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felicity
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domenica 1 settembre 2024
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spaccato di un pezzo di controcultura americana
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In The Bikeriders Nichols ci presenta il club dei Vandals, guidati dal camionista e padre di famiglia Tom Hardy.
Sono un gruppo di uomini della classe operaia, descritti a più riprese come dei fannulloni; quello che si sa di sicuro di loro è che nel fine settimana girano con le loro motociclette truccate.
The Bikeriders si concentra sul ricreare un momento, un'atmosfera: cristallizza gli anni di magia e fratellanza dei Vandals, immersi nella luce dorata del Midwest.
Anche nei momenti di violenza il loro piccolo mondo chiuso è un porto sicuro, un paradiso per i membri del club.
Tom Hardy è capace di infondere il capobanda Johnny di una pensosa tristezza.
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In The Bikeriders Nichols ci presenta il club dei Vandals, guidati dal camionista e padre di famiglia Tom Hardy.
Sono un gruppo di uomini della classe operaia, descritti a più riprese come dei fannulloni; quello che si sa di sicuro di loro è che nel fine settimana girano con le loro motociclette truccate.
The Bikeriders si concentra sul ricreare un momento, un'atmosfera: cristallizza gli anni di magia e fratellanza dei Vandals, immersi nella luce dorata del Midwest.
Anche nei momenti di violenza il loro piccolo mondo chiuso è un porto sicuro, un paradiso per i membri del club.
Tom Hardy è capace di infondere il capobanda Johnny di una pensosa tristezza. Allo stesso tempo non batte ciglio quando un rivale lo sfida a duello.
Quello di Nichols, a ogni modo, è certamente un approccio raccolto e meditativo rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare da un film che parla di una gang di motociclisti; è uno sguardo amaro, dove al rombo delle motociclette si accosta il sussurrio dell'inevitabile tragedia.
La sua scelta di avere Kathy come narratrice ci porta a vedere sì le giacche di pelle e le moto cromate, ma soprattutto i Vandals quando non stanno guidando, quando sono ai raduni e ai picnic, al bar, a casa loro.
Kathy ha un punto di vista unico: è la nostra chiave di accesso al mondo chiuso di una sub-cultura di cui è parte, ma allo stesso tempo un'outsider; questo ci permette di mantenere una certa distanza e di vedere che la fratellanza dei Vandals è forse più una co-dipendenza, e lei stessa deve lottare per l'attenzione di Benny e per essere considerata come più di un accessorio.
The Bikeriders è uno spaccato di un pezzo di controcultura americana rimasto nell’immaginario collettivo, ma che da troppo tempo viene trascurato dal cinema.
Il movimento che portò alla formazione di molti club di motociclisti, più o meno violenti, negli anni Cinquanta e Sessanta è un fenomeno che si rispecchia molto con quanto sta accadendo negli Stati Uniti di oggi. Sono passati sessant’anni, ma il senso di non appartenenza e di inadeguatezza, che sfocia nel supporto a figure e politiche populiste, è rimasto nel tessuto sociale del paese.
The Bikeriders è un film solido, registicamente ineccepibile e impreziosito da interpretazioni di alto livello, Jodie Comer e Tom Hardy in particolare, mentre da Austin Butler si resta semplicemente ipnotizzati. Film solido e dall’impianto squisitamente classico, e per questo di grande intrattenimento, ma anche portatore di messaggi importanti.
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imperior max
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lunedì 24 giugno 2024
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partenza rockeggiante, arrivo malinconico.
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Andando completamente alla cieca, salvo averne visto il trailer, son piombato in sala per THE BIKERIDERS di Jeff Nichols con Austin Butler, Jodie Comer, Tom Hardy e un sorprendente Michael Shannon. Tratto da una storia vera e dall’omonimo fotolibro.
