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elgatoloco
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venerdì 5 aprile 2019
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ottimo superamento del docufilm
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Questo"Slumber"(2017, Jonathan Hopkins)è il superamento del docufilm, del mero documentario filmato e in qualche modo sceneggiato, in direzione della rivitalizzazione del cinema, inteso deleuzianamente come"image-mouvement", Vero film sperimentale, che materializza, narrandoli, gli studi su parasonnia, sonnambulismo, incubi, "Slumber"è ben altro rispetto alla storia , ormai stantia, anche se originariamente concepita, della saga di "Freddy Krueger", verso una rifilimizzazione, che non vuol dire semplicemente"sceneggiare"una storia, un soggetto vagamente intuito. Al contrario, rinunciando ad arditi quanto assurdi movimenti di macchina"inconsueti", è proprio l'insistenza"scientifico-.
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Questo"Slumber"(2017, Jonathan Hopkins)è il superamento del docufilm, del mero documentario filmato e in qualche modo sceneggiato, in direzione della rivitalizzazione del cinema, inteso deleuzianamente come"image-mouvement", Vero film sperimentale, che materializza, narrandoli, gli studi su parasonnia, sonnambulismo, incubi, "Slumber"è ben altro rispetto alla storia , ormai stantia, anche se originariamente concepita, della saga di "Freddy Krueger", verso una rifilimizzazione, che non vuol dire semplicemente"sceneggiare"una storia, un soggetto vagamente intuito. Al contrario, rinunciando ad arditi quanto assurdi movimenti di macchina"inconsueti", è proprio l'insistenza"scientifico-.anatlitica"sui quadri di Fu"ssli e di latri, richiamanti il tema dell'incubus-slumber che viene fuori la"sperimentalità", l'occasione dell'inconsueto, del non-esperito, di quanto è altro rispetto ai soliti sentieri battuti. Se all'inizio dei Seventies, era "perturbante", e forse non solo in Italia, "Il segno del comando"di Daniele d'Anza dal romanzo di Giuseppe d'Agata, oggi, senza rincorrere neo-Exorcists et similia, "Slumber"è film "sconcertante" proprio per il fatto di non rincorrere effettacci e/0 insulse fughe in avanti, mantenendosi invece in un ambito"normale", dove dalla norma invece si fugge e ri-fugge continuamente. Interpreti sempre adeguati, in particolare quella sorta di"TIresia"sopra le righe che ha già passato tutte le esperienze ipnagogiche del caso. L'attore(di cui non ritrovo il nome), con il suo"gigionismo contenuto", dà una spinta ulteriore al film. El Gato
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mercoledì 25 aprile 2018
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noiosissimo
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Non sono neanche riuscita a finirlo!!!! Troppo noioso
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davidespiridione
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lunedì 5 febbraio 2018
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un autentico capolavoro al contrario
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Sceneggiatura altamente frettolosa, raffazzonata a partire da pezzi di altri film (che, come questo, non hanno fatto scuola). Ardua persino una fruizione puramente “goliardica”. Caratterizzazione dei personaggi grossolana, recitazione grottesca e pedestre. Un product placement importuno in modo madornale si assume la responsabilità di infestare una produzione di per sé suicida: i Ritz alla paprika dolce, annunciati in un placido anticlimax dal personaggio bonario che sembra un mix tra Joe Pesci e Danny DeVito, ma forse è solo il nonno del regista; uno sconosciuto marchio di bibite energetiche, che disturba lo spettatore con la grafica da quattro soldi delle sue lattine vuote di cui le scene sono disseminate; un videogioco di Super Mario, che fa capolino per diversi inappropriati secondi dal display di un Game Boy.
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Sceneggiatura altamente frettolosa, raffazzonata a partire da pezzi di altri film (che, come questo, non hanno fatto scuola). Ardua persino una fruizione puramente “goliardica”. Caratterizzazione dei personaggi grossolana, recitazione grottesca e pedestre. Un product placement importuno in modo madornale si assume la responsabilità di infestare una produzione di per sé suicida: i Ritz alla paprika dolce, annunciati in un placido anticlimax dal personaggio bonario che sembra un mix tra Joe Pesci e Danny DeVito, ma forse è solo il nonno del regista; uno sconosciuto marchio di bibite energetiche, che disturba lo spettatore con la grafica da quattro soldi delle sue lattine vuote di cui le scene sono disseminate; un videogioco di Super Mario, che fa capolino per diversi inappropriati secondi dal display di un Game Boy. E potrebbe non essere tutto.
A discapito della definizione di horror, di spaventoso in Slumber c’è ben poco. I suoi creatori hanno ritenuto più opportuno scadere nel disgustoso. Per esempio, costringendoci a guardare i denti di un personaggio che, sollecitati dalla lieve pressione delle dita, dondolano orribilmente. Per poi cadere nel lavandino, tintinnando.
Un film che potrebbe riuscire nell’intento di farvi passare la voglia di andare al cinema.
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[+] un modesto horror sui disturbi del sonno
(di tom87)
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alcofribas
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domenica 4 febbraio 2018
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ottima idea per un film pessimo
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Come come da titolo, idea intrigante con possibili agganci storici e mitologici, gettata via da una sceneggiatura piena di incongruenze e plothole. Non seguitur, scarcerazioni immotivate, personaggi al limite del macchiettistico... possessioni improvvise e prive di significato... non manca nulla. Davvero un’occasione mancata.
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