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eugen
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martedì 26 settembre 2023
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tra vangeli "canonci", apocrifi etc....
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Tra Vaangeli detti"cannci", "apocrifi"e narrazioni "altre"(ossia non cristiane, per dirla in modo impreciso), questo"Risen"(Kevin Reynolds, che ha anche scritto il film da un soggetto di Paul Ajello, con la collaborazione dlelo stesso soggettista, 2016)appare un film decisamente "bloccato", pur se efficace e a suo mod antiretorico, per quanto possa esserlo un film che tratta un tema che ha segnato duemula anni di storia dlel'Occidente. Quanto scritto come"El Gato"mi sembra ancora valido, aggiungedo solo il fatto che Joseph Fennies nel rolo del protagonista Flavio, tribuno romnao che si avvicina ai cristiani solo come inquistore, rimannendo infine"colpito"e partecipando, ma sempre da esterno, a uqalche loro cerimonia(lo spezzare il pane, id est la"comunione")e' fin dall¿inoizio troppo "in ricerca"per apparire scettico o agnostico rispetto all'evento stesso della Resurrezio ne.
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Tra Vaangeli detti"cannci", "apocrifi"e narrazioni "altre"(ossia non cristiane, per dirla in modo impreciso), questo"Risen"(Kevin Reynolds, che ha anche scritto il film da un soggetto di Paul Ajello, con la collaborazione dlelo stesso soggettista, 2016)appare un film decisamente "bloccato", pur se efficace e a suo mod antiretorico, per quanto possa esserlo un film che tratta un tema che ha segnato duemula anni di storia dlel'Occidente. Quanto scritto come"El Gato"mi sembra ancora valido, aggiungedo solo il fatto che Joseph Fennies nel rolo del protagonista Flavio, tribuno romnao che si avvicina ai cristiani solo come inquistore, rimannendo infine"colpito"e partecipando, ma sempre da esterno, a uqalche loro cerimonia(lo spezzare il pane, id est la"comunione")e' fin dall¿inoizio troppo "in ricerca"per apparire scettico o agnostico rispetto all'evento stesso della Resurrezio ne. Eugen
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giovedì 20 aprile 2023
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cambia mestiere
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lunedì 17 ottobre 2022
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risirto
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A mio modestissimo avviso il Regista voleva solo evidenziare come forse il Cristo nonnera altro che un alieno.
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felicity
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venerdì 26 aprile 2019
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la resurrezione in versione poliziesco
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In poco meno di due ore il regista condensa 4 giorni, procedendo per step, approssimative caratterizzazioni e strattoni, tra ambizioni politiche dei protagonisti, scoperta della Fede e vangeli in fase di costruzione, spaziando tra i fascinosi set.
Quel che ne resta è un potpourri di generi (dal poliziesco al peplum e l'action) che nel voler strizzare l'occhio al più ampio pubblico possibile, tanto da provare l'abbraccio a credenti e non credenti, finisce probabilmente per deludere entrambi.
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elgatoloco
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mercoledì 29 novembre 2017
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risen nuova rilettura vangeli
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IN"Risen"(risorto)di Kevin Reynolds, da lui stesso scritto con Paul Aiello, l'antica querelle sulla messa in scena filmica, televisiva, altro, della storia di Gesù(qui solo morte e resurrezione, anche il processo viene"bypassato", solo citato). Ora, il problema si pone ab imo: nei quattro Vangeli canonici troviamo comunque della differenze nel"récit"(narrazione)della vita di Cristo, altro ancora si trova nell'"Apocalisse"o meglio "Rivelazione""attribuita a Giovanni, quarto evangelista, ancora diversi sono i vangeli apocrifi e quelli gnostici, le fonti paoline e altre, dunque...il quadro è complesso. Qui, Flavio, tribuno militare romano, è incaricato da Pilato dietro ordine dell'imperatore, di ricostruire la vicenda, ma Flavio.
