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massi
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mercoledì 3 gennaio 2024
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consigliatissimo
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Da vedere, la regista sa come inchiodare lo spettatore alla poltrona, non si spreca a spiegare nulla, ti immerge da subito nelle storie e modi di vivere nella sconfinata èianura dell' Emilia Romagna. Non ci sono tempi morti,i silenzi anticipano frasi o inquadrature poetiche, attori tutti bravissimi. Non sono un critico, dico solo che a me è piaciuto moltissimo.
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jonnylogan
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giovedì 10 agosto 2023
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delitto di paese (l''assassinat)
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In provincia di Modena esiste un paese dal nome esotico ma che non ha nulla a che spartire con l'omonimo stato a stelle e strisce.
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In provincia di Modena esiste un paese dal nome esotico ma che non ha nulla a che spartire con l'omonimo stato a stelle e strisce. Un paese dal quale le gemelle Ester e Alice vorrebbero fuggire, ma nel quale crescono vivendo in maniera simbiotica.
Il microcosmo che si srotola davanti agli occhi dello spettatore è per similitudine quanto già si poteva intravedere in Amarcord (id., 1973) e in tempi più recenti in Radiofreccia (id., 1998). Entrambe pellicole calate nella provincia emiliano – romagnola. Entrambe dotate di personaggi, amicizie e storie tramandate fino all'affacciarsi sulla scena delle nuove generazioni.
La California al quale ci offre accesso Cinzia Bomoll, regista, ma ancor prima scrittrice, è invece un ‘non luogo’ o almeno esiste veramente ed è un insieme di case in cui ci s'imbatte se si solcano i campi della provincia est di Modena, unica differenza con il titolo della pellicola, la scelta dell’amministrazione comunale di rinominare il paese: Casale California, imposta dai furti ripetuti dei cartelli segnaletici. Probabili ricordi per turisti buontemponi. Il non luogo al quale c’introduce la regista non è quindi il medesimo, ma una rappresentazione di tutti quei piccoli paesi satellitari che compongono la nostra penisola e che rispetto a città più o meno grandi sono meno attraenti e dai quali chi vi abita, meglio ancora se giovane, desidera ardentemente fuggire non voltandosi più indietro.
A distanza di 11 anni dal suo precedente lavoro - il musical Balla con noi (Id., 2011) - l'autrice felsinea decide quindi di tornare al genere noir, solcato anche nella stesura dei suoi romanzi. Muovendosi in un territorio, non solo geografico, che ben conosce e riuscendo a confezionare un thriller psicologico mascherato da dramma non generazionale, ma famigliare, quello di due sorelle simbiotiche ma anche altrettanto differenti, impersonate dalle cantanti pop Silvia e Giulia Provvedi, dal 2012 meglio note con il nome d'arte di Donatella.
Il film è anche impreziosito dalla voce narrante di Piera Degli Esposti, fino alla perfetta caratterizzazione di ogni personaggio; da Yuri, punk per convinzione, allevatore di maiali per lavoro e padre suo malgrado, interpretato dal cantante Lodo Guenzi. A sua moglie Palmira, veterocomunista interpretata da Giulia Giovanardi. Ad Abner, padre di quest’ultima ed ex partigiano, impersonato da Andrea Roncato.
Al fianco dei protagonisti si aggiungono una serie di comprimari fra i quali spicca Stefano Pesce, parvenu e villain mefistofelico per il quale è fin troppo facile provare un reale disprezzo. Tutti membri di un cast che ha quale tratto comune una composizione quasi esclusivamente emiliana e al quale si aggiunge, come ulteriore trait d'union con l'esordio cinematografico di Luciano Ligabue, la presenza, seppur secondaria, del reggiano Enrico Salimbeni, questa volta nel ruolo di un manager musicale decisamente sui generis.
Primo indubbio merito dell'autrice: la capacità di non farsi sfuggire di mano una sceneggiatura che sembra sempre sul punto di sbandare, causa un vortice di caratterizzazioni e camei a volte anche eccessivi. Ulteriore merito: riuscire a trovare un colpo di scena conclusivo capace di far cambiare in corso d'opera il genere. Spostandolo dal dramma generazionale alla narrazione a chiare tinte noir.
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astromelia
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mercoledì 28 giugno 2023
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il tempo che fu
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prendilo come viene questo film,la valutazione sarebbe superflua...
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dario brunetti
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mercoledì 15 febbraio 2023
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la deliziosa voce narrante della poliedrica piera degli esposti ci conduce in un piccolo paese dell'emilia. benvenuti nella california!
