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giorgio griziotti
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lunedì 9 novembre 2020
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un insulto a hitch
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Pessimo, noia mortale, scenario inverosimile, attori mediocri regista zero.
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brunopepi
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domenica 1 novembre 2020
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tra lusso e intrighi
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"La odiavo. Odiavo la sua crudeltà. E odiavo la mia vigliaccheria." Una confessione del protagonista (Armie Hammer), il facoltoso marito di Rebecca, personaggio senza volto che da il titolo al romanzo e del quale si riesce a intuirne la personalità, quella di una donna non meravigliosa come si diceva, bensì despota, manipolatrice e promiscua. Ma forse il vero protagonista della storia è Manderley, l’imponente tenuta in Cornovaglia, una reggia con vista sul mare, circondata da boschi, dove al suo interno troviamo lunghi corridoi, saloni con altissime vetrate e stanze di dimensioni colossali, con un piccolo esercito di servitù sotto gli ordini dell'enigmatica governante, maggiordomo e dipendenti, tutto ciò a far da vera cornice al susseguirsi di sibillini eventi.
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"La odiavo. Odiavo la sua crudeltà. E odiavo la mia vigliaccheria." Una confessione del protagonista (Armie Hammer), il facoltoso marito di Rebecca, personaggio senza volto che da il titolo al romanzo e del quale si riesce a intuirne la personalità, quella di una donna non meravigliosa come si diceva, bensì despota, manipolatrice e promiscua. Ma forse il vero protagonista della storia è Manderley, l’imponente tenuta in Cornovaglia, una reggia con vista sul mare, circondata da boschi, dove al suo interno troviamo lunghi corridoi, saloni con altissime vetrate e stanze di dimensioni colossali, con un piccolo esercito di servitù sotto gli ordini dell'enigmatica governante, maggiordomo e dipendenti, tutto ciò a far da vera cornice al susseguirsi di sibillini eventi.
Remake del famoso film di Hitchcock, si presenta con un apprezzabile lifting che lo rende più tonico e frizzante rispetto al primo perdendo però un po' di smalto nonché privandosi di quella peculiare trepidazione del citato maestro del suspense.
Audaci le interpretazioni e il confronto tra la giovane e briosa Lily James e la cupa e misteriosa governante Kristin Scott Thomas, attrici che inoltre si ritrovano di nuovo insieme dopo "L'ora più buia" del 2017. Intrighi e romanticismo si intrecciano producendo una piacevole visione sotto un'accurata regia del regista britannico.
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louise dominici
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venerdì 23 ottobre 2020
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una piacevole storia romantica
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Una vita fa, andai a vedere Giulietta e Romeo di Zeffirelli, appena distribuito. Allora si faceva ancora la fila per andare al cinema! In entrata ed in uscita. Mentre stavo entrando incrocio un compagno di classe e gli chiedo: il film com’è. Lui mi risponde: va a finire male! Ecco. Come ho sorriso allora sorrido ora nel leggere i commenti a questa ennesima versione di Rebecca. E’ ovvio che la suspense in un thriller è fondamentale e conoscere quindi la storia fa perdere il pathos che nei thriller, appunto, è l’essenza stessa del film. Rifare Hitchcock è un'impresa ardua ed il bianco/nero, all’epoca, era una componente essenziale del clima che il regista aveva voluto creare.
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Una vita fa, andai a vedere Giulietta e Romeo di Zeffirelli, appena distribuito. Allora si faceva ancora la fila per andare al cinema! In entrata ed in uscita. Mentre stavo entrando incrocio un compagno di classe e gli chiedo: il film com’è. Lui mi risponde: va a finire male! Ecco. Come ho sorriso allora sorrido ora nel leggere i commenti a questa ennesima versione di Rebecca. E’ ovvio che la suspense in un thriller è fondamentale e conoscere quindi la storia fa perdere il pathos che nei thriller, appunto, è l’essenza stessa del film. Rifare Hitchcock è un'impresa ardua ed il bianco/nero, all’epoca, era una componente essenziale del clima che il regista aveva voluto creare. Prima di esprimere giudizi, in casi come questo, consiglio sempre la visione dell’originale. Perché la memoria a volte fa brutti scherzi. E’ successo a me, ad esempio, con “E’ nata una stella”. Dopo aver visto l’ultima versione con GaGa/Cooper ho voluto rivedere la versione del 1976 con Barbra Streisand che avevo all’epoca amato tantissimo. Non c’è confronto. L’ultimo – a mio avviso – è più “bello”. La tecnica si è affinata. Il precedente assolutamente datato. Ed è del tutto irrilevante l’anno di produzione. Perché recentemente ho riguardato Easy Rider e Sacco e Vanzetti riprovando le medesime emozioni che avevo provato all’epoca. Belli belli da rivedere! Non è un caso, quindi, se – ad esempio - i remake di Psyco sono passati del tutto inosservati. Un thriller non dovrebbe mai essere riprodotto, perché non sarebbe più tale. E’ come una romantica storia, infatti, che mi sono goduta questa piacevole produzione anglofona, a mio avviso migliore dell’edizione italiana del 2007. Bella l’ambientazione, belli i costumi, bravissime le attrici protagoniste, belli i paesaggi. Due ore di relax insomma. E di questi tempi è già un buon risultato.
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