Tra il 1957 e il 1973, attraverso le interviste e le foto di un giovane giornalista intenzionato a scriverci un libro, viene narrata la nascita del club motociclistico dei Outlaws MC (nel film Vandals) a Chicago, la vita dei loro membri e delle rispettive famiglie e il lento declino che sarebbe venuto col tempo. Ovviamente mettendo la lente su Kathy che si imbatterà nel motociclista Benny e il suo capo e mentore Johnny. Tuttavia, a causa dello stile di vita non tanto sicuro, si vedevano i disappunti delle loro mogli e dei loro parenti, specie tra Benny e Kathy.
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Andando completamente alla cieca, salvo averne visto il trailer, son piombato in sala per THE BIKERIDERS di Jeff Nichols con Austin Butler, Jodie Comer, Tom Hardy e un sorprendente Michael Shannon. Tratto da una storia vera e dall’omonimo fotolibro.
Tra il 1957 e il 1973, attraverso le interviste e le foto di un giovane giornalista intenzionato a scriverci un libro, viene narrata la nascita del club motociclistico dei Outlaws MC (nel film Vandals) a Chicago, la vita dei loro membri e delle rispettive famiglie e il lento declino che sarebbe venuto col tempo. Ovviamente mettendo la lente su Kathy che si imbatterà nel motociclista Benny e il suo capo e mentore Johnny. Tuttavia, a causa dello stile di vita non tanto sicuro, si vedevano i disappunti delle loro mogli e dei loro parenti, specie tra Benny e Kathy. Non mancherà purtroppo che, nei tempi che cambiavano, sempre più nuovi associati che entravano erano degli avanzi di galera, tossici, maniaci, reduci dalla Guerra del Golfo e baby gang. Dunque la situazione andava sempre più fuori controllo, l’idea originaria del club veniva travisata con conseguenze anche tragiche.
Che idea ci siamo sempre fatti dei motociclisti? Ovviamente come una banda di zoticoni, teppisti, ubriaconi, spericolati e in fissa con le moto e le zuffe. E in effetti è così, ma stavolta vengono messi in luce diverse sfumature, ossia che erano persone semplici, con diversi lavori, ma anche degli emarginati della società per via della passione delle corse, dell’avventura, delle sfide e dei raduni dove mangiavano, bevevano, correvano e si divertivano. Ogni tanto con delle risse anche violente, ma che si risolvevano bene con parole e trattative. Nonostante erano anarchici e prendevano la vita così com’era avevano un senso di familiarità e unione. Tutto narrato con Tom Hardy, il fondatore, carismatico con un senso della leadership rispettevole, ma anche risoluto e dalle maniere forti. Con Jodie Comer e il suo rapporto con Austin Butler fatto di consigli e decisioni di vita (da prendere), ma anche di controversie e brutte vicende. Non mancano il rock ‘n roll, belle ironie, corse in moto, inseguimenti, scene violente e situazioni dialogate significative tra i quali spiccano di più Tom Hardy e Jodie Comer che tra recitazione e personaggi sono i migliori.
Purtroppo i difetti non mancano: Austin Butler, nonostante il suo personaggio sia decente, non è abbastanza approfondito, ad esempio non è chiaro come campi se non lavora, la geografia per contestualizzare in generale come tutti vedevano i motociclisti non è trattata più di tanto. Inoltre i personaggi di contorno, tra i quali i membri storici del club, sono poco più che abbozzati nella loro caratterizzazione e hanno persino meno spessore di uno dei “cattivi” che verrà in seguito.
Da vedere in sala per due ragioni: 1) Vedere le cose da una prospettiva diversa non fa’ mai male. 2) Alla cassa regalano le pecette del film da attaccare al giubbotto…!
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athos
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venerdì 21 giugno 2024
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affinità
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Johnny, il capo di un gruppo di motociclisti chiamato Vandals ha in Benny il suo pupillo. Quest'ultimo è insieme a Kathy, ragazza volitiva che da voce e spiegazione al film. Questo commento fuori campo è anche il punto debole del film. Nel complesso è un'ottima visione, con bravi attori e il sentimento che va oltre lo scorrere del tempo.
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