Titolo originale Zwartboek.
Guerra,
durata 135 min.
- Paesi Bassi, Gran Bretagna, Germania, Belgio 2006.
- DNC Entertainment
uscita venerdì 2febbraio 2007.
MYMONETROBlack Book
valutazione media:
3,37
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
ll film è basato su una storia vera ed è ambientato in Olanda nel 1944 durante l'occupazione nazista. La protagonista principale è una cantante ebrea Rachel Steinn, interpretata dalla sensuale attrice olandase Carice van Houten, che trovandosi sola dopo l'assassinio dei genitori e del fratello da parte delle SS tedesche, si unisce alla Resistenza olandese assumendo la falsa identità di Ellis de Vries e sfruttando le sue capacità canore e la sua bellezza diventa l'amante del capo dei servizi di sicurezza delle SS Ludwing Müntze (Sebastian Koch). La sceneggiatura della pellicola è ovviamente romanzata ma mantiene sempre un giusto equilibrio tra le scene un po' più violente e quelle romantico/erotiche risultando molto articolata tenuto conto dei tanti personaggi appartenenti alle SS e alla Resistenza.
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ll film è basato su una storia vera ed è ambientato in Olanda nel 1944 durante l'occupazione nazista. La protagonista principale è una cantante ebrea Rachel Steinn, interpretata dalla sensuale attrice olandase Carice van Houten, che trovandosi sola dopo l'assassinio dei genitori e del fratello da parte delle SS tedesche, si unisce alla Resistenza olandese assumendo la falsa identità di Ellis de Vries e sfruttando le sue capacità canore e la sua bellezza diventa l'amante del capo dei servizi di sicurezza delle SS Ludwing Müntze (Sebastian Koch). La sceneggiatura della pellicola è ovviamente romanzata ma mantiene sempre un giusto equilibrio tra le scene un po' più violente e quelle romantico/erotiche risultando molto articolata tenuto conto dei tanti personaggi appartenenti alle SS e alla Resistenza. Nonostante la durata (2 ore e 20 minuti) la pellicola scorre veloce senza un attimo di pausa grazie ad un accurato montaggio ed una impeccabile regia di Paul Verhoeven. Buono il cast di attori e una menzione merita l'attrice Carice van Houten che con i suoi lucenti occhi chiari e il suo corpo sinuoso ammalia lo spettatore stemperando il clima drammatico alla base dell'intera vicenda. In sostanza un film da vedere; voto: 7/10.
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La visione fantastica di Paul Verhoeven, che si adatta alla perfezione al suo Starship Troopers - Fanteria dello spaziodel 1997, sembra invece stonare nel racconto di fatti di guerra, torture di prigionieri ed eccidi di ebrei, fino a risultare disturbante e irrispettosa o quanto meno inappropriata rispetto alla tragicità degli eventi narrati. Ma questa è la cifra della sua arte.
I personaggi sono eroi da fumetti, tratteggiati a grandi linee, come in una strip a colori, si muovono meccanicamente secondo logiche semplici, in un’atmosfera irreale a contrasto con quanto accade sulla scena, che si ispira a eventi drammatici realmente avvenuti nell’Olanda occupata dai nazisti e di cui Verhoeven ha fatto esperienza sebbene fosse ancora un bambino.
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La visione fantastica di Paul Verhoeven, che si adatta alla perfezione al suo Starship Troopers - Fanteria dello spaziodel 1997, sembra invece stonare nel racconto di fatti di guerra, torture di prigionieri ed eccidi di ebrei, fino a risultare disturbante e irrispettosa o quanto meno inappropriata rispetto alla tragicità degli eventi narrati. Ma questa è la cifra della sua arte.
I personaggi sono eroi da fumetti, tratteggiati a grandi linee, come in una strip a colori, si muovono meccanicamente secondo logiche semplici, in un’atmosfera irreale a contrasto con quanto accade sulla scena, che si ispira a eventi drammatici realmente avvenuti nell’Olanda occupata dai nazisti e di cui Verhoeven ha fatto esperienza sebbene fosse ancora un bambino.
