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achab50
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venerdì 12 dicembre 2014
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attualissimo per la situazione italiana
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Un film perfettamente costruito, con una regia sapiente, una fotografia che contribuisce ai dialoghi ed agli stati d'animo, interpreti perfettamente nella parte. Ma soprattutto una situazione, quella dei clandestini, che si attaglia quasi profeticamente alla strisciante forma di neorazzismo che si sta gonfiando in italia. Non voglio buttarla in politica, ma mi sembra giusto segnalare un film che induce a riflessioni profonde.
Non dirò una parola sulla trama, ma solo sul finale, straordinario, poetico ed appagante che ti lascia la bocca buona, nonostante la vicenda sia di per sè ustionante.
Chapeau!
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filippo catani
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venerdì 21 giugno 2013
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e ora cosa farai?
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Confine USA- Messico. Un immigrato clandestino messicano riesce a trovare ospitalità e lavoro presso un abitante del luogo che finisce con l'affezionarsi a lui. Quando il messicano viene ucciso da una guardia di confine, l'amico decide di prendere le redini del caso da solo vedendo che la polizia cerca di insabbiare il caso. L'uomo rapirà quindi l'assassino per portarlo nel paese d'origine del giovane amico per dargli una degna sepoltura.
Un dramma intenso che sfocia nel western e che tocca da vicino l'annoso problema dell'immigrazione clandestina tra Messico e USA. L'opera è targata quasi per intero Lee Jones in quanto interprete principale, regista, produttore (insieme tra gli altri anche a Besson) e sceneggiatore.
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Confine USA- Messico. Un immigrato clandestino messicano riesce a trovare ospitalità e lavoro presso un abitante del luogo che finisce con l'affezionarsi a lui. Quando il messicano viene ucciso da una guardia di confine, l'amico decide di prendere le redini del caso da solo vedendo che la polizia cerca di insabbiare il caso. L'uomo rapirà quindi l'assassino per portarlo nel paese d'origine del giovane amico per dargli una degna sepoltura.
Un dramma intenso che sfocia nel western e che tocca da vicino l'annoso problema dell'immigrazione clandestina tra Messico e USA. L'opera è targata quasi per intero Lee Jones in quanto interprete principale, regista, produttore (insieme tra gli altri anche a Besson) e sceneggiatore. Un ragazzo esaltato si trasferisce sul confine per cercare di vincere una sorta di noia esistenziale uccidendo e imperversando su incolpevoli messicani. Il tutto mentre la sua compagna è più annoiata di lui lontana dalle amiche e soprattutto dagli amatissimi centri commerciali. Poi c'è il personaggio di Lee Jones che vive come un personaggio di un western e decide di applicarne la legge cercando di fare intraprendere al suo giovane rapito una sorta di viaggio di formazione. Lungo il cammino anche lo stesso protagonista avrà modo di riflettere su vari aspetti della sua vita aiutato anche dai vari personaggi incontrati lungo questa sorta di Via Crucis (il più malinconico è sicuramente il povero vecchio cieco che chiede solo di morire). Un film tosto e ben confezionato sul probelma dell'immigrazione che, anche alle nostre latitudini, troppo spesso viene liquidato con sufficenza o con l'invocazione dell'uso delle armi. L'invocazione finale della povera guardia di confine (ora cosa farai?) è il giusto epilogo di una catena di eventi che hanno lasciato un marchio indelebile sconvolgendone definitivamente i protagonisti che dovranno cercare di riprendere la loro vita.
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lucas80
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venerdì 14 settembre 2012
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peccato.
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Sarebbe un bel film se non ci fossero alcuni buchi nella trama: Melquiades era un visionario? Jimenez non è mai esistita? Quella donna era una prostituta? Perchè allora esiste una foto che la ritrae con Estrada? E perchè dice di non conoscerlo?
La fotografia e quei magnifici paesaggi però regalano emozioni vere.
Conclusione? Tommy Lee Jones meglio come attore che come regista.
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starbuck
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sabato 18 agosto 2012
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cent'anni di solitudine per tommy lee jones
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Tommy Lee Jones ha dichiarato in una recente intervista di trovarsi bene li dove è più o meno sempre vissuto, ossia in un ranch assieme a cow-boys e cavalli. Pertanto alla sua età ha pensato di usare la sua esperienza per raccontare da regista quel mondo che ha sempre amato. Lo fa tratteggiando personaggi vagamente mitici da una parte, squallidamente decadenti da un'altra: il protagonista Pete Perkins è un individuo misterioso del quale si stenta a capire la reale collocazione nel mondo nel quale vive, l'assurda vicenda che lo coinvolge sembra fatta apposta per affrancarlo definitivamente da una realtà che non lo rigurda più: raggiunto in modo rocambolesco il suo improbabile obbiettivo, si allontana senza una meta precisa in groppa ad un ciuco come la statuina di un presepe.
