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barbapiergiu
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lunedì 22 gennaio 2024
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fa freddo ma diamoci una mossa
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In Wyoming fa veramente un freddo cane, la neve è dappertutto e la Olsen se ne arriva o, meglio è l'FBI a mandarcela, con abbigliamento ben poco adeguato alle temperature del posto. Oltretutto sotto i pantaloni è in tanga come si evince dalla scena in cui una donna le presta dei vestiti un po' più pesanti. L' indagine è sull'omicidio di una ragazza trovata congelata dopo essere stata malmenata e stuprata. Ora, voglio dire, scoprire chi è stato a compiere un delitto così efferato non dovrebbe essere difficile in un paese in cui il numero degli abitanti è grosso modo quello di una classe scolastica, anche se, concediamolo, distribuito su una superficie pari a una nostra provincia.
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In Wyoming fa veramente un freddo cane, la neve è dappertutto e la Olsen se ne arriva o, meglio è l'FBI a mandarcela, con abbigliamento ben poco adeguato alle temperature del posto. Oltretutto sotto i pantaloni è in tanga come si evince dalla scena in cui una donna le presta dei vestiti un po' più pesanti. L' indagine è sull'omicidio di una ragazza trovata congelata dopo essere stata malmenata e stuprata. Ora, voglio dire, scoprire chi è stato a compiere un delitto così efferato non dovrebbe essere difficile in un paese in cui il numero degli abitanti è grosso modo quello di una classe scolastica, anche se, concediamolo, distribuito su una superficie pari a una nostra provincia. Oltretutto ne era già stata ammazzata un'altra tempo prima con le medesime modalità, cosa aspettavano a cavar fuori la mela marcia da un canestro così misero? A parte tutto, liberato il campo dalle obiezioni, mi rendo conto di avere forse un po' troppo dissugato il plot, la storia ti tiene inchiodato, la natura è di per sé un personaggio e le immagini sono belle. Il regista riesce a comunicare un senso di solennità in cui calare il racconto e di questo lo spettatore gli è giustamente grato. L'esplosione di violenza nel finale risulta poi in qualche modo catartica, inevitabile; pur sotto tutta quella neve covava il fuoco dell'odio e nulla poteva impedirgli prima o poi di esplodere.
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rudy_50
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domenica 13 novembre 2022
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bello
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rudy_50
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sabato 12 novembre 2022
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bel film
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brando fioravanti
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martedì 12 aprile 2022
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wind river
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Anomalo thriller girato nelle zone più fredde e isolate d'America. Sembra quasi un western contemporaneo in cui ci si dimentica della civiltà, si ritorna ai classici temi:sopravvivenza,violenza, vendetta . Originale nello stile e ben recitato
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fabio silvestre
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mercoledì 19 gennaio 2022
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indagine sulle montagne innevate del wyoming
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il film è ambientato in Wyoming ed in particolare nella riserva indiana di Wind River un paesaggio mozzafiato dove le montagne innavate fanno da sfondo ad indagine sulla morte di una giovane nativa Natalie il cui corpo privo di scarpe viene ritrovato casualmente tra la neve dal cacciatore di animali predatori Cory. Arriva sul posto anche la giovane agente dell'FBI Jane che non conoscendo i luoghi chiede la collaborazione di Cory per cercare la verità su quanto accaduto. Cory farà del suo meglio anche perché la vittima era la migliore amica della figlia Emily anch'essa deceduta qualche anno prima in circostanze analoghe. La sceneggiatura risulta molto lineare nella prima parte fatta di dialoghi semplici ma con alla base i sentimenti di dolore e vendetta di Cory e Martin - padre di Natalie - per i crimini avvenuti.
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il film è ambientato in Wyoming ed in particolare nella riserva indiana di Wind River un paesaggio mozzafiato dove le montagne innavate fanno da sfondo ad indagine sulla morte di una giovane nativa Natalie il cui corpo privo di scarpe viene ritrovato casualmente tra la neve dal cacciatore di animali predatori Cory. Arriva sul posto anche la giovane agente dell'FBI Jane che non conoscendo i luoghi chiede la collaborazione di Cory per cercare la verità su quanto accaduto. Cory farà del suo meglio anche perché la vittima era la migliore amica della figlia Emily anch'essa deceduta qualche anno prima in circostanze analoghe. La sceneggiatura risulta molto lineare nella prima parte fatta di dialoghi semplici ma con alla base i sentimenti di dolore e vendetta di Cory e Martin - padre di Natalie - per i crimini avvenuti. Nella seconda parte il film presenta una maggiore azione e rivela con un flashback le ultime ore di Natalie. Il regista da ampio spazio alle scene esterne sulle montagne innevate dove Cory con la sua motoslitta e carabina prima ritrova la povera ragazza e poi seguendo le tracce lasciate sulla neve cerca di risolvere il caso. In definitiva il film si lascia vedere ma senza picchi né circa l'indagine nè sulla interpretazione del cast che risulta nella sufficienza. Il regista si è limitato a confezionare un prodotto che sembra un episodio di una serie tv di genere crime. Voto finale: 6/10.