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Un'immensa distesa di campi di grano che sembra conciliarsi con l'orizzonte, un piccolo microcosmo di poche anime che respirano i fumi di ciminiere. Benvenuti nella California! Il nuovo film della regista ferrarese Cinzia Bomoll che attraverso un'attenta e accurata regia, cesella una storia che mescola il thriller con il noir. Il corpo di una ragazza rinvenuto in un abbeveratoio per animali fa pensare ad un suicidio, ma solo in un secondo momento andremo a scoprire che si tratta di un omicidio. Ma è solo l'inizio di una storia che vede protagoniste due gemelle, oggi bionde, domani con i capelli neri e un altro giorno una con i capelli neri e l'altra bionda. La pellicola cinematografica sembra prendersi gioco dello spettatore? La regista si avvale dwlla tecnica del coming of age per raccontare il delicato passaggio tra adolescenza e maturità di due ragazze nel loro percorso di crescita, nel quale le vede affrontare le problematiche della quotidianità.
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Un'immensa distesa di campi di grano che sembra conciliarsi con l'orizzonte, un piccolo microcosmo di poche anime che respirano i fumi di ciminiere. Benvenuti nella California! Il nuovo film della regista ferrarese Cinzia Bomoll che attraverso un'attenta e accurata regia, cesella una storia che mescola il thriller con il noir. Il corpo di una ragazza rinvenuto in un abbeveratoio per animali fa pensare ad un suicidio, ma solo in un secondo momento andremo a scoprire che si tratta di un omicidio. Ma è solo l'inizio di una storia che vede protagoniste due gemelle, oggi bionde, domani con i capelli neri e un altro giorno una con i capelli neri e l'altra bionda. La pellicola cinematografica sembra prendersi gioco dello spettatore? La regista si avvale dwlla tecnica del coming of age per raccontare il delicato passaggio tra adolescenza e maturità di due ragazze nel loro percorso di crescita, nel quale le vede affrontare le problematiche della quotidianità. Un rapporto d'amore-odio pieno di riconciliazioni e contrasti, con dei genitori quasi assenti e con un nonno pronto ad ascoltare le loro confidenze, unica persona con la quale trovano una riconciliazione, con la tenerezza di un padre che forse manca. Quel nonno è Andrea Roncato che fornisce una prova attoriale drammatica all'altezza. L'esordio di Giulia e Silvia Provvedi è promettente, in questa pellicola si respira tanta di quella musica, infatti nel cast troveremo artisti del calibro di Nina Zilli, Angela Baraldi, Andrea Mingardi, Lodo Guenzi delLo Stato Sociale e con il brano House of the rising sun ad accompagnare molte scene del film. Tassello do tassello ricomporremo i pezzi di una trama dall'incastro perfetto che sarà l'elemento chiave di una storia incredibile che si avvale della voce narrante della monumentale Piera Degli Esposti, un'attrice che porteremo sempre nel cuore. La California è una piccola realtà dove si incastrano storie di vita pulsante, c'è una voglia di riscatto sociale cercando di sovvertire le avversità della vita, da sottolineare il disagio presente nelle famiglie di oggi nel quale vede i figli non relazionarsi con i propri genitori, ed è una chiave di lettura che si da in maniera chiara e trasparente alla pellicola che vuole offrire tanti spunti di riflessione. Il film si distingue per l'ottima sceneggiatura e la fotografia, con un cast di gran livello Una piccola gemma da non perdere!
Dario Brunetti
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ulisse
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lunedì 12 dicembre 2022
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due film in uno, un film "gemello", un piccolo gioiello.
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Inizia tutto con un colpo di scena, che ti lascia con un punto interrogativo fin verso la fine (che fine non è perchè guarda al futuro, il nostro, conseguenza anche di quegli anni '90, senza cellulari e internet (evviva), dove si viveva l'attimo), poi il film racconta il "prima" e come un romanzo di formazione, ci presenta la famiglia "non voluta" di queste inconsuete, emancipate, e originali gemelle (bravissime in maniera sorprendente Le Donatella, ero un pò prevenuto ad essere sincero ma mi sono ricreduto pienamente) che sono anche il doppio che è in ognuno di noi, (almeno il mio) giovane o con sindrome di Peter Pan che sia. C'è anche tanta memoria di un passato che non c'è più (purtroppo) e la Storia con la S maiuscola che dallo schermo di un televisore scandisce inesorabile il passare degli anni, fino ad arrivare a quando muore Kurt Cobain, in questa California, che è molto più americana (anche del Sud, perchè il Cile partecipa attivo nella vicenda al suo clou - Alfredo Castro, attore feticcio di Pablo Larrain, decisivo come i deus ex machina), dicevo una California più americana che italiana, ma d'altronde siamo in Emilia, terra rock e "indipendente" dal resto dello stivale, che vede oltre le Alpi e l'Oceano (bella cover di Angela Baraldi della mitica "House of the rising sun" degli Animals).
