni genere ecc.) e contemporaneamente a dover convivere faticosamente tra di loro.
L'ambientazione è, come si conviene, in un luogo esotico e fuori dall'ordinario, che classicamente può essere il deserto africano, come stavolta, piuttosto che un'isola sperduta, una montagna difficilmente accessibile o una foresta tropicale.
I personaggi, altrettanto classicamente, sono un gruppo eterogeneo di individui di cui emergono le peculiarità nel corso della storia e con il presentarsi delle varie difficoltà, che li mettono alla prova. Proprio in questo contesto affiorano i diversi caratteri e difetti personali, nonché si creano contrasti e situazioni conflittuali che tengono viva la storia.
La direzione è dell’anticonformista Robert Aldrich, molto abile dietro la macchina da presa e nella gestione del cast corale in cui Aldrich si fa apprezzare per attribuire giusto spazio a ogni personaggio.
L’opera risulta composita e ben riuscita al contempo; l’unico difetto è rappresentato dall’eccessiva lunghezza, che poteva essere facilmente evitata con l’eliminazione di numerose scene che appesantiscono inutilmente la narrazione. Il film rischia di perdersi, ma tutto sommato riesce a rimanere in piedi e infine giunge bene in porto grazie ad un adrenalinico finale.
Del nutrito cast, deve essere citato per primo il grande James Stewart che interpreta un pilota, proprio lui che nella realtà fu un valente aviatore dell’esercito americano, dove raggiunse il grado di Generale di Brigata. Nei ruoli in maggior evidenza accanto a Stewart ci sono Richard Attenborough e il tedesco Hardy Krüger; poi ancora Peter Finch, Ernest Borgnine, Ronald Fraser, Christian Marquand ed in parti sempre ben valorizzate ma con minori battute ancora altri interpreti di livello come George Kennedy, Dan Duryea e Ian Bannen, con quest’ultimo che ricevette una candidatura all’Oscar come attore non protagonista. Non ci sono donne nel cast, ad eccezione della conturbante ballerina Barrie Chase che appare nelle vesti di un miraggio, in un’unica fugace scena.
Molto buono il montaggio.
Nel 2004 è stato girato un remake, con lo stesso titolo della pellicola originale.
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felicity
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venerdì 14 aprile 2023
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ottimo dramma psicologico di sopravvivenza
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Ottimo dramma psicologico di sopravvivenza all’esterno (il torrido deserto) e all'interno (nelle dinamiche di gruppo): due ore e mezza magnificamente giocate sulla definizione dei caratteri e sulla tensione. Il ricco cast annovera bravi interpreti, ma il deserto gioca brutti scherzi e, pian piano, volano ovunque schegge di follia che spiazzano lo spettatore, lasciandolo senza punti/personaggi di riferimento: è forse questo l’elemento più curioso in una pellicola che s’interroga anche sui meccanismi d’identificazione fra pubblico e ruoli nella rappresentazione, giocando sugli stereotipi dell'immaginario collettivo. Nel microcosmo di superstiti dove, non casualmente, sono ritratte varie razze, l’antipatico si rivelerà salvatore, il buono uno sgradito disfattista, il sergente simpatico un vigliacco omicida.
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Ottimo dramma psicologico di sopravvivenza all’esterno (il torrido deserto) e all'interno (nelle dinamiche di gruppo): due ore e mezza magnificamente giocate sulla definizione dei caratteri e sulla tensione. Il ricco cast annovera bravi interpreti, ma il deserto gioca brutti scherzi e, pian piano, volano ovunque schegge di follia che spiazzano lo spettatore, lasciandolo senza punti/personaggi di riferimento: è forse questo l’elemento più curioso in una pellicola che s’interroga anche sui meccanismi d’identificazione fra pubblico e ruoli nella rappresentazione, giocando sugli stereotipi dell'immaginario collettivo. Nel microcosmo di superstiti dove, non casualmente, sono ritratte varie razze, l’antipatico si rivelerà salvatore, il buono uno sgradito disfattista, il sergente simpatico un vigliacco omicida. E, contro ogni previsione, non è il contabile delicato il primo ad impazzire. Anzi, sarà il più equilibrato. Grandioso il prologo iniziale, con i titoli di testa che partono proprio durante la tragedia. È anche il canto del cigno di una generazione di avventurieri fondata su istinto e intraprendenza personale e il saluto al nuovo mondo delle tecnologie, del tecnicismo, della razionalità fredda, ma dispensatrice di efficacia ed efficienza.
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giomo891
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venerdì 16 settembre 2022
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un cast incredibile nel deserto giomo891
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IL VOLO DELLA FENICE-1965- Robert Aldrich-
Interpretato da un cast interamente maschile (l'unica donna in tutta la pellicola, la ballerina Farida, appare come "miraggio") il film riunisce un gruppo di uomini che vengono posti in situazioni critiche straordinarie. Questo ne fa emergere il carattere ed i difetti. Della colonna sonora fa parte la canzone di Gino Paoli Senza fine, cantata (solo nella versione italiana) da Ornella Vanoni (in quella originale da Connie Francis).