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IN"Risen"(risorto)di Kevin Reynolds, da lui stesso scritto con Paul Aiello, l'antica querelle sulla messa in scena filmica, televisiva, altro, della storia di Gesù(qui solo morte e resurrezione, anche il processo viene"bypassato", solo citato). Ora, il problema si pone ab imo: nei quattro Vangeli canonici troviamo comunque della differenze nel"récit"(narrazione)della vita di Cristo, altro ancora si trova nell'"Apocalisse"o meglio "Rivelazione""attribuita a Giovanni, quarto evangelista, ancora diversi sono i vangeli apocrifi e quelli gnostici, le fonti paoline e altre, dunque...il quadro è complesso. Qui, Flavio, tribuno militare romano, è incaricato da Pilato dietro ordine dell'imperatore, di ricostruire la vicenda, ma Flavio...vi si perde, arrivando quasi(quasi, però, no n del tutto)al punto di convertirsi. Siamo lontani dalla retorica à la"Ben Hur", dalla sua apologetica spinta-qui siamo tra lo scetticismo, comunque, del pagano imperialista romano e la storia della salvezza, con resurrezione esibita(non corpo trasfigurato di Geesù, ma propo vero sangue e vera carne, anche perché i"gringos"amano comunque la corporeità, ma ancora di più la chiarezza esplicativa),. che qui è assicurata(fin troppo, viene da dire, ma questo è argomento intellettuale europeo, non da States...). Molto chiara la scelta di situazioni e luoghi(Spagna, Malta, non a caso, i luoghi dove si sono girate quasi tutte le scene), di interpreti etc., con decisa assenza(no, non proprio assenza, ma scarsa presenza) di donne, con l'accezione di Maria madre di Gesù, e di poche altre donne)per misoginia?No, pensiamo di no-con un Joseph Fiennies che fa il ruolo del"buscador"-tribuno, di Cliff Curtis quale Yeshua(Gesù), di Peter Firth come Pilato. Bravi interpreti, film risucito , se consideriamo i limiti del tutto, che il film comuqnue si proponeva e riconosceva, diremo così,a priori...Ogni film di carattere"sacro"ha problemi a confrontarsi con gli altri, con i precedenti e in genere rimane dietro ai modelli presenti nei Vangeli e negli altri testi citati, ma... El Gato
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barbyrosemarie
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lunedì 1 maggio 2017
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quell'incontro è stupore e pace per clavio
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Il film vuole parlare, attraverso Clavio, ad ognuno di noi, dell'incontro personale di stupore nel nostro vissuto, con la realtà"Gesù"che ci cambia dentro.
Ben strutturato il personaggio di fantasia, Clavio, il Tribuno agli ordini di Tiberio, che giunto in Giudea, vuole accertarsi di “quel tale” Yeshua, appare tenace alla ricerca e spiegazione di ciò che è successo: la Resurrezione di Yeshua, rimane incredulo, ma va a fondo e quando vede e scopre insieme agli apostoli quel Yeshua che ha visto sulla croce…passa dallo stupore all’incontro con Gesù che si fa intimo in lui e intraprende un altro cammino.
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Il film vuole parlare, attraverso Clavio, ad ognuno di noi, dell'incontro personale di stupore nel nostro vissuto, con la realtà"Gesù"che ci cambia dentro.
Ben strutturato il personaggio di fantasia, Clavio, il Tribuno agli ordini di Tiberio, che giunto in Giudea, vuole accertarsi di “quel tale” Yeshua, appare tenace alla ricerca e spiegazione di ciò che è successo: la Resurrezione di Yeshua, rimane incredulo, ma va a fondo e quando vede e scopre insieme agli apostoli quel Yeshua che ha visto sulla croce…passa dallo stupore all’incontro con Gesù che si fa intimo in lui e intraprende un altro cammino.
In fondo quel Clavio è ognuno di noi alla ricerca di testimonianze e di segni della fede in Gesù e quando percepiamo nel nostro intimo, attraverso le esperienze del nostro vissuto, l’incontro con Lui, allora in noi qualcosa cambia.
Clavio sembra perseguire, con ambizione, la carriera di Tribuno vuole avere successo, soldi, famiglia, sicurezza e pace. Sono progetti estremamente terreni, ma quando si verifica l’incontro con Lui tutti i criteri cambiano e la pace acquisita è al di sopra di tutto.
Barbara
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gufetta76
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sabato 22 aprile 2017
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una resurrezione da far west
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Una regia buona e pulita con un 'ottima fotografia. Bravi gli attori Jhosef Finnes è migliorato tantissimo. Per quanto riguarda la storia, purtroppo un tema così importante è trattato in maniera sbrigativo e superficiale a prescindere dal fatto che si è credenti o meno. Qualche episodio degli Atti è stato anche citato ma un po' la storia in sé viene vanificata. Inoltre gli americani non possono proprio resistere a scene tipo far West o ai litri di sangue tipo gladiatore. Ci sono tante buone idee ma il film non arriva né coinvolge.