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mauro girella
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domenica 9 gennaio 2022
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una indagine non facile
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Nel suo dramma di violenza brutale, una storia rilassante perché prevalgono i valori buoni. Siamo in una riserva indiana nel Wyoming, tra montagne innevate, gelo, rari boschi, pochissimi abitanti che sembrano vivere ancora in un west selvaggio, salvo che girano con SUV, usano moderne carabine e non i Winchester alla John Wayne, hanno cellulari e computers. La storia è in effetti quasi un western, con tanto di Revenge e sparatorie, ma anche un giallo poliziesco con un’agente (femmina) FBI spaesata in quel gelo ma intelligente, duttile, professionale e determinata: un omaggio al femminismo soprattutto. Anche lo storico Bounty killer del vecchio far-west ora si è trasformato in un cacciatore che usa tecniche da camouflage della guerra moderna, si muove su velocissimi gatti delle nevi cingolati e non a cavallo, ed uccide animali predatori che mettono a rischio la vita di cavalli, mucche e pecore degli allevatori locali.
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Nel suo dramma di violenza brutale, una storia rilassante perché prevalgono i valori buoni. Siamo in una riserva indiana nel Wyoming, tra montagne innevate, gelo, rari boschi, pochissimi abitanti che sembrano vivere ancora in un west selvaggio, salvo che girano con SUV, usano moderne carabine e non i Winchester alla John Wayne, hanno cellulari e computers. La storia è in effetti quasi un western, con tanto di Revenge e sparatorie, ma anche un giallo poliziesco con un’agente (femmina) FBI spaesata in quel gelo ma intelligente, duttile, professionale e determinata: un omaggio al femminismo soprattutto. Anche lo storico Bounty killer del vecchio far-west ora si è trasformato in un cacciatore che usa tecniche da camouflage della guerra moderna, si muove su velocissimi gatti delle nevi cingolati e non a cavallo, ed uccide animali predatori che mettono a rischio la vita di cavalli, mucche e pecore degli allevatori locali. I personaggi sono ben delineati, la trama si segue facilmente, i valori sono quelli positivi americani, gli scenari sono stupendi. Ma non è tutto un idilliaco paesaggio arcadico. C’è la critica al maltrattamento dei nativi americani chiusi nelle riserve, all’abitudine tutta USA di girare armati e sparare senza pensare al primo allarme magari provocando una strage, al maschilismo che considera le donne come oggetti di piacere sessuale e non come pari (se non superiori) esseri umani. Ma tutto è portato in luce con garbo, con eleganza, senza mai esasperare i toni.
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jonnylogan
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domenica 26 dicembre 2021
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deserto bianco
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In Wyoming, nella riserva Indiana di Wind River, la guardia forestale Cory Lambert nel corso di un’ispezione alla ricerca di animali predatori, s’imbatte nel cadavere di una donna morta assiderata e priva di scarpe. Cory, che ha alle spalle un lutto, un’ex moglie con il quale è in ottimi rapporti e un figlio di otto anni, avverte immediatamente la polizia locale e l’FBI che spedisce sul posto l’agente Jane Banner, proveniente da Las Vegas.
Nel deserto bianco di Wind River, nord degli States, si consuma un omicidio di confine. La sparizione di una ragazza del luogo per la quale, come capita per le ragazze native ma americane a tutti gli effetti, non si pensa di fare alcuna indagine ma derubricarle a un mero dato di fatto.
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In Wyoming, nella riserva Indiana di Wind River, la guardia forestale Cory Lambert nel corso di un’ispezione alla ricerca di animali predatori, s’imbatte nel cadavere di una donna morta assiderata e priva di scarpe. Cory, che ha alle spalle un lutto, un’ex moglie con il quale è in ottimi rapporti e un figlio di otto anni, avverte immediatamente la polizia locale e l’FBI che spedisce sul posto l’agente Jane Banner, proveniente da Las Vegas.
Nel deserto bianco di Wind River, nord degli States, si consuma un omicidio di confine. La sparizione di una ragazza del luogo per la quale, come capita per le ragazze native ma americane a tutti gli effetti, non si pensa di fare alcuna indagine ma derubricarle a un mero dato di fatto. Sarà solamente la testardaggine di un mono espressivo Jeremy Renner, che agli occhi degli appassionati di comics incarna l’infallibile arciere Occhio di Falco, e un’agente dell’FBI, impersonata da Liz Olsen, anche lei protagonista dei cinecomics targati Marvel, spedita sul posto dal deserto del Nevada, che farà sì che si possa arrivare a una soluzione.
