giusy75l
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domenica 20 giugno 2010
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finamente un film che trasmette emozione!
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Sono rimasta piacevolmente colpita dalla visione di questo film, perchè non è un film come tanti altri.
Prima o poi tutti ci siamo trovati di fronte al dolore di un amore finito, ed il regista è stato bravissimo perchè è riuscito a trasmenttere tutte le emozioni e gli stati d'amino che compongono questo momento particolare del personaggio.
Originale la trama e bravissimi gli attori, per tutto il film si è coinvolti in un susseguirsi di situazioni strane ai limititi del surreale.
Infatti alla fine non si capisce bene se è successo tutto veramente o è stato solo un sogno del protagonista che, comunque sia, trova il modo di andare avanti e guardare oltre.
Bravi!! Consigliato
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brian77
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domenica 20 giugno 2010
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per chi?
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Il problema non è che si tratta dell'ennesimo film italiano che sembra non aver assolutamente nulla da dire. Il problema è che quasi tutto il "nuovo" cinema italiano è brutto per gli stessi motivi, per il senso di impaccio che circola nelle inquadrature e nella direzione degli attori, per la vacuità pretenziosa e scolastica delle vicende, per il fatto che non si riesce a capire a quale pubblico voglia rivolgersi. Non c'è né la concreta dimensione spettacolare dei generi, con la loro passione narrativa e formale bigger than life, né la complessità intellettuale di un cinema davvero ambizioso, d'autore. C'è un chiacchiericcio minuto, asfittico. Certo, qui c'è la trovata fiabesco-bizzarra (andiamoci piano col termine surreale.
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Il problema non è che si tratta dell'ennesimo film italiano che sembra non aver assolutamente nulla da dire. Il problema è che quasi tutto il "nuovo" cinema italiano è brutto per gli stessi motivi, per il senso di impaccio che circola nelle inquadrature e nella direzione degli attori, per la vacuità pretenziosa e scolastica delle vicende, per il fatto che non si riesce a capire a quale pubblico voglia rivolgersi. Non c'è né la concreta dimensione spettacolare dei generi, con la loro passione narrativa e formale bigger than life, né la complessità intellettuale di un cinema davvero ambizioso, d'autore. C'è un chiacchiericcio minuto, asfittico. Certo, qui c'è la trovata fiabesco-bizzarra (andiamoci piano col termine surreale...) che aggira la solita storiellina degli studenti in un appartamentino, ma lo spirito di fondo è sempre quello. Non ce l'ho con questo film in particolare, che anzi per certi versi è migliore di altri italiani. Ma vorrei capire perché decine di migliaia di persone dovrebbero in questi giorni uscire di casa, pagare il biglietto, passarsi il sabato sera a vederlo: perché se si fa un film, se si fa cinema, è per attirare in sala decine di migliaia di persone a cui si ha qualcosa da dire, e non per farlo vedere a quattro amici, siamo d'accordo su questo?
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(di kronos)
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plinius
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domenica 20 giugno 2010
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un lutto lungo un sogno
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Lo scontro con una ragazza misteriosa e lo svolazzare di fogli su cui è scritta (forse alla rinfusa) una lezione di vita, apre il varco che introduce il protagonista in una dimensione intima e trasognante. Un'esperienza onirica che rielabora l'esperienza di un lutto attraverso una ridefinizione del tempo che scorre ed una reinterpretazione delle relazioni intrise di possibilità trasformative permettendo di superare il nostalgico appiglio al passato. Nella sua peregrinazione notturna il protagonista incontra tanti personaggi alle prese con una propria elaborazione di un lutto (che sia un marito, un amico immaginario, la donna impossibile dei propri sogni, una relazione destinata a finire, un testamento da firmare) il tutto adombrato dal blu, colore simbolo della depressione e anche della riflessione, in una notte lunga ed intensa.