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Tommy Lee Jones ha dichiarato in una recente intervista di trovarsi bene li dove è più o meno sempre vissuto, ossia in un ranch assieme a cow-boys e cavalli. Pertanto alla sua età ha pensato di usare la sua esperienza per raccontare da regista quel mondo che ha sempre amato. Lo fa tratteggiando personaggi vagamente mitici da una parte, squallidamente decadenti da un'altra: il protagonista Pete Perkins è un individuo misterioso del quale si stenta a capire la reale collocazione nel mondo nel quale vive, l'assurda vicenda che lo coinvolge sembra fatta apposta per affrancarlo definitivamente da una realtà che non lo rigurda più: raggiunto in modo rocambolesco il suo improbabile obbiettivo, si allontana senza una meta precisa in groppa ad un ciuco come la statuina di un presepe. Forse non tutti sanno che Melqiades è il nome di un personaggio centrale del celebre romanzo di Gabriel Garcia Marquez "Cent'anni di solitudine", voglio pensare che l'autore abbia tratto ispirazione dalla saga dei Buendia nel dare un nome al suo eroe. La frontiera col Messico raremente come in in questo film ci appare come qualcosa di effimero, inconsistente, insondabile; una zona grigia nella quale tutto diventa possibile, dove è inutile tentare di stabilire regole e gerarchie certe. Tutto sommato un film discreto, forse un pò eccessivo in alcune sue parti. Assolutamente indimenticabile e rivelatrice la scena del bivacco di cow-boys che guardano una soap-opera in mezzo al deserto.
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dario
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giovedì 9 agosto 2012
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robusto
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Film dolente, umano, incentrato sul valore dell'amicizia, della solidarietà. Grande prova attoriale di Lee Jones che come regista evita trappole tradizionali e dirige con personalità, senza distrazioni. Qualche sottolineatura di troppo e qualche schematismo, ma tutto si nasconde nell'essenzialità, nella robustezza e nel risparmio, anche dialettico.
Esemplare la lezione di vita, l'invito al rispetto di tutti e tutto.
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dandy
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venerdì 6 aprile 2012
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coinvolgente,seppur non eccelso.
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Dopo aver diretto un telefilm nel'95,Jones si unisce a quella schiera di attori(alcuni bravi altri meno)che decidono di passare dietro la macchina da presa,con esiti alternati.Il risultato qui,è decisamente sopra la media.Storia di un novello Michael Kohlhaas deciso a far rispettare la giustizia che altri sembrano ignorare,e riflessione malinconica sull'immagine dell'America come sogno di una nuova vita,(nonchè del mito della propria terra natia)irrimediabilmente sfiorita e demolita ai giorni nostri.La prima parte è costruita come un mosaico(facce,luoghi,sensazioni,sbalzi temporali).La seconda vira decisamente verso il western,più distesa e lineare.
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Dopo aver diretto un telefilm nel'95,Jones si unisce a quella schiera di attori(alcuni bravi altri meno)che decidono di passare dietro la macchina da presa,con esiti alternati.Il risultato qui,è decisamente sopra la media.Storia di un novello Michael Kohlhaas deciso a far rispettare la giustizia che altri sembrano ignorare,e riflessione malinconica sull'immagine dell'America come sogno di una nuova vita,(nonchè del mito della propria terra natia)irrimediabilmente sfiorita e demolita ai giorni nostri.La prima parte è costruita come un mosaico(facce,luoghi,sensazioni,sbalzi temporali).La seconda vira decisamente verso il western,più distesa e lineare.Un pò esagerato nella contrapposizione tra guardie di frontiera violente(anche nel privato)e messicani sostanzialmente buoni e umanitari.Azzeccati i personaggi della cameriera e dello sceriffo,commovente il cieco rimasto solo.I paesaggi sono utilizzati in modo non banale.Un film personale,non per tutti,ma se ci si lascia trasportare non dispiace affatto.