L’apparente complessità della trama con una serie di contraddizioni, che è inutile evidenziare, riproduce la complessità delle vicende umane su di un piano puramente immaginario, in un rivissuto onirico che non si può raffrontare con quella che volgarmente viene definita realtà.
A Paul Verhoeven non interessa la realtà e nemmeno la verosimiglianza e mentre trascrive su celluloide i sogni o meglio gli incubi della sua infanzia la fantasia dell’artista prende il sopravvento trasformando i ricordi o le storie ascoltate in un’opera di pura fantasia in cui il gusto del colore e del movimento predominano sulle motivazioni e sull’introspezione psicologica dei personaggi fino ad annullarne l’umanità.
Così gli eroi di Fanteria dello spazio ritornano sotto altre vesti ed al posto dei mostri alieni ci sono i nazisti, oppure nel’97 erano i mostri alieni a rappresentare simbolicamente la ferocia disumana dei nazisti.
Ottimo il cast e perfettamente a loro agio, nella parte di fumetti tridimensionali, i due protagonisti, Carice van Houten e Sebastian Koch, quest’ultimo destinato a impersonare nuovamente un ufficiale nazista in Opera senza autore del 2018. [-]
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La seconda guerra mondiale, il nazismo, la persecuzione contro gli ebrei ecc. è stata una notevole fonte per attingere storie da portare sullo schermo.
Il movimento partigiani è stato al centro di tante vicende vere o fantastiche.
L’Italia, la Francia, la Polonia sono state le nazioni che hanno fornito il maggior numero di storie, sia vere che frutto di fantasia. Sono tanti che per non far torto a nessuno non se ne nomina nessuno. Questa volta la vicenda si svolge in Olanda poco prima della fine del conflitto. Occupata dai Nazisti ancora e sempre in gran forma, nelle loro curate divise piene di mostrine a mostrare il valore provato più nei salotti e bordelli che in campo di battaglia, si fan forti per il gran coraggio nel perseguitare i deboli ed indifesi.
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La seconda guerra mondiale, il nazismo, la persecuzione contro gli ebrei ecc. è stata una notevole fonte per attingere storie da portare sullo schermo.
Il movimento partigiani è stato al centro di tante vicende vere o fantastiche.
L’Italia, la Francia, la Polonia sono state le nazioni che hanno fornito il maggior numero di storie, sia vere che frutto di fantasia. Sono tanti che per non far torto a nessuno non se ne nomina nessuno. Questa volta la vicenda si svolge in Olanda poco prima della fine del conflitto. Occupata dai Nazisti ancora e sempre in gran forma, nelle loro curate divise piene di mostrine a mostrare il valore provato più nei salotti e bordelli che in campo di battaglia, si fan forti per il gran coraggio nel perseguitare i deboli ed indifesi. Ma come se non bastasse si avvalgono di traditori, di gente che fa il doppio gioco,spie e contro spie. Il film girato molto bene, con delle buone fotografie ed una eccellente ricostruzione ambientale mostra una Amsterdam accogliente in ogni senso.
Le donne si offrono liberamente ai feldmarescialli, agli ufficiali delle SS come ai soldati, durante abbondanti pranzi in ricchi saloni. C’è chi canta per chi conta, chi offre le sue grazie, grazie alla libertà di costumi a cui ha portato la guerra. Costumi di cui si può fare a meno in privato ed in pubblico.
La giovane cantante ebrea Rachel Steinn riesce a fuggire da Berlino per rifugiarsi in Olanda, entra a far parte di un gruppo di partigiani che le affidano l’incarico di avvicinare il generale tedesco Muntze per carpire importanti segreti.