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Lo scontro con una ragazza misteriosa e lo svolazzare di fogli su cui è scritta (forse alla rinfusa) una lezione di vita, apre il varco che introduce il protagonista in una dimensione intima e trasognante. Un'esperienza onirica che rielabora l'esperienza di un lutto attraverso una ridefinizione del tempo che scorre ed una reinterpretazione delle relazioni intrise di possibilità trasformative permettendo di superare il nostalgico appiglio al passato. Nella sua peregrinazione notturna il protagonista incontra tanti personaggi alle prese con una propria elaborazione di un lutto (che sia un marito, un amico immaginario, la donna impossibile dei propri sogni, una relazione destinata a finire, un testamento da firmare) il tutto adombrato dal blu, colore simbolo della depressione e anche della riflessione, in una notte lunga ed intensa. L'importanza del nutrirsi di relazioni quando è il momento di ricominciare e dare uno sguardo al passato per lasciarlo andare definitivamente. Un'ottima fotografia, belle le riprese di Catania in notturna (in un'era in cui la città brillava di luce propria e di cui oggi non si può che cercare di elaborarne il lutto) ed una trama creativa e sognante. Di contro forse qualche pecca nel potpourrì di accenti che poco hanno da spartire col dialetto catanese; qualche recitazione che non lascia il segno (fatta eccezione per una ragazza "folle" con cui il protagonista interagisce verso la fine del film), in alcuni punti lento ma proprio perché un viaggio intimo nel profondo del proprio animo. Personalmente ho apprezzato la scelta del pezzo di Francois e le Coccinelle mentre un po' meno il cantato di Sangiorgi. Non vorrei risultare blasfemo ma appena sono uscito ho pensato a “film blu” di Kiesloswki e in un certo senso agli aspetti enigmatici dei film di Lynch coi suoi personaggi bizzarri ma emblematici.
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scostumatus
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sabato 19 giugno 2010
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consigliato ,mi ha piacevolmente impressionato.
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UN film bellissimo ed introspettivo in cui mondo onirico e realtà si fondono dando libero spazio all'interpretazione dello spettatore. Bellissima la regia che ci guida per le strade illuminate di Catania e molto caratterizzati i personaggi. Un film che vuole lasciare un messaggio , cosa che capita molto di rado con i film che escono normalmente al cinema. Assolutamente consigliato.
Andrea
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stonemovies
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giovedì 17 giugno 2010
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forum con recensioni prima che esca?
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Perchè si fa uso del forum con recensioni da parte del pubblico con un film che il pubblico ancora non ha visto. Malcostume italiano.
In bocca al lupo a Gangemi ed andrò sicuramente a vedere il suo film.
[+] esistono i festival cinematografici!
(di gianninosalvo)
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alessandra nenci
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domenica 15 novembre 2009
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una notte lunga una vita
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Cosa sarebbe successo a Dino Malaspina se quella notte non avesse incrociato la luce al neon della pizzeria d'asporto "Blu cobalto"? Sicuramente avrebbe perso la sua occasione di riscatto, perche certi treni, si sà, non ripassano.
E quella che ci racconta Gangemi in questa moderna favola surreale, con uno stile che raramente contraddistingue un'opera prima, è proprio l'avventua che iniza con l'incontro tra un ragazzo al margine della propria "linea d'ombra" e una pizzeria che ne segnerà inevitabilmente il destino, in una lunga notte in cui anche i sogni più audaci diventeranno magicamente possibili.
Gangemi sa raccontare, dote indispensabile per un regista, ma conosce anche la materia che affronta, fatta di sogni, speranze, sentimenti inquieti e voglia di riscatto.
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Cosa sarebbe successo a Dino Malaspina se quella notte non avesse incrociato la luce al neon della pizzeria d'asporto "Blu cobalto"? Sicuramente avrebbe perso la sua occasione di riscatto, perche certi treni, si sà, non ripassano.
