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lizzy
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venerdì 27 febbraio 2026
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bentornato maurizio!
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Ho incontrato Nichetti in un calmo pomeriggio del Febbraio 2006.
"Incontrato" nel senso che l'ho individuato per strada vicino Sant'Ambrogio, nella "nostra Milano" (lui è mio concittadino...), e abbiamo fatto la stessa strada per prendere la Metro.
Lui certo non si è accorto di me in quanto stavo a debita distanza, ma io lo osservavo attentamente, controllavo ogni sua mossa per vedere che tipo fosse.
Lui, un regista che ho imparato ad amare e che più di altri molto più blasonati sa fare il suo lavoro e sa cosa vuol dire "cinema".
Lui era proprio come lo vediamo in giro o nei suoi film: il classico uomo comune.
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Ho incontrato Nichetti in un calmo pomeriggio del Febbraio 2006.
"Incontrato" nel senso che l'ho individuato per strada vicino Sant'Ambrogio, nella "nostra Milano" (lui è mio concittadino...), e abbiamo fatto la stessa strada per prendere la Metro.
Lui certo non si è accorto di me in quanto stavo a debita distanza, ma io lo osservavo attentamente, controllavo ogni sua mossa per vedere che tipo fosse.
Lui, un regista che ho imparato ad amare e che più di altri molto più blasonati sa fare il suo lavoro e sa cosa vuol dire "cinema".
Lui era proprio come lo vediamo in giro o nei suoi film: il classico uomo comune. Senza fronzoli, senza gesti superbi e a tratti quasi comico nella sua tanta "normalità".
Io ho sempre apprezzato i suoi lavori fino all'ultimo (allora) "Honolulu Baby", che avrebbe meritato ben altre fortune.
Perchè Nichetti è un puro e puri sono i suoi lavori. Semplici da capire, ma sempre ricolmi di riferimenti a ben altro.
E poi quanta originalità: "Ladri di Saponette", "Volere Volare"... chissà come sarebbero stati oggi in questo mondo più che "digitale".
E la genialità (beh, certo, condita da tanta furbizia che ha permesso di risparmiare, eccome, su effetti speciali e spese di scenografia varie...) di demolire il film nel punto clou e stravolgere la scena del PickUp che naufraga nel lago ghiacciato, buttando in faccia allo spettatore la ricostruzione artificiale col chroma-key, rischiando di infastidire qualcuno, ci fa capire quanto il Nichetti sia fedele alle sue origini e alle sue filosofie di lavoro.
Per non parlare della mescolanza fra reportage delle due blogger e film in realizzazione che di tanto in tanto fa capolino in qualche scena.
Mischiare finzione e realtà, professione e vita quotidiana, sceneggiatura con improvvisazione...
Insomma: passano i decenni, ma i lavori di Nichetti risultano sempre freschi e mai banali.
Si, qua la trama in parte sembra scontata, anche la scoperta (dell'acqua calda, invero) che il marito della protagonista non fosse proprio un santo è telefonatissima, ma non ce ne si fa caso. Il film scorre regolarmente senza scossoni, ma con tante scene che danno da pensare e con una naturalezza che è come bere un bicchier d'acqua.
Certo, Nichetti gioca in casa con la Finocchiaro e la "musa" di Ozpetek qua fa la parte del leone e ci dimostra quanto un "carattere" come il suo se ben sfruttato possa risultare decisivo in un opera come questa.
Non avendo poi letto nulla in anteprima sul film sono rimasta meravigliata a vedere come il tutto sia stato girato nel nostro bel Friuli.
Sembrava davvero di trovarsi fuori Italia nei posti menzionati dagli attori.
Bravo Maurizio che ha saputo sfruttare il nostro Belpaese ricreando atmosfere "foreste" alla perfezione.
Cosa non va in questo film? Direi nulla. O quasi.
Forse l'unico neo dell'opera è di essere troppo corta.
Mi sarebbe piaciuto vedere questa avventura "on the road" più dilatata, magari con altri colpi di scena.
Ma forse il film va bene così e sono solo io ad aver voglia di "più Nichetti", data la lunghissima sua assenza dalle sale cinematrografiche.