I due personaggi sono affidati alla brava, ma ancor più bella e generosa
Carice van Houten e al bravo e gaudente Sebastian Koch. L’intricata storia narrata in oltre due ore va vista perché è ricca di avvenimenti, di sorprese, come di tradimenti e morti. La guerra spesso induce, anche chi non dovrebbe, a tradire non solo l’amore, ma anche la famiglia e la Patria. Il dio denaro ed il sesso governano le azioni, basta guardarsi attorno anche nelle più recenti vicende che ci hanno occupato.
Devo dire che nel suo insieme il film può essere classificato ottimo, sebbene gli manchi qualcosa di indefinito, forse Rachel Steinn canta poco, però Carice van Houten si spoglia tanto; anche nei film storici di questo genere l’occhio vuole la sua parte. Non si può assistere impotenti soltanto a torture, a scene di sangue, di bare vere o finte, di entusiasmo per la liberazione,occorre anche mettere a nudo la verità e con essa anche il corpo se occorre.chibar22@libero.it
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[+] lascia un commento a luigi chierico »[ - ] lascia un commento a luigi chierico »
Era da un po di tempo che desideravo guardare questo film , x le recensioni che avevo letto e devo dire che il mio personale giudizio e' piu' che positivo. Ottima la sceneggiatura e grande regia. Per come e' stato girato sembra quasi di vedere una pellicola degli anni settanta ottanta. Piu' di due ore ma mai una pausa coinvolgente riflessivo e abbastanza crudo in alcune scene.Consiglio vivamente la visione!!
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C'è un documentario del 2005 di Mildred van Leeuwaarden e Dick Rijneke che si chiama Nou, dat was het dan! / That's It!!!: Paul Verhoeven, nato nel 1938, è intervistato al Festival di Cannes a 67 anni suonati, e la sua lucidità politica, resa ancor più contagiosa dall'irresistibile e riconoscibilissima parlata, è impressionante. Non fa sconti a nessuno, a maggior ragione oggi, dopo la trasferta americana e ritorno.
Come il suo cinema, d'altronde, che di sconti non ne ha mai fatti. Dopo i fasti di Robocop, Atto di forza e Basic Instinct, Hollywood ha cominciato a maltrattarlo.
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C'è un documentario del 2005 di Mildred van Leeuwaarden e Dick Rijneke che si chiama Nou, dat was het dan! / That's It!!!: Paul Verhoeven, nato nel 1938, è intervistato al Festival di Cannes a 67 anni suonati, e la sua lucidità politica, resa ancor più contagiosa dall'irresistibile e riconoscibilissima parlata, è impressionante. Non fa sconti a nessuno, a maggior ragione oggi, dopo la trasferta americana e ritorno.
Come il suo cinema, d'altronde, che di sconti non ne ha mai fatti. Dopo i fasti di Robocop, Atto di forza e Basic Instinct, Hollywood ha cominciato a maltrattarlo. E lui, senza cedimenti né conciliazioni di sorta, se ne ritorna in patria, in quell' Olanda sculacciata un tempo col filo spinato da capolavori come Spetters e Il quarto uomo. Se possibile, l'età matura l'ha reso ancor meno accomodante. Verhoeven sa bene d'essere stato tacciato di fascismo e di revisionismo. Ma Starship Troopers non è passato invano.
E per la storia di Black Book, in una terra calpestata dall'occupazione nazista, torna a calcare la mano su una morale dell'ambiguità che è prisma sociale, culturale, "di visione", e che molti purtroppo continuano a scambiare per cialtronaggine qualunquista. Per fortuna però il cinema di Verhoeven non si ferma.