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taniamarina
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mercoledì 7 settembre 2011
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film rude e raffinato
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Lee Jones dichiarò apertamente di odiare la musica logica, quella morriconiana che ha un filo conduttore e sai già dove ti porta. Jones è infatti un attore-regista rude, e lo è con tutta la raffinatezza che può permettersi. In questo suo film la morte viene vissuta senza mezzi termini, scarna e scarnificata, un mezzo efficacissimo per far riflettere su cosa siamo e, dopotutto, cosa dovremmo fare per sentirci vivi. Spesso nella pellicola Jones si confronta con il cadavere, e a volte sembra apparire più morto di lui. Lee Jones, insomma, grida al simbolo, al valore che ogni uomo dovrebbe portarsi dietro, una tacita critica (mica tanto) a ciò che si è oggi, tra paesaggi wester splendidi in cui suonano cellulari e sbraitano computers, tra persone che si vendono ed altre che non vogliono farsi comprare.
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Lee Jones dichiarò apertamente di odiare la musica logica, quella morriconiana che ha un filo conduttore e sai già dove ti porta. Jones è infatti un attore-regista rude, e lo è con tutta la raffinatezza che può permettersi. In questo suo film la morte viene vissuta senza mezzi termini, scarna e scarnificata, un mezzo efficacissimo per far riflettere su cosa siamo e, dopotutto, cosa dovremmo fare per sentirci vivi. Spesso nella pellicola Jones si confronta con il cadavere, e a volte sembra apparire più morto di lui. Lee Jones, insomma, grida al simbolo, al valore che ogni uomo dovrebbe portarsi dietro, una tacita critica (mica tanto) a ciò che si è oggi, tra paesaggi wester splendidi in cui suonano cellulari e sbraitano computers, tra persone che si vendono ed altre che non vogliono farsi comprare. Il finale è un inno alle opere di Leone, con attori straordinari. Film bellissimo
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reservoir dogs
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martedì 26 ottobre 2010
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assassinio e redenzione di un poliziotto
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La storia di un poliziotto che sfoga le sue problematiche personali attraverso il suo lavoro, che ha una donna insoddisfatta del sui rapporto con lui.
Poliziotto che uccide per errore un messicano, l'unico amico del morto lo sequestra per portarlo insieme al cadavere in Messico nel paese del defunto.
Il viaggio che fa insieme all'unico amico della vittima è un percorso introspettivo dove apprende tra le tante cose il concetto di causa-effetto in più di un' occasione.
Tommy Lee Jones al suo esordo come regista firma un western sull'assassinio e la redenzione di un poliziotto dove lo stesso Jones si fa redentore.
Guillermo Alliaga ci propone una storia diversa dal suo solito per la sua struttura in quanto ci aveva abituato al montaggio parallello: Due o più storie separate che si incrociano per un unico evento(21 grammi - Babel - The burning plain) mentre in questo film è presente il montaggio alternato: La stessa storia che si ramifica in più parti.
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cianoz
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lunedì 16 agosto 2010
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bellissimo
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Bellissimo film. Una storia semplice, ma dipinta, più che raccontata, con atmosfere altamente suggestive ed emozionanti. Paesaggi e personaggi caratteristici, dialoghi sapientemente ridotti (che fanno venire in mente un po' i western di Sergio Leone). Tommy Lee Jones si conferma un attore bravissimo, perfetto per incarnare personaggi di questo tipo. Le due ore del film scorrono piacevoli, grazie anche alla "tecnica" alla Tarantino di assemblare flash back di scene svoltesi in tempi diversi, che qui contribuisce molto e bene a dare al film un qualcosa di particolare in più. Bellissime le musiche dell'italo-americano Marco Beltrami, che contribuiscono non poco alla qualità complessiva del film.
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Bellissimo film. Una storia semplice, ma dipinta, più che raccontata, con atmosfere altamente suggestive ed emozionanti. Paesaggi e personaggi caratteristici, dialoghi sapientemente ridotti (che fanno venire in mente un po' i western di Sergio Leone). Tommy Lee Jones si conferma un attore bravissimo, perfetto per incarnare personaggi di questo tipo. Le due ore del film scorrono piacevoli, grazie anche alla "tecnica" alla Tarantino di assemblare flash back di scene svoltesi in tempi diversi, che qui contribuisce molto e bene a dare al film un qualcosa di particolare in più. Bellissime le musiche dell'italo-americano Marco Beltrami, che contribuiscono non poco alla qualità complessiva del film. Un film sull'amicizia in stile western moderno. Davvero particolare e ben fatto. Da vedere.
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mirror
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domenica 30 maggio 2010
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capolavoro
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fare un western di questo livello dopo che clint eastwood con gli Spietati aveva chiuso la porta è incredibile. Un capolavoro per i significati, i livelli di lettura, la bellezza fotografica, gli attori e la grazia della regia di uno straordinario Tommy Lee Jones. Imperdibile per chi ama il vero cinema d'arte
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