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diabolik0
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martedì 18 aprile 2017
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dignitoso
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Prodotto dignitoso ma certamente non originale.Su Gesù e la sua storia, ne sono stati fatti tanti di film, ma questo non è uno dei migliori.Andando a memoria direi che il più brutale, ma anche il più verosimile e meglio realizzato è "la "Passione di Cristo" di Gibson,in questo film ,invece c'è un personaggio immaginario,Claudio, che nelle intenzioni della regia dovrebbe essere il valore aggiunto e incarnarare tutti i dubbi dei miscredenti,tuttavia il tribuno sul piano psicologico è appena abbozzato e il dubbio sulla resurrezione e quindi sull'esistenza di Dio, non viene sviscerato sufficientemente e studiato con la dovuta attenzione, scontentando sia i credenti che gli atei.
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Prodotto dignitoso ma certamente non originale.Su Gesù e la sua storia, ne sono stati fatti tanti di film, ma questo non è uno dei migliori.Andando a memoria direi che il più brutale, ma anche il più verosimile e meglio realizzato è "la "Passione di Cristo" di Gibson,in questo film ,invece c'è un personaggio immaginario,Claudio, che nelle intenzioni della regia dovrebbe essere il valore aggiunto e incarnarare tutti i dubbi dei miscredenti,tuttavia il tribuno sul piano psicologico è appena abbozzato e il dubbio sulla resurrezione e quindi sull'esistenza di Dio, non viene sviscerato sufficientemente e studiato con la dovuta attenzione, scontentando sia i credenti che gli atei.,la figura del Cristo è affidata ad un attore svogliato e poco incisivo, che non ha il carisma che si conviene ad un personaggio dalla valenza e dallo spessore cosi ampio e così importante, da aver segnato il destino dell'umanità.Insomma si poteva fare di meglio
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luigi chierico
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giovedì 8 dicembre 2016
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interessante
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Ancora un film sulla vita, morte e resurrezione di Gesù mentre non ricordo che ce ne sia qualcuno sulla vita e la morte di Maometto, Budda e Confucio i cui corpi si sa dove siano conservati mentre del Cristo non si è mai trovata traccia. Il film ricostruisce quei momenti drammatici di circa 2000 anni fa che hanno segnato la storia. Un evento a cui non si è data razionale spiegazione condotta sullo schermo molto bene con cura e interrogativi ancor oggi irrisolti. Cristo fu crocifisso e su questo processo e sull’esecuzione non ci sono dubbi, la Resurrezione rimane una Verità affidata alla Fede e al dicitur dei suoi 12 apostoli divenuti oggi oltre un miliardo di credenti.
Il bravo regista Kevin Reynolds ha affrontato il dilemma in maniera seria riportandoci all’epoca dei fatti, sebbene con un realismo che non lascia spazio all’immaginazione.
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Ancora un film sulla vita, morte e resurrezione di Gesù mentre non ricordo che ce ne sia qualcuno sulla vita e la morte di Maometto, Budda e Confucio i cui corpi si sa dove siano conservati mentre del Cristo non si è mai trovata traccia. Il film ricostruisce quei momenti drammatici di circa 2000 anni fa che hanno segnato la storia. Un evento a cui non si è data razionale spiegazione condotta sullo schermo molto bene con cura e interrogativi ancor oggi irrisolti. Cristo fu crocifisso e su questo processo e sull’esecuzione non ci sono dubbi, la Resurrezione rimane una Verità affidata alla Fede e al dicitur dei suoi 12 apostoli divenuti oggi oltre un miliardo di credenti.
Il bravo regista Kevin Reynolds ha affrontato il dilemma in maniera seria riportandoci all’epoca dei fatti, sebbene con un realismo che non lascia spazio all’immaginazione. Il volto di Gesù è quello di Cliff Curtis, non è solo luce, le sue apparizioni sono umane come umane lo furono secondo i vangeli; apparve a Tommaso con le sue ferite ai polsi ed al costato. Sé è vero che in genere per rispetto e devozione non si fa interpretare la parte di Gesù, bene ha fatto invece il regista a darcene un’immagine, come ha fatto Mel Gibson nel suo famoso film “La passione di Cristo” affidando il volto ai al bravissimo James Caviezel. Non v’è dubbio che all’epoca tutti siano stati interessati a ritrovare il corpo del Crocifisso : i suoi seguaci per dargli degna sepoltura ,qualora non avessero sostenuto d’averlo rivisto dopo essere stato sepolto e sorvegliato dai soldati romani, i sacerdoti del Sinedrio che lo avevano voluto morto perché metteva a rischio il loro potere temporale e spirituale, il suo non ritrovamento testimoniava la sua professata promesso”il terzo giorno resusciterò”, infine i romani a cui il corpo martoriato del Crocifisso era stato affidato, costituendo una minaccia anche per Roma. La visione del film riporta alla luce tutto ciò lasciando ancora allo spettatore credente la visione della sua ascesa, e lasciando che il tribuno Clavio, il suo maggiore persecutore, interpretato bene da Joseph Fiennes, si convertisse.