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Inizia tutto con un colpo di scena, che ti lascia con un punto interrogativo fin verso la fine (che fine non è perchè guarda al futuro, il nostro, conseguenza anche di quegli anni '90, senza cellulari e internet (evviva), dove si viveva l'attimo), poi il film racconta il "prima" e come un romanzo di formazione, ci presenta la famiglia "non voluta" di queste inconsuete, emancipate, e originali gemelle (bravissime in maniera sorprendente Le Donatella, ero un pò prevenuto ad essere sincero ma mi sono ricreduto pienamente) che sono anche il doppio che è in ognuno di noi, (almeno il mio) giovane o con sindrome di Peter Pan che sia. C'è anche tanta memoria di un passato che non c'è più (purtroppo) e la Storia con la S maiuscola che dallo schermo di un televisore scandisce inesorabile il passare degli anni, fino ad arrivare a quando muore Kurt Cobain, in questa California, che è molto più americana (anche del Sud, perchè il Cile partecipa attivo nella vicenda al suo clou - Alfredo Castro, attore feticcio di Pablo Larrain, decisivo come i deus ex machina), dicevo una California più americana che italiana, ma d'altronde siamo in Emilia, terra rock e "indipendente" dal resto dello stivale, che vede oltre le Alpi e l'Oceano (bella cover di Angela Baraldi della mitica "House of the rising sun" degli Animals). E si arriva a poco più della metà del film dove tutto accellera, per diventare un thriller, dove l'attualità della violenza sulle donne (tranqulli, non spoilero perchè il film inizia con un "apparente" suicidio, che si intuisce subito suicidio non sia) già c'era anche in quegli anni, ma se ne parlava meno. Io ho amato particolamente Eleonora Giovanardi, mamma Palmira per la sua lucida follia e per come bellissima, commuove con i suoi primissimi piani intensi. Lodo Guenzi, Yuri il punk, il padre che padre con sembra (è come me) che nella testa ha La California Uber Alles dei Dead Kennedys, disadattato, perdente ma dolce come solo i veri punk sanno essere (ero punk). Stefano Pesce notevole e mi taccio. Andrea Roncato sorprende per la sua indedita, così, drammaticità. La voce di Piera degli Esposti, incombe su tutto, come solo i fantasmi che rimangono in ombra sanno fare. Insomma un film diverso dai soliti, originale e coraggioso, anche politico (alleluja!). L'Emilia Paranoica dei CCCP si arrabbia e reagisce (come spesso sa fare). Sottile messaggio etico, sociale (è un film corale senza esserlo, di ombre che si muovono sotto) e soprattutto ecologico e animalista e anche femminista (detto da uomo). Un piccolo grande film. Da vedere, forse più di una volta per i tanti contenuti tra le trame della trama principale. Lo riaspetto in TV, da cui tutto, anche in questo film parte. Berlusconi compreso, redivivo, che lotta con gli scarafaggi che siamo noi.
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cardclau
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lunedì 28 novembre 2022
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piccola vita, ma è vita
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Il film LA CALIFORNIA di Cinzia Bomoll mi appare un viaggio sorprendente, tra sogno e realtà, in quella piccola Italia, diffusissima, che non fa rumore, che non fa notizia né tendenza, ma che si permette di vivere malgrado la sua povertà. Sorprendente perché le relazioni umane ci sono, sono là, i personaggi possono sembrare un po’ bizzarri, un po’ dei “perdenti”, ma sono vivi e vegeti, interagiscono tra loro. Sogno perché, come aveva osservato Freud, la sua base è costituita dal soddisfacimento dei nostri desideri, altrimenti con la sola realtà non ce la potremmo mai fare.
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Il film LA CALIFORNIA di Cinzia Bomoll mi appare un viaggio sorprendente, tra sogno e realtà, in quella piccola Italia, diffusissima, che non fa rumore, che non fa notizia né tendenza, ma che si permette di vivere malgrado la sua povertà. Sorprendente perché le relazioni umane ci sono, sono là, i personaggi possono sembrare un po’ bizzarri, un po’ dei “perdenti”, ma sono vivi e vegeti, interagiscono tra loro. Sogno perché, come aveva osservato Freud, la sua base è costituita dal soddisfacimento dei nostri desideri, altrimenti con la sola realtà non ce la potremmo mai fare. Il nonno ascolta le nipoti, ed è in grado di dare delle interpretazioni che non banalizzano ma aiutano a comprendere la realtà, a far fiorire la consapevolezza. Ci troviamo, ben intesi, nell’era pre-smartphones, liberi da quell’isolamento del profondo, che ci sbigottisce e ci lascia senza fiato, della madre che andata a prendere il figliolino a scuola, lo “strascina” con una mano, e con l’altra è tutta intenta a guardare, immersa, il suo mondo virtuale, evanescente, svaporante. Perfino pre-invasione della pubblicità che ci rende, tutti, dei sepolti vivi. La datazione? Forse può aiutare saper che la Miura Lamborghini è stata prodotta dal 1966 al 1973. Qualcuno ha parlato anche di “thriller”. Secondo me no, si tratta dello scontro tra la giustizia e la legge. Quindi si va ben al di là del farsi giustizia da soli.
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sabato 26 novembre 2022
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la california non è bassa emiliana
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La frazione California non è "bassa emiliana".
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