Una piccola precisazione: non ho trovato da nessuna parte traccia di questo film e solo sbirciando nel fantastico profilo social di questo "antidivo" ho potuto conoscerne la gestazione e l'uscita nelle sale.
Che poi...uscita...io non sono mai riuscita a trovarlo nelle sale nei dintorni di dove abito e mi sono dovuta accontentare di una visione "di scapocchia".
Nemmeno su giornali e tv o internet ho visto mettere in risalto questa nuova opera di Nichetti.
Un regista che credo l'Italia non si meriti per quanto è ignorato, ma che, di contro, da buona milanese sono fiera di averlo come "vicino di casa".
Insomma...
Ho incontrato Nichetti in un calmo pomeriggio del Febbraio 2006.
Una volta in attesa alla fermata della Metro avrei voluto avvicinarmi, presentarmi, stringergli la mano e ringraziarlo per tutta la sua arte.
E se sollecitata mi sarebbe piaciuto perdermi qualche tempo con lui a parlare della Vita, dell'Universo e di Tutto Quanto.
Ma non lo ho fatto: non ho voluto disturbare la calma di quell'uomo qualunque che normalmente attendeva un treno... per chissà dove.
Lo scriverò qua comunque (anche se so che lui non leggerà mai le mie parole): Maestro, grazie per tutta la sua Arte!
Ma.... a quando un nuovo film??? O_O
P.S. Per essere definito "capolavoro" un film non deve per forza avere attori importanti o ambientazioni incredibili e storie epiche.
Ci sono Gladiatori, Cacciatori di Replicanti, Storie di Guerra, Amore e altro...
Ma anche un "Ladri di Biciclette" in fondo era una pellicola semplice. Semplicissima.
Non lasciatevi quindi impressionare dalla trama umile di questo film, ma cercate di prenderne ogni piccola sfumatura.
E vedrete che alla fine quel regista schiacciato fra la folla lo amerete alla follia e, rompendo voi la quarta parete, cercherete di andarlo a salvare saltando dentro lo schermo!
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carlo patrini
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lunedì 5 gennaio 2026
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super consigliato
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Film godibilissimo, che fila via veloce con leggerezza, tra sorrisi ed emozioni.
Ottime le due protagoniste e davvero riuscite le invenzioni del regista, che avrebbero potuto rivelarsi molto pericolose e insidiose, ma che invece sono state rese efficaci e divertenti.
Un film che consiiglio vivamente.
ciao da CarloCP
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cianoz
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domenica 28 dicembre 2025
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un film con angela finocchiaro
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È un film con Angela Finocchiaro. Basta questo capire in anticipo a cosa siamo davanti. Una donna che a distanza di tanti anni ancora non si capisce come si possa definire attrice. L'incapacità congenita alla recitazione, insopportabile anche solo alla vista.
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albeperini
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giovedì 14 agosto 2025
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che peccato
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Davvero un peccato
La simpatia innegabile di Angela Finocchiaro che è sempre un piacere rivedere sullo schermo, ahimè naufraga in un film fastidiosamente interrotto dalle ragazze influencer e da un finale a dir poco frettoloso.
Dispiace perché c'erano tutti gli ingredienti giusti.. qualcosa è sfuggito di mano
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(di giada)
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federica
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venerdì 25 aprile 2025
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amichemai: un film per persone raffinate
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È tornato Maurizio Nichetti, il regista poeta che rende l’assurdo reale, il sogno atmosfera, l’umorismo soffio gentile.
Amichemai: un film-viaggio, un viaggio-film. Viaggio di due donne del tutto diverse, all’origine nemiche poi…”I film nascono anche dal divertimento – dice Nichetti - da quando faccio leggere la sceneggiatura a quando giro succedono mille cose, si improvvisa all’interno di un disegno, gli attori danno spunti spontanei, sono doppiamente protagonisti”.
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È tornato Maurizio Nichetti, il regista poeta che rende l’assurdo reale, il sogno atmosfera, l’umorismo soffio gentile.