Ne fu fatto un remake nel 2004, ma di qualità nettamente inferiore.
Questa pellicola, grazie al cast eccezionale (J.Stewart Attenborough, Finch, Kruger, Borgnine ed altri) anticipò il filone dei vari film su disastri aerei (i vari Airport) e, anche se la trama è inventata, tratta da un romanzo, appare affascinante, con un finale thriller, reso ancor più avvincente sia per le perplessità che il velivolo "improvvisato" ed assemblato sulle "ceneri" di quello distrutto, sia per le "poche" (sempre meno.
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IL VOLO DELLA FENICE-1965- Robert Aldrich-
Interpretato da un cast interamente maschile (l'unica donna in tutta la pellicola, la ballerina Farida, appare come "miraggio") il film riunisce un gruppo di uomini che vengono posti in situazioni critiche straordinarie. Questo ne fa emergere il carattere ed i difetti. Della colonna sonora fa parte la canzone di Gino Paoli Senza fine, cantata (solo nella versione italiana) da Ornella Vanoni (in quella originale da Connie Francis).
Ne fu fatto un remake nel 2004, ma di qualità nettamente inferiore.
Questa pellicola, grazie al cast eccezionale (J.Stewart Attenborough, Finch, Kruger, Borgnine ed altri) anticipò il filone dei vari film su disastri aerei (i vari Airport) e, anche se la trama è inventata, tratta da un romanzo, appare affascinante, con un finale thriller, reso ancor più avvincente sia per le perplessità che il velivolo "improvvisato" ed assemblato sulle "ceneri" di quello distrutto, sia per le "poche" (sempre meno...) cariche per l'accensione del motore.
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gustibus
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domenica 18 novembre 2018
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mamma mia che attori!che regia!
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Se con un aereo,10attori,il deserto,si sta incollati alla poltrona per piu'di due ore con alta tensione ed emozione altissima.Io ho rabbrividire quando verso gli ultimi venti minuti l'elica alla settima cartuccia d'avviamento ha cominciato a dare...la VITA...e tutto nato da un idea di aereo modellismo.Il capolavoro nasce dalla fusione sulla recitazione di dieci attori bravissimi diretti da una regia monstre di R.Aldrich.Da oscar erano J.Stewart,R.Attenborough,F.Kruger...ECCEZZIONALI!!,una bellissima musica di DE VOL e da un pezzo d'Italia con SENZA FINE di Gino Paoli,cantata da O.Vanoni..anche se danno come titolo sia cantata da Connie Francis???...misteri!?..Questo film dimostra quando ce'una regia magistrale e una fusione di recita magistrale da attori in stato di grazia,puo'nascere il capolavoro anche con un racconto e sceneggiatura semplice.
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Se con un aereo,10attori,il deserto,si sta incollati alla poltrona per piu'di due ore con alta tensione ed emozione altissima.Io ho rabbrividire quando verso gli ultimi venti minuti l'elica alla settima cartuccia d'avviamento ha cominciato a dare...la VITA...e tutto nato da un idea di aereo modellismo.Il capolavoro nasce dalla fusione sulla recitazione di dieci attori bravissimi diretti da una regia monstre di R.Aldrich.Da oscar erano J.Stewart,R.Attenborough,F.Kruger...ECCEZZIONALI!!,una bellissima musica di DE VOL e da un pezzo d'Italia con SENZA FINE di Gino Paoli,cantata da O.Vanoni..anche se danno come titolo sia cantata da Connie Francis???...misteri!?..Questo film dimostra quando ce'una regia magistrale e una fusione di recita magistrale da attori in stato di grazia,puo'nascere il capolavoro anche con un racconto e sceneggiatura semplice.A volte si critica il Cinema USA,ma qui (1966)si vede la superiorita' che hanno sempre avuto sin da "Via col Vento"(1939)..Lo vado a ripetere,piaccia o no loro hanno inventato il Cinema,davanti a queste realta'Poi nei cosidetti film di serie B,i loro sono di serie C,Noi italiani siamo piu'bravi.Questo film e' obbligatorio vederlo!
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renatoc.
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mercoledì 2 maggio 2018
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tra avventura e psiche
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Ottimo filmdi Robert Aldrich un po' insolito! L'aereo pilotato da un grande James Stewart con un cast stellare come equipaggio e passeggeri, costretto ad atterrare nel deserto è una scusa per far vedere le differenti psicologie degli sventurati. Il comandante Frank Towns (James Stewart) è la persona pratica, convinta che prima o poi il rottame dell'aereo sarebbe stato individuato ed i naufraghi dell'aria sarebbero stati soccorsi. Altri che avevano invece deciso di non stare fermi e cercare di avventurarsi nel deserto in cerca di aiuto; ed un aeromodellista tedesco che silenzioso e appartato studia cosa del relitto sia stato sano e propone di costruire un aereo più piccolo per poter decollare e fuggire dal deserto.