E quella che ci racconta Gangemi in questa moderna favola surreale, con uno stile che raramente contraddistingue un'opera prima, è proprio l'avventua che iniza con l'incontro tra un ragazzo al margine della propria "linea d'ombra" e una pizzeria che ne segnerà inevitabilmente il destino, in una lunga notte in cui anche i sogni più audaci diventeranno magicamente possibili.
Gangemi sa raccontare, dote indispensabile per un regista, ma conosce anche la materia che affronta, fatta di sogni, speranze, sentimenti inquieti e voglia di riscatto.
A questo si aggiunge un'ottima prova degli attori (su tutti Haber nella sua prova migliore) e la raffinata colonna sonora di Giuliano Sangiorgi che rendono questo film un cult del cinema indipendente.
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raffaele.renzi
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domenica 15 novembre 2009
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pizza e sogni a domicilio
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Straordinario esordio per un film italiano dal respiro internazionale.
Pellicola unica nel suo genere, "Una notte blu cobalto" è un film solido, rigorso e stilisticamente impeccabile.
Dino Malaspina, protagonsita interpretato da un Corrado Fortuna in stato di grazia, è uno studente fuoricorso, colto in un momento particolare della sua vita: quello della fine di una storia d´amore. Tutto ciò lo blocca ma insieme a questo c´è qualcosa di irrisolto nella sua vita. E noi seguiremo le ventiquattrore di questa vicenda. Ma soprattutto lo seguiremo in una lunga notte, che per Dino significherà una scelta da cui dipenderà la sua stessa felicità. E il tutto avviene dall´incontro con una strana pizzeria, la "Blue Cobalto" appunto, che diventerà più un luogo dell´anima che un luogo dello spazio.
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Straordinario esordio per un film italiano dal respiro internazionale.
Pellicola unica nel suo genere, "Una notte blu cobalto" è un film solido, rigorso e stilisticamente impeccabile.
Dino Malaspina, protagonsita interpretato da un Corrado Fortuna in stato di grazia, è uno studente fuoricorso, colto in un momento particolare della sua vita: quello della fine di una storia d´amore. Tutto ciò lo blocca ma insieme a questo c´è qualcosa di irrisolto nella sua vita. E noi seguiremo le ventiquattrore di questa vicenda. Ma soprattutto lo seguiremo in una lunga notte, che per Dino significherà una scelta da cui dipenderà la sua stessa felicità. E il tutto avviene dall´incontro con una strana pizzeria, la "Blue Cobalto" appunto, che diventerà più un luogo dell´anima che un luogo dello spazio. E qui incontrerà uno strano proprietario, un'insolito e straordinario Alessandro Haber, che lo inizierà al lavoro citando i passi de "L'arte della guerra" di Sun Tzu. Da qui inizierà il viaggio del protagonista e l´incontro con i clienti di questa strana pizzeria. Improvvisamente, la sua iniziale chiusura e la sua solitudine si confronteranno con quella degli altri. Perché i clienti, oltre alle proprie case, a Dino apriranno la propria vita.
Un'omirica ed emozionante visione del cinema e della vita come viaggio ed occasione di riscatto.
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stardust
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venerdì 11 settembre 2009
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migliore opera prima a houston
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Houston (Texas), 28 apr. - (Adnkronos) - E' l'italiano Daniele Gangemi il regista che ha vinto il premio per la "Migliore opera prima" al 42esimo Worldfest International Independent Film Festival di Houston in Texas. Regista giovanissimo, classe '80, Gangemi e' nato a Catania e la sua pellicola d'esordio dal titolo "Una notte blu cobalto" (diventato in U.S.A. "Cobalt Blue Night") ha conquistato oltre alla giuria anche il pubblico americano, registrando il sold out in sala ad ogni proiezione. Il cast e' composto dagli attori Alessandro Haber, Corrado Fortuna, Regina Orioli e Valentina Carnelutti e le musiche sono state scritte per Gangemi dal cantante e compositore Giuliano Sangiorgi, leader della band salentina dei Negramaro.
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