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fabriziog
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domenica 8 marzo 2026
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godibile!
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“Un bel giorno” di e con Fabio De Luigi e Virginia Raffaele è una commedia italica serena e divertente, che scorre limpida come un ruscello fra gag, malintesi, dissimulazioni e equivoci. Il film fa rientrare la cinematografia italiana leggera dentro i canoni classici della commedia vecchio stile, depurandola da ideologismi, volgarità e nudi: Fabio De Luigi riesce bene nell’intento con il suo caratteristico comportamento impacciato e bonario.
Quattro figlie e tre figli da nascondere non è operazione facile da compiere ma il quattro volte regista riesce a far trascorrere allo spettatore 93 minuti sereni … e di questi tempi non è cosa da poco.
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“Un bel giorno” di e con Fabio De Luigi e Virginia Raffaele è una commedia italica serena e divertente, che scorre limpida come un ruscello fra gag, malintesi, dissimulazioni e equivoci. Il film fa rientrare la cinematografia italiana leggera dentro i canoni classici della commedia vecchio stile, depurandola da ideologismi, volgarità e nudi: Fabio De Luigi riesce bene nell’intento con il suo caratteristico comportamento impacciato e bonario.
Quattro figlie e tre figli da nascondere non è operazione facile da compiere ma il quattro volte regista riesce a far trascorrere allo spettatore 93 minuti sereni … e di questi tempi non è cosa da poco.
Fabrizio Giulimondi
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eugenio
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sabato 7 marzo 2026
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e alla fine arrivano i due leocorni
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Commedia leggera ma a tratti incoerente, Un bel giorno vuole strizzare l’occhio alle pellicole francesi ma rimane esercizio di stile anzi di chimica tra Fabio De Luigi, qui nel ruolo di Tommaso vedovo, a capo di una piccola azienda di infissi con un unico dipendente e padre di quattro figlie e Virginia Raffaele-Lara, dirigente di banca separata anche lei con tre figli (di cui uno diversamente abile). Ovviamente nessuno dei due conoscendosi dice all'altro della vita privata però piano piano come da copione la verità verrà a galla.
Come finirà?
La certezza sta in un film che pare andare col freno a mano tirato, con battute tiepide come se il politically correct volesse dominare sempre lungo i binari delle crisi sentimentali.
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Commedia leggera ma a tratti incoerente, Un bel giorno vuole strizzare l’occhio alle pellicole francesi ma rimane esercizio di stile anzi di chimica tra Fabio De Luigi, qui nel ruolo di Tommaso vedovo, a capo di una piccola azienda di infissi con un unico dipendente e padre di quattro figlie e Virginia Raffaele-Lara, dirigente di banca separata anche lei con tre figli (di cui uno diversamente abile). Ovviamente nessuno dei due conoscendosi dice all'altro della vita privata però piano piano come da copione la verità verrà a galla.
Come finirà?
La certezza sta in un film che pare andare col freno a mano tirato, con battute tiepide come se il politically correct volesse dominare sempre lungo i binari delle crisi sentimentali. Il coro greco dei rispettivi figli pare una sorta di appendice alla presentazione di una nuova vita che stenta a prendere il volo con uno sviluppo da copione garbato i cui sceneggiatori, forse in sciopero parziale, si concedono qualche pausa nella psicologia dei personaggi secondari, appena abbozzati.
Ed è un peccato. Con un duetto così, ci si aspettava un maggior slancio, ma la commedia che richiede un esercizio di stile (di nuovo) relativamente alla sospensione dell'incredulità notevole, si inceppa, lentamente appassendo, in una primavera incipiente lontana. Come anche il risveglio al termine.
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