|
|
dandy
|
domenica 5 luglio 2020
|
nessuno conosce nessuno.
|
|
|
|
Dall'omonimo romanzo di Breat Easton Ellis,un film che a dispetto dell'ambientazione(inizio anni'90) non vuole inquadrare una generazione ma piuttosto una condizione propria di tutte le generazioni:la disillusione,la durezza della vita,la maturazione dolorosa destinata a segnare in negativo il resto dell'esistenza.Perfetta la descrizione di personaggi e situazioni.Cinica,talvolta grottesca e mai edulcorata,ma non gratuita nè scatologica.Cupamente sgradevole nella sua fredda sobrietà(l'episodio del suicidio).Ed è per questo che il film di Avary riesce laddove praticamente tutti i teen movies da "American Pie" in poi hanno fallito.Non c'è pseudo-trasgressione,personaggi-macchiette ebeti o finaletto conformista e accomodante.
[+]
Dall'omonimo romanzo di Breat Easton Ellis,un film che a dispetto dell'ambientazione(inizio anni'90) non vuole inquadrare una generazione ma piuttosto una condizione propria di tutte le generazioni:la disillusione,la durezza della vita,la maturazione dolorosa destinata a segnare in negativo il resto dell'esistenza.Perfetta la descrizione di personaggi e situazioni.Cinica,talvolta grottesca e mai edulcorata,ma non gratuita nè scatologica.Cupamente sgradevole nella sua fredda sobrietà(l'episodio del suicidio).Ed è per questo che il film di Avary riesce laddove praticamente tutti i teen movies da "American Pie" in poi hanno fallito.Non c'è pseudo-trasgressione,personaggi-macchiette ebeti o finaletto conformista e accomodante.Solo il vuoto,e l'incertezza.Funzionale la struttura a ritroso,e notevole l'utilizzo di tecniche solitamente gratuite o superflue come il rewind o lo split screen.A suo modo un piccolo cult.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a dandy »
[ - ] lascia un commento a dandy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
petitbijou
|
sabato 9 agosto 2014
|
le regole dell'essere
|
|
|
|
QUALE MIGLIOR TITOLO SI POTEVA DARE A QUESTO FILM? lE REGOLE DELL'ATTRAZIONE E', COME QUALCUNO HA GIA' DETTO, UN FILM ADULTO.
TRALASCIANDO PER UN ATTIMO GLI ECCESSI CHE CARATTERIZZANO I PROTAGONISTI, IMMERSI IN UN MONDO FATTO DI DROGHE PESANTI ALCOHOL E SESSO FACILE, QUELLO CHE ELLIS QUI RITRAE E' UN VORTICE DI PERSONE CHE INSEGUONO E CHE SONO INSEGUITE IL CUI UNICO MOTORE D'AZIONE E DIREZIONE E' L'ATTRAZIONE: OVVEROSIA QUEL PROCESSO ORMONALE CHE S'ATTIVA IN NOI, DETTATO DA UNA COMBINAZIONE DI SENSI MISTERIOSA E VARIABILE DA PERSONA A PERSONA, CHE CI FA VEDERE, E FA VEDERE AI PROTAGONISTI CIO' CHE, IN FONDO, VOGLIONO VEDERE. SOLO CHE NON LO SANNO.(E PROBABILMENTE NEANCHE LO VORREBBERO SAPERE)
ED PROPRIO CIO' CHE QUESTO FILM SI PROPONE DI RAPPRESENTARE, CHE RIESCE A RAPPRESENTARE AL MEGLIO: LE REGOLE SI, MA NON DEL DOVER ESSERE, BENSI' DELL'ESSERE.
[+]
QUALE MIGLIOR TITOLO SI POTEVA DARE A QUESTO FILM? lE REGOLE DELL'ATTRAZIONE E', COME QUALCUNO HA GIA' DETTO, UN FILM ADULTO.
