Apple (Vanessa Hudgens) è una sedicenne dei nostri tempi: disastrata psicologicamente ed esteticamente. Rozza e aggressiva con chiunque, piercing improponibili e capelli che non hanno mai conosciuto shampoo e pettine; è proprio traumatizzata. Colpa anche, ma non solo, di una madre menefreghista e drogata (Rosario Dawson). La ragazza ha comunque la lucidità di decidere di fuggire di casa, alla ricerca del padre naturale (Brendan Fraser) ricco e buono, ma padre e marito per conto suo. Sarà disposto ad aiutarla? Ma, soprattutto, cos'è che spinge Apple a cercare questa strana svolta alla sua vita da simil-squatter?
Il tema affrontato da questa pellicola è delicato e merita rispetto. Allo stesso modo va apprezzato il tentativo del regista-sceneggiatore Krauss di non scadere nella facile retorica.
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Apple (Vanessa Hudgens) è una sedicenne dei nostri tempi: disastrata psicologicamente ed esteticamente. Rozza e aggressiva con chiunque, piercing improponibili e capelli che non hanno mai conosciuto shampoo e pettine; è proprio traumatizzata. Colpa anche, ma non solo, di una madre menefreghista e drogata (Rosario Dawson). La ragazza ha comunque la lucidità di decidere di fuggire di casa, alla ricerca del padre naturale (Brendan Fraser) ricco e buono, ma padre e marito per conto suo. Sarà disposto ad aiutarla? Ma, soprattutto, cos'è che spinge Apple a cercare questa strana svolta alla sua vita da simil-squatter?
Il tema affrontato da questa pellicola è delicato e merita rispetto. Allo stesso modo va apprezzato il tentativo del regista-sceneggiatore Krauss di non scadere nella facile retorica. Un po' meno semplificazione dei ruoli e degli sviluppi narrativi però sarebbe stata gradita. La nota più lieta forse sta nella buona volontà mostrata da Vanessa Hudgens nel proporsi come un'attrice vera e propria. Se continuerà a imbruttirsi come ha fatto in questo film, chissà, potrebbe persino vincere una statuetta.
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