Sheridan vorrebbe porre, con questa pellicola thriller, impreziosita da una fotografia d’ambiente di ottima qualità, una denuncia. Spiegando per mezzo della narrazione di un fatto fittizio, ma ispirato da eventi a questo simili, cosa significhi essere oggi un nativo negli USA e di come ancora questi siano intravisti come ‘differenti’ ai quali poter negare anche i più basilari diritti, fra i quali quelli a una giustizia equa. Al netto delle buone intenzioni il thriller latita in termini di pathos e intreccio, e alla lunga i problemi personali del protagonista, svelati poco per volta e con il dipanarsi della trama, si vanno a sommare alla ricerca del colpevole con una conclusione che altri non è che il più classico del ‘farsi giustizia da soli’. Un vero peccato per una pellicola partita con le migliori intenzioni, impreziosita anche da una colonna sonora strumentale e firmata da Nick Cave, ma che alla fine muovendosi su un terreno ibrido non riesce a far parte di un genere specifico e nemmeno ad approfondire tutti i temi trattati.
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dandy
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domenica 7 marzo 2021
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nessuna pietà.
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Il regista(anche sceneggiatore nonchè autore di numerose sceneggiature per altri registi)gira un noir dall'ambientazione innevata,dove il tono dolente e disilluso inframmezzato da sprazzi brutali fa da specchio alla condizione dei nativi d'America,da sempre degradata e trascurata nei casi di violenza(una didascalia finale rivela che non vengono effettuate statistiche precise sul numero di native scomparse ogni anno).I personaggi sono ben caratterizzati e i dialoghi ben scritti(il confronto in macchina tra Cory e Chip e tra Cory e Martin nel finale).E i clichè sono sono utilizzati con originalità:si veda il crudo flashback rivelatore collocato in un momento inaspettato,o il rientro in scena del padre della vittima dopo che tutto è finito.
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Il regista(anche sceneggiatore nonchè autore di numerose sceneggiature per altri registi)gira un noir dall'ambientazione innevata,dove il tono dolente e disilluso inframmezzato da sprazzi brutali fa da specchio alla condizione dei nativi d'America,da sempre degradata e trascurata nei casi di violenza(una didascalia finale rivela che non vengono effettuate statistiche precise sul numero di native scomparse ogni anno).I personaggi sono ben caratterizzati e i dialoghi ben scritti(il confronto in macchina tra Cory e Chip e tra Cory e Martin nel finale).E i clichè sono sono utilizzati con originalità:si veda il crudo flashback rivelatore collocato in un momento inaspettato,o il rientro in scena del padre della vittima dopo che tutto è finito.Niente di nuovo,ma comunque discreto e appassionante.Nick Cave è co-autore delle musiche.
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luca scialo
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mercoledì 25 novembre 2020
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un western moderno sulla neve
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Wind River è una riserva indiana avvolta d'inverno dalla fitta neve e dalla solitudine. Ma che si caratterizza anche per la sua natura sconfinata, non di meno però di stesso fonte di solitudini e mal di vivere. In questo scenario si muove Cory Lambert, cacciatore di predatori. Il quale è costretto a fare i conti col riaffiorare di un dramma familiare quando rinviene un cadavere nella neve. Partono le indagini, assistito da Jane Banner, una recluta della più dinamica e sfavillante Las Vega, agente senza esperienza del FBI. Thriller talvolta freddo come la neve sulla quale si muove, si riscalda verso il finale, quando il passato torna a bruciare acceso dagli eventi del presente. Intrigante, ma finisce per coinvolgere poco.
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Wind River è una riserva indiana avvolta d'inverno dalla fitta neve e dalla solitudine. Ma che si caratterizza anche per la sua natura sconfinata, non di meno però di stesso fonte di solitudini e mal di vivere. In questo scenario si muove Cory Lambert, cacciatore di predatori. Il quale è costretto a fare i conti col riaffiorare di un dramma familiare quando rinviene un cadavere nella neve. Partono le indagini, assistito da Jane Banner, una recluta della più dinamica e sfavillante Las Vega, agente senza esperienza del FBI. Thriller talvolta freddo come la neve sulla quale si muove, si riscalda verso il finale, quando il passato torna a bruciare acceso dagli eventi del presente. Intrigante, ma finisce per coinvolgere poco. Primo film per Taylor Sheridan, che poi si dedicherà alla trasposizione televisiva del suo secondo film: Yellostow.
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fabio
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lunedì 8 luglio 2019
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nessun segreto, solo un'occasione sprecata
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Deludente sotto molti aspetti: la sceneggiatura è debole e si trascina senza convinzione, solo a tratti i dialoghi riescono a catturare lo spettatore. Molti elementi validi ma solo abbozzati: il confronto tra l'uomo e la natura ostile delle montagne innevate, il dolore per un passato che ritorna ed un vuoto incolmabile, la condizione delle donne native americane (di cui non si hanno dati relativi alle scomparse), e molto altro.
Se nella prima parte il film riesce ancora a farsi apprezzare nella seconda metà precipita, alternando scene improbabili o affrettando i tempi.
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