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eugen
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domenica 17 agosto 2025
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algo de importante, mejor seria solo una antologia
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Seguramente esta pelciula(documentacion, de verdad, "Somos todos como Alberto Sordi?"de Fabrizio Corallo, 2020)es importante porque deha al publico una documetacion importante que non habla de un grande actor y autore de cine, pero algun comentario hablado puede ser casi"demasiado como imposicion de pensamineto; mejor seria estada una antologia de escenas de las pelciulas y promover al mismo tiempo la rellexio'n partecipasa del pbulico(si posible internacional, pero, no solo italiano)commo comentario de lo que Sordi habia dicho, pensado, interoretado... QUero decir que lo que dicen criticos y colegas de cine son segurmente importantes y actruales, pero mjor seria una comparacion de estos pensamientos con lo que pensa realmente un publico, que seria(y sera, puede ser)de opinion tambien muy diferente de lo que piensa y dice la critica o la persona que"hace"el cine y la cultur.
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Seguramente esta pelciula(documentacion, de verdad, "Somos todos como Alberto Sordi?"de Fabrizio Corallo, 2020)es importante porque deha al publico una documetacion importante que non habla de un grande actor y autore de cine, pero algun comentario hablado puede ser casi"demasiado como imposicion de pensamineto; mejor seria estada una antologia de escenas de las pelciulas y promover al mismo tiempo la rellexio'n partecipasa del pbulico(si posible internacional, pero, no solo italiano)commo comentario de lo que Sordi habia dicho, pensado, interoretado... QUero decir que lo que dicen criticos y colegas de cine son segurmente importantes y actruales, pero mjor seria una comparacion de estos pensamientos con lo que pensa realmente un publico, que seria(y sera, puede ser)de opinion tambien muy diferente de lo que piensa y dice la critica o la persona que"hace"el cine y la cultur... Eugen
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eugen
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giovedė 1 giugno 2023
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il cote''serio di sordi, ma non solo
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Testimonianze, interviste, di critci(Fofi, in particolare, ma anche Veltroni, che sostanzilamente ha sempre fatto cinema, come critico e ultirama,mente anche come autore-regista), di colleghi(dai figli di Steno a Carlo Verdone, che e'stato come un figlio per"Albertone")in questo docufilm di Corallo"Siamo tutti Alberto Sorid?"(2020)che esamina il mito sordiano, mito che nasce dal grandissmo attore e si potenzia con Sordi anche autore-regista, dove Renzo Arbore giustamente rivaluta"Le vazanze intelligenti", forse uno degli ultimi esempi di"italian comedy"nel sneso pieno del termine, a suo modo"cattivo", dove una coppia di"poveri ignoranti", sotretti a un lavoro massacrante, anche se non prettamente"operaio"vogliono acculturarsi, ma.
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Testimonianze, interviste, di critci(Fofi, in particolare, ma anche Veltroni, che sostanzilamente ha sempre fatto cinema, come critico e ultirama,mente anche come autore-regista), di colleghi(dai figli di Steno a Carlo Verdone, che e'stato come un figlio per"Albertone")in questo docufilm di Corallo"Siamo tutti Alberto Sorid?"(2020)che esamina il mito sordiano, mito che nasce dal grandissmo attore e si potenzia con Sordi anche autore-regista, dove Renzo Arbore giustamente rivaluta"Le vazanze intelligenti", forse uno degli ultimi esempi di"italian comedy"nel sneso pieno del termine, a suo modo"cattivo", dove una coppia di"poveri ignoranti", sotretti a un lavoro massacrante, anche se non prettamente"operaio"vogliono acculturarsi, ma... Deicsame4nte, la rivuluatazione anche del Sordi regista.autore c'e'ed e 'piena, pur se con qualche riserva, in questo focumentario che ha parecchi meriti, anche se, a parere di chi scrive, punta piu'sulla rievocazione critica, certo frammentara(il che e'necessario quando ci sono molti interventi)mentre in vari punti si sarebbe preferita un0aologia di sequenze dei e dai film. Eugen
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elgatoloco
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sabato 14 agosto 2021
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notevole docufim su sordi
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"Siamo tutti Alberto Sordi?"(2020, Fbarizio Corallo regista e coautore con Giovanni Piscaglia), è una paziente ricostruzione, in docufilm, della vita di "Albertone", dagli inzi, dalla "bocciatura"all'Accademia d'arte drammatica milanese al successo portentoso nei film, come attore, ma poi anche come sceneggiatore e regista. Si indaga su Sordi uomo oltre che artista, mettendo in luce la sua natura schiva in casa rispetto a quella "estroversa"che si è vista in pubblico e nei film, accentuata dalla morte, all0inziio degli anni 1970, della sorella Nerina. Si parla dei tanti amori dell'attore, mai arrivato(per scelta, per volontà di dedicarsi unicamente al suo lavoro)al matrimonio , di varie vicende della sua vita sempre in relazione con i suoi film, della sua religiosità data anche dalla"paura dell'inferno"(ma da registare, in tal senso, i ricordi.