Amichemai: un film-viaggio, un viaggio-film. Viaggio di due donne del tutto diverse, all’origine nemiche poi…”I film nascono anche dal divertimento – dice Nichetti - da quando faccio leggere la sceneggiatura a quando giro succedono mille cose, si improvvisa all’interno di un disegno, gli attori danno spunti spontanei, sono doppiamente protagonisti”.
Anche per questo viaggiamo e ci sorprendiamo insieme ad Angela Finocchiaro e Serra Yilmaz, due attrici vere, le cui espressioni parlano più di un discorso.
Due donne, un pik-up, un letto: un film. L’assenza degli effetti speciali che sfregiano la storia rende la storia -storia. Non che manchi la tecnologia, ma non comanda. “Tanta tecnologia diventa un alibi per non avere idee nuove” dice Nichetti. Ed ecco spuntare qua e là due giovani che dai loro telefoni cellulari si inseriscono nella vicenda on the road per mostrare allegramente alcuni momenti della lavorazione sui vari set. E si inserisce qualche spot del marito di Anna che ammicca, un pensiero di lei fatto immagine. Anche il regista compare qua e là, in flash sui momenti della lavorazione: è un film, vedi? Un film fatto per il cinema, non per la televisione.
Non scrivo della trama, perché questo è un film da vedere, non da riassumere. Un film in cui godersi 1500 chilometri in un’ora e mezzo, con colpi di scena inattesi e morbidi: nessuno shock, tutto è fluido, tutto scorre e lascia allo spettatore la dolcezza di una visione possibile e gentile della vita.
Federica Mormando
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edotiratino
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domenica 13 aprile 2025
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risorse sprecate
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ammiro Nichetti come regista e testa pensante, dalle interviste originali che ancora ricordo di lui. Però questo film non vale il tempo dedicato, né il prezzo del biglietto (anche se mi è stato offerto). Sono amante del cinema e reduce da una serie di film, italiani e stranieri, che mi hanno dissipato il timore che non avrei più visto i bei film di una volta. Invece riconosco che registi ed attori attuali sono capaci di farci sognare ancora per 90', il tempo che un buon film ci chiede di dedicargli. In questo film in cui la protagonista Finocchiaro perde il padre all'inizio del film ed è costretta ad un viaggio tormentato fino in Turchia con la badante turca del padre il gioco non vale la candela, come il proverbio medievale insegna e Barbero docet.
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ammiro Nichetti come regista e testa pensante, dalle interviste originali che ancora ricordo di lui. Però questo film non vale il tempo dedicato, né il prezzo del biglietto (anche se mi è stato offerto). Sono amante del cinema e reduce da una serie di film, italiani e stranieri, che mi hanno dissipato il timore che non avrei più visto i bei film di una volta. Invece riconosco che registi ed attori attuali sono capaci di farci sognare ancora per 90', il tempo che un buon film ci chiede di dedicargli. In questo film in cui la protagonista Finocchiaro perde il padre all'inizio del film ed è costretta ad un viaggio tormentato fino in Turchia con la badante turca del padre il gioco non vale la candela, come il proverbio medievale insegna e Barbero docet. In altre parole, nonostante la buona recitazione delle protagoniste, la buona mano di Nichetti che si conferma regista abile, nonostante alcuni paesaggi affascinanti e qualche idea originale, tipo inserire due giovani influencer che filmano e commentano lo svolgersi del film, insomma nonostante alcuni pregi che ho appena elencato, il film non riesce a catturare, ad avvincere. Parere personale ed amaro, per questa delusione su Nichetti, che ho appena espresso. L'ho visto come un abile giocoliere, il cui repertorio m'è sembrato fiacco. Probabilmente altri spettatori oppure critici ancora avvinti dalle indubbie capacità di Nichetti sapranno apprezzarlo ben di più. Per me - ripeto - il soggetto è deboluccio ed il risultato è deludente. Il peggior film di quelli visti quest'anno e sono uno spettatore assiduo.
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lunedì 31 marzo 2025
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recensione
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Pessima idea di introdurre i dialoghi delle ragazze con i cellulari etc..peccato , hanno rovinato tutto. Alcune idee della storia carine e le attrici sempre brave.
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