TRALASCIANDO PER UN ATTIMO GLI ECCESSI CHE CARATTERIZZANO I PROTAGONISTI, IMMERSI IN UN MONDO FATTO DI DROGHE PESANTI ALCOHOL E SESSO FACILE, QUELLO CHE ELLIS QUI RITRAE E' UN VORTICE DI PERSONE CHE INSEGUONO E CHE SONO INSEGUITE IL CUI UNICO MOTORE D'AZIONE E DIREZIONE E' L'ATTRAZIONE: OVVEROSIA QUEL PROCESSO ORMONALE CHE S'ATTIVA IN NOI, DETTATO DA UNA COMBINAZIONE DI SENSI MISTERIOSA E VARIABILE DA PERSONA A PERSONA, CHE CI FA VEDERE, E FA VEDERE AI PROTAGONISTI CIO' CHE, IN FONDO, VOGLIONO VEDERE. SOLO CHE NON LO SANNO.(E PROBABILMENTE NEANCHE LO VORREBBERO SAPERE)
ED PROPRIO CIO' CHE QUESTO FILM SI PROPONE DI RAPPRESENTARE, CHE RIESCE A RAPPRESENTARE AL MEGLIO: LE REGOLE SI, MA NON DEL DOVER ESSERE, BENSI' DELL'ESSERE. E CE LE SBATTE IN FACCIA SENZA PUDORE, SENZA MEZZI TERMINI, DIPINGENDO L'EFFETTO RIDICOLO E (PURTROPPO INEVITABILMENTE) FALLIMENTARE DI QUELLO CHE SI DICE 'UN AMORE NON CORRISPOSTO'. QUINDI NIENTE FRASI EDULCORATE DA COMMEDIOLA AMERICANA DEL TIPO'LA VERITà E' NON GLI PIACI ABBASTANZA'.SE VI ASPETTAVATE LA SOLITA TEEN-TRAMA DELLA SECCHIONA SFIGATA CHE DIVENTA FIGA GRAZIE ALL'AIUTO DELL'AMICA/NEMICA FIGA E CONQUISTA IL SOLITO CAMPIONE FIGO DELLA SQUADRA DI BASQUET FIGA, ALLORA AVETE SBAGLIATO FILM.
QUELLO CHE ELLIS CI RACCONTA E' IL NON LIETO FINE, LA NON FAVOLA ADOLESCENZIALE IN CUI APPUNTO' NESSUNO CONOSCE NESSUNO'. AMARO SI, MA FORSE UN PO' PIU' LONTANO DALLA FANTASIA. UN FILM GIA' AMARAMENTE ADULTO ALLORA,IN CUI NESSUNO DEI TRE PROTAGONISTI PRINCIPALI VEDE DALL'INIZIO ALLA FINE DEL FILM ALTRE REGOLE SE NON QUELLE CHE LO SPETTATORE( E SOLO LUI DALL'INIZIO ALLA FINE DEL FILM ) E'COSTRETTO A CONSTATARE.
REGOLE PER CUI TUTTO DIVENTA CIO' CHE SEMBRA.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a petitbijou »
[ - ] lascia un commento a petitbijou »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
niko68
|
giovedì 5 giugno 2014
|
anche i divi sbagliano
|
|
|
|
Film veramente inconcludente, senza capo ne coda, privo di una benchè minima sceneggiatura degna di destare l'attenzione dello spettatore.
Unica risicata soddisfazione vedere il plurimilionario Hollywoodiano Clooney dimenarsi alla guida di una Fiat Tempra......
|
|
|
[+] lascia un commento a niko68 »
[ - ] lascia un commento a niko68 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fiora95@live.it
|
domenica 5 gennaio 2014
|
geniale ma non troppo, bello e provocante!
|
|
|
|
Alla faccia dei perbenisti, dei moralisti, delle suore, e di tutti quegli adulti (e giovani) smorti e senza un minimo di spirito rock 'n' roll. Non dico che per non essere smorti si debba per forza dare le botte di coca o avere un culto del sesso così esagerato e portato alle estreme conseguenzre, no. E' chiaro che "The rules of attraction" vuole essere, da una parte, una provocazione bella e buona e dall'altra un crudo monitoraggio della vita sociale dei college americani degli anni '90 e primi anni 2000. Perchè in fondo tutti noi abbiamo sempre sognato di portarci a letto quella strafi*a o quest'altro bellimbusto(se sono una ragazza o un omosessuale)e tutti noi non possiamo negare di esserci masturbati prima di andare a letto o pensando alla donna o all'uomo che ci attrae o che ne so.