Nel suo raccontare classico e "pulito", Black Book possiede un ritmo interno pazzesco, che tracima da se stesso travolgendo avventura e spettatori. I quali restano a bocca aperta di fronte a un'eroina ebrea che sta col nemico, perché l'opportunismo alligna da entrambe le barricate, ma l'occhio non è abituato a distinguere il vero dal falso (per non dire il bene dal male). Difatti, Rachel/Ellis è Catherine Tramell; e a un certo punto, quando meno te lo aspetti, Black Book (ri)diventa Basic Instinct, e non soltanto per la dinamica dell'improvvisa e sconvolgente sequenza del doppio omicidio: allora capisci che lo sguardo di Verhoeven mantiene un rigore filosofico (oltre che stilistico) da fare invidia. Finisce tutto sulle sponde di un lago, come fossimo dalle parti di Hitchcock: dovremmo meravigliarci? [-]
[+] lascia un commento a andyflash77 »[ - ] lascia un commento a andyflash77 »
Non si possono scrivere tiepidi commenti c'è una mano così riconoscibile, quella di Verhoeven, c'è un tratto, dei colori, la cruda realtà degli accadimenti di un passato recente assai doloroso, la resistenza,
l'occupazione nazista dei Paesi Bassi, ben raccontata nella storia di una splendida donna ebrea protagonista suo malgrado della resistenza olandese, tratti da romanzo non interferiscono sulla qualità intensa
degli attori, vicino alla realtà che è sempre peggiore e difficile da raccontare, assolutamente da vedere quest'opera del maestro, finalmente un film che è arte, arte che tiene conto dei limiti culturali del pubblico
dei vuoti di memoria storica, e delle esigenze dei produttori di realizzare spettatori e quindi utili.
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Non si possono scrivere tiepidi commenti c'è una mano così riconoscibile, quella di Verhoeven, c'è un tratto, dei colori, la cruda realtà degli accadimenti di un passato recente assai doloroso, la resistenza,
l'occupazione nazista dei Paesi Bassi, ben raccontata nella storia di una splendida donna ebrea protagonista suo malgrado della resistenza olandese, tratti da romanzo non interferiscono sulla qualità intensa
degli attori, vicino alla realtà che è sempre peggiore e difficile da raccontare, assolutamente da vedere quest'opera del maestro, finalmente un film che è arte, arte che tiene conto dei limiti culturali del pubblico
dei vuoti di memoria storica, e delle esigenze dei produttori di realizzare spettatori e quindi utili. E un opera che media le atroci storie degli individui e la guerra che è sempre una disfatta per tutti vincitori e vinti. [-]
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Storia di collaborazionismo nell'Olanda della Seconda Guerra Mondiale.
In un primo momento potrebbe sembrare un film ambiguo, in realtà racconta di come possano essere ambigui e ipocriti i comportamenti degli esseri umani, indipendentemente dalle idee che abbracciano. Questa, purtroppo, è una verità scomoda e antipatica, tant'è che suscita clamore e indignazione ancora oggi, a più di sessant'anni dalla fine del conflitto in questione.
Il film è molto bello, ma ha alcune pecche: in alcuni momenti ha un sapore televisivo più che cinematografico e, in più, dà per scontato che lo spettatore conosca già tutto del nazismo e delle ideologie totalitariste in generale.
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Storia di collaborazionismo nell'Olanda della Seconda Guerra Mondiale.
In un primo momento potrebbe sembrare un film ambiguo, in realtà racconta di come possano essere ambigui e ipocriti i comportamenti degli esseri umani, indipendentemente dalle idee che abbracciano. Questa, purtroppo, è una verità scomoda e antipatica, tant'è che suscita clamore e indignazione ancora oggi, a più di sessant'anni dalla fine del conflitto in questione.
Il film è molto bello, ma ha alcune pecche: in alcuni momenti ha un sapore televisivo più che cinematografico e, in più, dà per scontato che lo spettatore conosca già tutto del nazismo e delle ideologie totalitariste in generale.
Comunque, è un'ottima prova di cinema impegnato e commerciale al tempo stesso, e c'è un buon cast di attori. [-]
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Grande spettacolo visivo e regia sempre all'altezza: due cose che fanno passare sopra alla faciloneria della sceneggiatura, preoccupata di moltiplicare i colpi di scena senza starci troppp a pensar su. Semplicismi a go-go e personaggi super stereotipati. Stupenda la ragazza. E brava a sopportare tutto quanto.
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