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"Siamo tutti Alberto Sordi?"(2020, Fbarizio Corallo regista e coautore con Giovanni Piscaglia), è una paziente ricostruzione, in docufilm, della vita di "Albertone", dagli inzi, dalla "bocciatura"all'Accademia d'arte drammatica milanese al successo portentoso nei film, come attore, ma poi anche come sceneggiatore e regista. Si indaga su Sordi uomo oltre che artista, mettendo in luce la sua natura schiva in casa rispetto a quella "estroversa"che si è vista in pubblico e nei film, accentuata dalla morte, all0inziio degli anni 1970, della sorella Nerina. Si parla dei tanti amori dell'attore, mai arrivato(per scelta, per volontà di dedicarsi unicamente al suo lavoro)al matrimonio , di varie vicende della sua vita sempre in relazione con i suoi film, della sua religiosità data anche dalla"paura dell'inferno"(ma da registare, in tal senso, i ricordi.testionianza di Virttorio Gassman, amico e collega). Interventi di amci(Carlo e Luca Verdone, Christan de Sica, Dino e Marco Risi e vari altri, oltre al citato Gassman)di critici8in primis Goffedo Fofi, che su Sordi ha scrtitto molto, in varie occasioni e sempre con rara intelligenza,ma a suo modo anche Walter Velrtoni e persino, pur se con meno competenza, Francesco Rurelli), a comporre un puzzle convincente, che comunque rimane in qualche modo"aperto". Senza voler parlare di un"engima Sordi"è chiaro che la sua vita e la sua opera presentano tratti da approfondire ancora, senza voler, banalmente, "spiegare tutto". Un ricoro perosnale: circa 15 anni fa un'amica attrice teatrale mi diceva, "Mai sa che Alberto Sordi adervia al?...."(movimento cattolico clericale di destra). La mira rispota, piccata e non troppo gentile: "Francamente non me importa nulla. Non credo sia questa la maniera per giudicare un arrista di tale importanza". Credo che, messo alla prova, risponderei ancora così. Nn èp un banale riduzionismo politicistico a spiegare le cose, specie quando tutto rimane molto aperto. Certe "disposizioni"umane sono insondabili, anche se talora si crede che bastino chiavi intepretative ritenute"assolute"valide forever, che poi si dimostrano suscetibili di chissè quante modifiche,... El Gato
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wolvie
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domenica 21 marzo 2021
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memoria inamovibile
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Il documentario attraversa i sessantanni di carriera di Alberto Sordi, riuscendo a toccare molti aspetti della sua filmografia e sopratutto della sua vita privata, senza soffermarsi troppo sugli esordi e sul successo dell' "Americano a Roma" (già ampiamente narrati tramite fiction o speciali televisivi), riuscendo a fare emergere, grazie a preziose interviste e documenti d' archivio, il lato più sentimentale legato all' uomo, facendocelo apprezzare ancora di più : la morte della sorella, la beneficenza non ostentata e sopratutto un' attenta analisi del declino, narrata anche per mezzo dei suoi ultimi film: "Nestore, l' Ultima Corsa" del 1994 ed " Incontri Proibiti" del 1998, ( ricordo la mia presenza a Venezia, durante il festival quando vidi la Marini, rappresentazione Anitesca/Felliniana, ma legata al passato delle occasioni perdute ), non proprio campioni d' incassi, ma evoluzione/involuzione del regista/attore che tenta di raccontare la malinconia della senilità/vecchiaia inesorabile, che viene immaginata benissimo nel ricordo di Carlo Verdone, quando ci narra della scivolata con caduta a terra di un Sordi anziano al ristorante.