[+]
Alla faccia dei perbenisti, dei moralisti, delle suore, e di tutti quegli adulti (e giovani) smorti e senza un minimo di spirito rock 'n' roll. Non dico che per non essere smorti si debba per forza dare le botte di coca o avere un culto del sesso così esagerato e portato alle estreme conseguenzre, no. E' chiaro che "The rules of attraction" vuole essere, da una parte, una provocazione bella e buona e dall'altra un crudo monitoraggio della vita sociale dei college americani degli anni '90 e primi anni 2000. Perchè in fondo tutti noi abbiamo sempre sognato di portarci a letto quella strafi*a o quest'altro bellimbusto(se sono una ragazza o un omosessuale)e tutti noi non possiamo negare di esserci masturbati prima di andare a letto o pensando alla donna o all'uomo che ci attrae o che ne so. Questo film non è chiaramente un capolavoro ma io lo indico a tutti, e dico tutti, tutti, come tale, perchè non voglio usare mezzi termini. La sceneggiatura e le inquadrature e i colori e i protagonisti sono ottimi e ben azzeccati. Sia dal punto di vista contenutistico che estetico questo film è prova che abbiamo di fronte un regista abile, che sa rischiare, di un regista intelligente e bravo, punto! Roger Avary non è un inesperto, sa il fatto suo: basti dire che ha scritto film per Quentin Tarantino quali Pulp Fiction e Le Iene, che, diciamocela tutta, sono due delle pietre miliari del cinema degli ultimi trent'anni, per non dire di sempre. Quentin Tarantino gli deve molto, e in molte scene de Le regole dell'attrazione si può ben notare. Trainspotting, è un'altro film e, ad ogni modo è impossibile non essere influenzati (nel 2002 tra l'altro) da quest'altra pietra miliare che racconta sempre in modo crudo e spietato parte della società degli anni 90. Insomma guardate questo film, Le regole dell'attrazione, e non siate ipocriti dinnanzi ad esso. Geniale ma non troppo, BELLO, ma soprattutto provocante. RIVALUTATELO.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fiora95@live.it »
[ - ] lascia un commento a fiora95@live.it »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
pjmix
|
sabato 27 ottobre 2012
|
il voto è solo per la regia..
|
|
|
|
..perchè per il resto non ci siamo. Regia particolare e intrigante con le sue scene di riavvolgimento del nastro, con la sua intro dove presenta subito i protagonisti, con la sovrapposizione di diverse riprese, con le sue scene crude e grottesche, anche se poco realistiche. Gli attori sono quelli che sono: non si può prendere "Dawson" in un film come questo e doppiarlo con la voce italiana di Massimo de Ambrosis (di solito doppiatore di Edward Norton), per non parlare di Jessica Biel, ripresa forse in 10 minuti sparsi di film in cui 5 sono durante una scopata. Alcune scene sono incomprensibili o esagerate, forse volutamente, ma che storpiano sicuramente quella che vuole essere la veridicità del film: la ragazza che si suicida perchè respinta da un ragazzo quando non le ha mai fatto neanche delle avances, Van Der Beek che a sua volta tenta il suicidio per lo stesso motivo, la rissa per droga.
[+]
..perchè per il resto non ci siamo. Regia particolare e intrigante con le sue scene di riavvolgimento del nastro, con la sua intro dove presenta subito i protagonisti, con la sovrapposizione di diverse riprese, con le sue scene crude e grottesche, anche se poco realistiche. Gli attori sono quelli che sono: non si può prendere "Dawson" in un film come questo e doppiarlo con la voce italiana di Massimo de Ambrosis (di solito doppiatore di Edward Norton), per non parlare di Jessica Biel, ripresa forse in 10 minuti sparsi di film in cui 5 sono durante una scopata. Alcune scene sono incomprensibili o esagerate, forse volutamente, ma che storpiano sicuramente quella che vuole essere la veridicità del film: la ragazza che si suicida perchè respinta da un ragazzo quando non le ha mai fatto neanche delle avances, Van Der Beek che a sua volta tenta il suicidio per lo stesso motivo, la rissa per droga.. e questa dovrebbe essere una commedia? L'unica scena divertente è quella al ristorante. Un film da vedere una volta e mai più.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a pjmix »
[ - ] lascia un commento a pjmix »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
celluloide
|
martedì 18 settembre 2012
|
abdicazione del genere umano
|
|
|
|
E' la sensazione che mi ha fatto affiorare.
