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carloalberto
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sabato 13 novembre 2021
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una scena memorabile
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Terzo ed ultimo episodio della serie Pusher del danese Nicolas Refn, che ricorda Quei bravi ragazzi di Scorsese e non soltanto per l’umorismo nero, l’ambientazione asfittica nel clan di immigrati, in questo caso macedoni, ma anche per la naturale empatia che suscita il protagonista, che cerca affannosamente di dividersi, in modo buffo, tra gli impegni di famiglia, il tran tran delle occupazioni criminali, e l’aspirazione personale a disintossicarsi. Mentre i primi due Pusher erano segnati, rispettivamente, dal dramma e dalla tragedia, questo è caratterizzato dall’orrore puro. La scena macabra del macello delle sequenze finali, una di quelle che resta impressa nella memoria, la normalità con cui si disseziona il cadavere come se fosse un maiale, diventa centrale, a rappresentare crudamente l’assoluta amoralità e la bestiale ferocia che si nasconde dietro l’apparente bonomia e l’aspetto falsamente rassicurante dei due criminali, che mentre si sbarazzano di viscere e ossa umane scherzano e ridono tra loro come stessero preparando salsicce.
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Terzo ed ultimo episodio della serie Pusher del danese Nicolas Refn, che ricorda Quei bravi ragazzi di Scorsese e non soltanto per l’umorismo nero, l’ambientazione asfittica nel clan di immigrati, in questo caso macedoni, ma anche per la naturale empatia che suscita il protagonista, che cerca affannosamente di dividersi, in modo buffo, tra gli impegni di famiglia, il tran tran delle occupazioni criminali, e l’aspirazione personale a disintossicarsi. Mentre i primi due Pusher erano segnati, rispettivamente, dal dramma e dalla tragedia, questo è caratterizzato dall’orrore puro. La scena macabra del macello delle sequenze finali, una di quelle che resta impressa nella memoria, la normalità con cui si disseziona il cadavere come se fosse un maiale, diventa centrale, a rappresentare crudamente l’assoluta amoralità e la bestiale ferocia che si nasconde dietro l’apparente bonomia e l’aspetto falsamente rassicurante dei due criminali, che mentre si sbarazzano di viscere e ossa umane scherzano e ridono tra loro come stessero preparando salsicce. Notevole il commento sonoro al film con quella musica straniante e sincopata che anticipa l’azione riproducendo acusticamente gli effetti della droga nel cervello del protagonista.
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onufrio
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domenica 19 aprile 2020
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l'angelo della morte
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Il terzo ed ultimo capitolo della serie si concentra su Milo, personaggio già presente sin dal primo capitolo. Boss della droga di Copenaghen che vede la sua leadership insediata da un gruppo di giovani albanesi. Milo dovrà affrontare una serie di vicende torbide e al tempo stesso organizzare la cena per la festa di compleanno della figlia 25enne. Finale crudo, freddo e diretto.
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alescio92
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venerdì 31 maggio 2013
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bellissimo
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