Buona la fotografia, la ricostruzione dei luoghi, la sceneggiatura. In definitiva un film apprezzabile che si vede volentieri, sebbene riservato ad un pubblico scelto e ridotto.chibar22libero.it
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[+] gli ignorati film su profeti di altre religioni
(di sessantasette)
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elgatoloco
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mercoledì 30 novembre 2016
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il tema impedisce una narrazione più fluida
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Il tema religioso cristiano, per come ha influenzato, volendo/non volendo, la nostra cultura, al di là del fatto che autori /registi/interpreti siano credenti o agnostici o anche atei, è troppo"condizionante", per permettere una narrazione fluida e priva di sviluppi "impropri": lo si vede in questo"Risen"di Kevin Reynolds, tecnicamente ben realizzato, ma disuguale nella narrazione, con un inizio"militare", uno sviluppo da inchiesta, condotta dal tribuno militare Clavio, una conclusione(ma anche un subfinale)di tipo sostanzialmente apologetico, nella quale il tribuno in questione si converte sic et simpliciter alla nuova fede-a parte l'"improprietà"storica rispetto ai Vangeli, anche apocrifi, dove non sono i"grandi"a convertirsi, ma gli"umili", c'è da sottolineare un altro elemento, per cui appunto, un finale apologetico contrasta totalmente con la volontà di ricerca(non ho visto"L'inchiesta"di Damiani, film opportunamente citato nella recensione"ufficiale", ma ne ho letto, apprendendo che là la volontà di condurre, appunto, un'inchiesta, rimanga coerente a se stessa, né avrebbe potuto essere diversamente, vista la"laicità totale"di un soggettista come Ennio Flaiano.
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Il tema religioso cristiano, per come ha influenzato, volendo/non volendo, la nostra cultura, al di là del fatto che autori /registi/interpreti siano credenti o agnostici o anche atei, è troppo"condizionante", per permettere una narrazione fluida e priva di sviluppi "impropri": lo si vede in questo"Risen"di Kevin Reynolds, tecnicamente ben realizzato, ma disuguale nella narrazione, con un inizio"militare", uno sviluppo da inchiesta, condotta dal tribuno militare Clavio, una conclusione(ma anche un subfinale)di tipo sostanzialmente apologetico, nella quale il tribuno in questione si converte sic et simpliciter alla nuova fede-a parte l'"improprietà"storica rispetto ai Vangeli, anche apocrifi, dove non sono i"grandi"a convertirsi, ma gli"umili", c'è da sottolineare un altro elemento, per cui appunto, un finale apologetico contrasta totalmente con la volontà di ricerca(non ho visto"L'inchiesta"di Damiani, film opportunamente citato nella recensione"ufficiale", ma ne ho letto, apprendendo che là la volontà di condurre, appunto, un'inchiesta, rimanga coerente a se stessa, né avrebbe potuto essere diversamente, vista la"laicità totale"di un soggettista come Ennio Flaiano...)che il fim si era proposto. Colori a tratti anche"scintillanti"contrastano ancora una volta con l'intenzione di fondo, che avrebbe voluto/dovuto essere più"sobria", ispirata, appunto, alla ricerca. Lungi dal ridurre la figura di Cristo a"mito", si sarebbe potuto problematizzare il tema, il che invece si è perso, come ho cercato di dimostrare, in corso d'opera. Musiche non sempre adeguate, interpreti validi, ma, per es., nella figura di Pietro, troppo"carichi", con un entusiasmo e una verve che non sarebbe minimamente coerente con quanto ci si era proposti. Tutto sommato, forse, da un lato erano "migliori"(perché più coerenti) film come quelli apologetici e , dall'altro lato, i film à la"L'ultima tentazione di Cristo", ossia i film che volevano rappresentare una sorta di"dark side", di "verità nascoste", mentre qui siamo in una specie di"No-an's land"abbastanza improprio, per non dire, più volgarmente, che l'opera non è"né carne né pesce"... El Gato
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