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baby firefly
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domenica 2 settembre 2012
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i vinti della velocità
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Agli occhi dei più Velocità massima potrebbe sembrare la trasposizione in salsa capitolina del più noto Fast and Furious, ma questa sarebbe soltanto una superficiale considerazione di comodo. Per comprendere la vera natura di questo film occorre scavare più a fondo, nei cuori e nelle menti dei personaggi. Velocità massima è la storia di Stefano, un meccanico con la passione per le corse clandestine, e di Claudio, suo giovane dipendente con un talento innato per i motori. Intorno al duo ruotano diversi amori come quello reale di Claudio nei confronti di Giovanna, la ragazza di Fischio, e quello ideale nei confronti di una Ford Sierra Cosworth, la vecchia auto polverosa trasformata in un bolide da oltre 250 chilometri all’ora.
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Agli occhi dei più Velocità massima potrebbe sembrare la trasposizione in salsa capitolina del più noto Fast and Furious, ma questa sarebbe soltanto una superficiale considerazione di comodo. Per comprendere la vera natura di questo film occorre scavare più a fondo, nei cuori e nelle menti dei personaggi. Velocità massima è la storia di Stefano, un meccanico con la passione per le corse clandestine, e di Claudio, suo giovane dipendente con un talento innato per i motori. Intorno al duo ruotano diversi amori come quello reale di Claudio nei confronti di Giovanna, la ragazza di Fischio, e quello ideale nei confronti di una Ford Sierra Cosworth, la vecchia auto polverosa trasformata in un bolide da oltre 250 chilometri all’ora. Agli amori come sempre si accompagnano i contrasti che minano la situazione già instabile dei personaggi. Giovanna licenziata e senza una lira non esiterà a tornare assieme a Fischio, Stefano metterà in preventivo la possibile vendita della Ford. I personaggi sono prototipi di debolezza, svuotati dalle difficoltà della vita ed animati da labili e presumibilmente irraggiungibili scopi. I viaggi, gli esami vengono lasciati all’immaginazione. L’unico che conserva una identità del tutto coerente è Claudio che esce rinvigorito dalla delusione amorosa per Giovanna e riesce a tenere testa alle bassezze del suo amico/nemico Stefano. Il finale del film fa sorridere rispecchiando in pieno la natura buona di Claudio. Il quartiere dell’EUR con il suo obelisco fa da contrasto alla desolazione dell’ambiente Ostiense in cui si svolge gran parte della vicenda: il lavoro di Stefano con Claudio, quello di Giovanna. L’obelisco è simbolo del desiderio di grandezza dei provetti piloti che hanno nel loro piccolo la sensazione di emergere dall’anonimato di una povera officina di periferia e di immergersi nelle luci della ribalta della metropoli. Velocità massima è essenzialmente questo: la rivalsa di due inetti, Verga li avrebbe definiti “vinti”, che combattono tutti i giorni contro problemi di ogni tipo, da quelli economici a quelli sentimentali ed affettivi. La velocità riesce a spazzarli via tutti e a lasciare ciò che alla fine per loro conta di più: il gusto della vittoria.
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brando fioravanti
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venerdì 25 maggio 2012
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donne e motori
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Film fatto da un buon regista, ma l'inesperienza si vede come si nota la non professionalità degli attori. Le scene di corsa appassionano chiunque inevitabilmente. le scenografie non sono eccelse, ma molto innovative e a tratti sorprendendi. Un piccolo cult in Italia dove mancano film adrenalinici. Bravo Mastrandrea
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valerio c
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giovedì 3 settembre 2009
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ottimo film italiano
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Film sulle corse clandestine,destinato a piacer anche a chi non stravede per i motori...è un film all'italiana nel senso buono del termine,furbo e ben sceneggiato...da vedere
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maurizio
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giovedì 1 maggio 2008
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massimo gradimento
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Le corse in auto sono solo lo sfondo per
questo bel film a metà tra il Wenders
" on the road " ed il Pasolini - e non solo - della analisi del sottoproletariato
romano,pretesto per una analisi dei nostri
tempi precari.
Bravissimi i tre giovani attori, la ragazza è sexy e bravissima,ottimi i dialoghi funzionali a narrare il precario,
buono l'uso dell'accento romanesco, un must in questo genere di film;
benissimo narrato anche l'ambiente dei
meccanici e bravi i due ragazzi maschi al
carburatore.
UN piccolo grande gioiello da vedere e da
pensare,la storia entra nella pelle.
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maurizio
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giovedì 1 maggio 2008
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velocità massima di gradimento
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Ottimo film con le corse come sfondo,per
narrarci ancora una volta del precario
ambiente del sottoproletariato ovviamente
romano,tanto tipico e narrato,e ben
rappresentato in questo film che è anche un
pò " on the road ",leggermente,alla maniera
di Wenders.
Bravo Mastrandea e gli altri due ragazzi
protagonisti.La ragazza poi e bella e sexy
quanto basta.
Bravi anche coloro che hanno aiutato a
riprodurre fedelmente l'ambiente delle
officine,tale da far diventare bravi
meccanici i due protagonisti.
Paradossalmente le poche parti deboli del
film son proprio le corse notturne,ma si
sà esse sono solo un pretesto per creare
un ambiente precario molto attuale che ti
fà immedesimare in esso.
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Ottimo film con le corse come sfondo,per
narrarci ancora una volta del precario
ambiente del sottoproletariato ovviamente
romano,tanto tipico e narrato,e ben
rappresentato in questo film che è anche un
pò " on the road ",leggermente,alla maniera
di Wenders.
Bravo Mastrandea e gli altri due ragazzi
protagonisti.La ragazza poi e bella e sexy
quanto basta.
Bravi anche coloro che hanno aiutato a
riprodurre fedelmente l'ambiente delle
officine,tale da far diventare bravi
meccanici i due protagonisti.
Paradossalmente le poche parti deboli del
film son proprio le corse notturne,ma si
sà esse sono solo un pretesto per creare
un ambiente precario molto attuale che ti
fà immedesimare in esso.
Mi ha veramente preso molto, i dialoghi sono perfetti e funzionali al tutto, come
anche l'accento romanesco popolare,molto
vero.Bello,Bello,Bello lo raccomando,da
vedere, altro che pellicole americane,ti
fa sentire addosso i tempi difficili del
nostro paese pur non essendo un film
violento ma duro di fondo.
Da vedere e rivedere.
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francesco sessa
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giovedì 1 maggio 2008
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da vedere sicuramente!
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Bel film! Finale curioso..........
Bellissima Alessia!
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ver
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sabato 5 aprile 2008
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velocità massima
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Il film è piacevole, ottimo Mastandrea, buona regia.
Il regista descrive una realtà sicuramente poco piacevole, ma cercando di mostrare le cose per quello che sono, senza alcun giudizio o senza cadere in facili eccessi.
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gianpaolo
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venerdì 20 maggio 2005
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"io....osservo"
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In questo piacevole "film" "Vicari" descrive la realtà delle corse clandestine,....limitandosi opportunamente ad osservarla, senza interferire nella vicenda...astenendosi da inutili e demagogiche prese di posizione.
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t
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venerdì 21 gennaio 2005
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discreto
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