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Il documentario attraversa i sessantanni di carriera di Alberto Sordi, riuscendo a toccare molti aspetti della sua filmografia e sopratutto della sua vita privata, senza soffermarsi troppo sugli esordi e sul successo dell' "Americano a Roma" (già ampiamente narrati tramite fiction o speciali televisivi), riuscendo a fare emergere, grazie a preziose interviste e documenti d' archivio, il lato più sentimentale legato all' uomo, facendocelo apprezzare ancora di più : la morte della sorella, la beneficenza non ostentata e sopratutto un' attenta analisi del declino, narrata anche per mezzo dei suoi ultimi film: "Nestore, l' Ultima Corsa" del 1994 ed " Incontri Proibiti" del 1998, ( ricordo la mia presenza a Venezia, durante il festival quando vidi la Marini, rappresentazione Anitesca/Felliniana, ma legata al passato delle occasioni perdute ), non proprio campioni d' incassi, ma evoluzione/involuzione del regista/attore che tenta di raccontare la malinconia della senilità/vecchiaia inesorabile, che viene immaginata benissimo nel ricordo di Carlo Verdone, quando ci narra della scivolata con caduta a terra di un Sordi anziano al ristorante.
Pregevole
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elgatoloco
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venerdė 12 giugno 2020
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sė, ma si pteva fare di meglio
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Questo"Siamo tutti Alberto Sordi?"(2020, Fabrizio Corallo, che ha anche scritto il docufilm, realizzato per il secolo dalla nascita)ha l'indubbio merito di fotografre-testimoniare-documentare un Sordi segreto: generoso, nonostante gli sia stata attribuita una"virtù"contraria, la taccagneria, cattolico devoto(anche "devozionale", quasi, dicitur), addirittura ai limiti del bigottismo(ma ciò non nel docufilm, in certa"vulgata"diffusa oralmente), l'intelligenza specifica nella cura dei personaggi e nella preparazione dei film quando diviene anche sceneggiatore e regista delle sue opere, la"malinconia"di fondo che lo caratterizza(dove però bisogna osservare che tale caratteristica è in tutti i comici, pur se in una misura differente); Ma, detto questo, troppo brevi le sequenze proposte dai vari film, per chi non li conosca(qualche film sarà comnunque sfuggito a tutti/e, almeno ritengo sia così), troppo brevi spesso gli interventi degli ospiti.
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Questo"Siamo tutti Alberto Sordi?"(2020, Fabrizio Corallo, che ha anche scritto il docufilm, realizzato per il secolo dalla nascita)ha l'indubbio merito di fotografre-testimoniare-documentare un Sordi segreto: generoso, nonostante gli sia stata attribuita una"virtù"contraria, la taccagneria, cattolico devoto(anche "devozionale", quasi, dicitur), addirittura ai limiti del bigottismo(ma ciò non nel docufilm, in certa"vulgata"diffusa oralmente), l'intelligenza specifica nella cura dei personaggi e nella preparazione dei film quando diviene anche sceneggiatore e regista delle sue opere, la"malinconia"di fondo che lo caratterizza(dove però bisogna osservare che tale caratteristica è in tutti i comici, pur se in una misura differente); Ma, detto questo, troppo brevi le sequenze proposte dai vari film, per chi non li conosca(qualche film sarà comnunque sfuggito a tutti/e, almeno ritengo sia così), troppo brevi spesso gli interventi degli ospiti. da un Goffredo Fofi avrei voluto sentire riflessioni più approofndite, idem per Masolino D'Amico, anzi a fortiori, intelligenti ma troppo brevi le considerazioni di Pietrangelo Buttafuoco, di Gigliola Scola, pur nei diversi ruoli e idem vale, per Chistian De Sica, Enrico Vanzina, senz'altro anche per Walter Veltroni, in primis per il papà dirigente RAI, mentre francamente la presenza di Francesco Rutelli, che, da sindaco allora in carica fece"sindaco per un giorno"Albertone non si sa bene perché debba esserci...). UN quesito, tr ai tanti che potremmo porci: perché Sordi interpreta/aveva interpretato"Un Borghese piccolo piccolo?"-come si poneva di fronte al film anche politicamente?Tutti interogtativi che sono leciti anzi necessari e che qui, volendo proporre talora troppo-too much is too much....rimangono"fatlamente inevasi". Detto questo è chiaro che un'"antologia sordiana"quale il film di Corallo vuole essere è un obiettivo irraggiungibile o quasi, ma qaulche viene da dire, sempre che non si voglia dir di s^, supinamente e"bovinamnte"(anche se rishcia di essere un'offesa ai buoi, che così sciocchi non sono, come smebra alcuni studi recenti di psicologia aninmale dimostrino...). Volendo evitare il gossip(proposito lodevole), sarebbe comunque stato meglio evitare il tema dei rapporti con le donne e della scelta per il celibato di Albertone, che comunque si trova in fin troppi testi e in fin troppe"testimonianze"più o meno documetate-attendibili-fededegne che circoalno da anni, ma in complesso possiamo dire che gran parte delle intenzioni proposte è stata raggiunta, con i suddetti limiti. El Gato
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