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valentina allavevena
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lunedì 29 gennaio 2024
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non sono d''accordo
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Volevi più scene come quella della giraffa? Sul serio? Io sono stata male una settimana e se ci penso soffro ancora adesso a distanza di più di due anni! Per me uno dei film più duri a tema animalista dopo Dominion e pochi altri! Mi ha devastato l'anima! E quei cacciatori così grotteschi e terrificanti ( perfino se hanno un aspetto gradevole come la ragazza che col fratello ridacchia dicendo che vuole assolutamente un'antilope perché sono "così carine con quelle corna") rispetto alla bellezza maestosa e antica di quelle meravigliose creature vigliaccamente uccise da lontano con fucili di precisione ridusse il mio cuore in frantumi.
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Volevi più scene come quella della giraffa? Sul serio? Io sono stata male una settimana e se ci penso soffro ancora adesso a distanza di più di due anni! Per me uno dei film più duri a tema animalista dopo Dominion e pochi altri! Mi ha devastato l'anima! E quei cacciatori così grotteschi e terrificanti ( perfino se hanno un aspetto gradevole come la ragazza che col fratello ridacchia dicendo che vuole assolutamente un'antilope perché sono "così carine con quelle corna") rispetto alla bellezza maestosa e antica di quelle meravigliose creature vigliaccamente uccise da lontano con fucili di precisione ridusse il mio cuore in frantumi. E io sono abituata al cinema estremo e a film davvero disturbanti. Ma questo...mamma mia me lo ricorderò finché campo. Subito messo nei miei "maipiù" anche se ritengo vada visto almeno una volta. Fatelo per quelle creature innocenti massacrate senza pietà e rispetto. Fatelo per l'Africa che svende le sue favole, la sua dignità e le sue meraviglie per il vile denaro. Fatelo perché è giusto.
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dandy
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giovedì 25 gennaio 2024
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hunting in africa
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Seidl torna in Africa dopo "Paradiso:Amore" per riprendere le gesta di cacciatori tedeschi o austriaci nelle riserve(sia uomini che donne,sia giovani che anziani).Senza commento fuori campo nè musiche,ne osserva con distacco totale la routine dalla ricerca della preda all'appostamento,dalla preparazione per la messa a segno del colpo alle foto ricordo (con gli animali messi in posizione strategica e lo sfondo liberato dalla sterpaglia)e il successivo trasporto al macello delle carcasse.Come di consueto per il regista si cerca la provocazione ed è assente ogni tipo di giudizio o denuncia:i cacciatori tra una battuta e l'altra dialogano su cose come i prezzi del loro hobby,vita e morte,Africa,politica e tipi di armi con lo stessa indifferenza con cui abbattono le prede,e oltre a non considerarle mai aldilà di trofei sovente non nascondono il divertimento o l'entusiasmo del fare ciò che fanno.
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Seidl torna in Africa dopo "Paradiso:Amore" per riprendere le gesta di cacciatori tedeschi o austriaci nelle riserve(sia uomini che donne,sia giovani che anziani).Senza commento fuori campo nè musiche,ne osserva con distacco totale la routine dalla ricerca della preda all'appostamento,dalla preparazione per la messa a segno del colpo alle foto ricordo (con gli animali messi in posizione strategica e lo sfondo liberato dalla sterpaglia)e il successivo trasporto al macello delle carcasse.Come di consueto per il regista si cerca la provocazione ed è assente ogni tipo di giudizio o denuncia:i cacciatori tra una battuta e l'altra dialogano su cose come i prezzi del loro hobby,vita e morte,Africa,politica e tipi di armi con lo stessa indifferenza con cui abbattono le prede,e oltre a non considerarle mai aldilà di trofei sovente non nascondono il divertimento o l'entusiasmo del fare ciò che fanno.Ma se ad emergere è lo squallore e la natura talora grottesca(la turista che prende il sole col giornale in testa,il cacciatore che ronfa durante la posta)di quelli che sembrano figli del più bieco colonialismo(nei discorsi non mancano uscite razziste e il fatto che a guide e personale locale non venga mai data la parola come a sottolinerane l'"inferiorità" sembra un'ulteriore provocazione)tutto il resto è ben poco incisivo sia come riflessione sugli ennesimi bianchi sfruttatori sia come mero esercizio shock(le uccisioni di persè sono poche e incruente,escludendo quella della giraffa che dopo il colpo viene lasciata agonizzare prima della canonica foto e macellazione) risultando tuttalpiù un vago eco di "Africa Addio" fine a se stesso e ben aldisotto di prodotti come "Il nostro viaggio in Africa".Di certo non adatto agli animalisti.Scritto dal regista con la moglie.
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