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Ottimo filmdi Robert Aldrich un po' insolito! L'aereo pilotato da un grande James Stewart con un cast stellare come equipaggio e passeggeri, costretto ad atterrare nel deserto è una scusa per far vedere le differenti psicologie degli sventurati. Il comandante Frank Towns (James Stewart) è la persona pratica, convinta che prima o poi il rottame dell'aereo sarebbe stato individuato ed i naufraghi dell'aria sarebbero stati soccorsi. Altri che avevano invece deciso di non stare fermi e cercare di avventurarsi nel deserto in cerca di aiuto; ed un aeromodellista tedesco che silenzioso e appartato studia cosa del relitto sia stato sano e propone di costruire un aereo più piccolo per poter decollare e fuggire dal deserto. L'idea all'inizio viene presa per pazza ma alla fine tutti si rendono conto che è l'unica speranza di salvezza piuttosto che morire di fame e di sete nel deserto. Alla razionalità dell'aeromodellista fa da contraltare il sentimento di un passeggero italiano, rimasto ferito durante l'atterraggio, il cui unico pensiero è per la moglie ammalata che spera di poter rivedere! Commovente la scena in cui sente cantare ad una radiolina "Senza fine" di Gino Paoli, cantata in Italiano da Ornella Vanoni e si commuove! L'aeromodellista tedesco invece studia e calcola, calcola bene tutto quanto compreso il numero delle persone che si sarebbero potute salvare sull'aereo che stava facendo costruire! I naufraghi dell'aria erano in sovrannumero rispetto a quelli che si sarebbero potuti salvare sul costrendo velivolo e perciò quando due vogliono avventurarsi nel deserto a cercare soccorsi, li incoraggia, sapendo che non sarebbero tornati! Insomma in tutti i suoi calcoli aveva calcolato persino quante persone sarebbero dovute morire! La costruzione del nuovo veivolo viene terminata, ora si tratta di mettere in moto il motore con un numero limitato di cartucce a disposizione e qui prevale l'esperianza del comendante quando decide di consumare una cartuccia senza farla accendere ma unicamente usata allo scopo di far partire il motore, fra le terribili urla dell'aeromodellista che considerava la cosa come sciupare inutilmente una cartuccia!
Il motore si mette finalmente in moto ed i naufraghi dell'aria riescono a salvarsi raggiungendo un'oasi! Il comandante e l'aeromodellista che durante la costruzione del veivolo avevano avuti non pochi momenti d'attrito si riappacificano chiaccherando allegramente contenti alla fine di avercela fatta e questo un po' per merito dell'uno ed un po' per merito dell'altro!
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luca scial�
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giovedì 29 novembre 2012
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disavventura nel deserto
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Un aereo che trasporta i dipendenti di una compagnia petrolifera si guasta a causa di una tormenta di sabbia mal gestita dal pur esperto, ma anche orgoglioso pilota. Così atterrano in mezzo al Sahara e sono costretti a una difficile convivenza. Ma uno di loro, costruttore di modellini di aerei, vuole tentare di costruire un aeroplano coi pezzi dell'aereo rotto. Ci riuscirà? Ma soprattutto, lo lasceranno fare?
Robert Aldrich traspone fedelmente un romanzo, coadiuvato da un ottimo cast di attori, tra cui spicca un anziano ma sempre tenace James Stewart. La sua maestria in cabina di regia, per quello che forse è il suo film più riuscito, tiene incollato lo spettatore per oltre due ore; certo dell'happy ending, ma curioso di capire come ci arriva.
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pier_aro
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venerdì 3 ottobre 2008
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bellissimo
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Ottimo film, ben strutturato sia dal punto di vista tecnico che artistico, con la giusta componente di drammaticità. Scene aeronautiche realisticamente corrette e credibili. Peccato che non sia ancora disponibile in DVD (speriamo presto...)
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lupo prezzo
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martedì 20 marzo 2007
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buono
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questo film è stato fatto tenendo conto del cinema di qualche anno prima (vedi recitazione Stewart,bravissimo!),l'azione latita sovente ed è un po' lungo,ma coinvolge e avvince fino alla fine. Onesto Aldrich. Consigliato alle nuove generazioni per apprendere comprendere riprendere...
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dario
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lunedì 12 marzo 2007
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piccolo gioiello
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Una suspance calibrata e un'attenta analisi introspettiva di alcuni personaggi rendono questo film un piccolo gioiello dell'avventura, prima dell'avvento dei caleidoscopici effetti speciali che tanto hanno impoverito il cinema.
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