Sembra un manicomio di sessuomani,tutti fanno sesso con tutti e con se stessi,
e' mai possibile in un tempo cosi' concentrato ?.
Tutti si drogano come bere un bicchier d'acqua. Se questa e' la nuova l'America siamo a posto e' gia' fallita.
[+]
E' la sensazione che mi ha fatto affiorare.
Sembra un manicomio di sessuomani,tutti fanno sesso con tutti e con se stessi,
e' mai possibile in un tempo cosi' concentrato ?.
Tutti si drogano come bere un bicchier d'acqua. Se questa e' la nuova l'America siamo a posto e' gia' fallita.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a celluloide »
[ - ] lascia un commento a celluloide »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fefè22
|
martedì 31 luglio 2012
|
grandi sceneggiatori per un pessimo film
|
|
|
|
Film ideato da sceneggiatori esperti e capaci che hanno dato alla luce una sceneggiatura di bassissimo livello attori e regista sono stati pessimi il film non trasmettere emozioni magari per il suo plot.Dialoghi insulsi con un tasso di volgarità esasperata e molteplici scene di sesso fini a se stesse.Sconsigliato agli amanti del cinema e non siate attirati dagli sceneggiatori(ideatori di Pulp fiction) che hanno dato vita ad un film di qualità e profondità dai contenuti inesistenti.
|
|
|
[+] lascia un commento a fefè22 »
[ - ] lascia un commento a fefè22 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
andrea bazzarini
|
domenica 24 giugno 2012
|
le regole dell'attrazione
|
|
|
|
In un college del New England alla fine degli anni '80 un gruppo di ragazzi trascorre le giornate abusando di alcol e droghe, sullo sfondo di una società ricca e privilegiata che non sa più distinguere il bene dal male. Avary adatta l'omonimo romanzo di Ellis unendo dialoghi post-minimalisti e dadaisti a tecniche narrative contemporanee come montaggi al contrario, split-screen e flussi di coscienza. L'arco temporale del film è il caos, sono le riprese all'indietro, che in una delle migliori trasposizioni cinematografiche di un'opera letteraria riescono a rispecchiare il nichilismo e il nulla disperato della storia di Ellis in cui tutto fluttua verso un'uscita di sicurezza che non esiste.
[+]
In un college del New England alla fine degli anni '80 un gruppo di ragazzi trascorre le giornate abusando di alcol e droghe, sullo sfondo di una società ricca e privilegiata che non sa più distinguere il bene dal male. Avary adatta l'omonimo romanzo di Ellis unendo dialoghi post-minimalisti e dadaisti a tecniche narrative contemporanee come montaggi al contrario, split-screen e flussi di coscienza. L'arco temporale del film è il caos, sono le riprese all'indietro, che in una delle migliori trasposizioni cinematografiche di un'opera letteraria riescono a rispecchiare il nichilismo e il nulla disperato della storia di Ellis in cui tutto fluttua verso un'uscita di sicurezza che non esiste.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a andrea bazzarini »
[ - ] lascia un commento a andrea bazzarini »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesco2
|
sabato 28 aprile 2012
|
un brutto film? no, qualcosa di peggio
|
|
|
|
Non è solo un film presuntuosamente (Almeno in apparenza) sgangherato. Dove Avary dovrebbe capire che non ha senso rifare "Trainspotting", già magari sopravvalutato, se non sei Boyle, e sai quindi scherzare (E drammatizzare( sul trash, senza (s)cadere nel kitzch. Di sigarette fumate
do e non si dovrebbe, ralenti, spiace dirlo, a dir poco imbarazzanti, e la pretesa (Magari ereditata dallos tesso "£Trainspotting?"), di infilare musiche allegre nelle scene tristi.
Come anche dovrebbe capire che avere sceneggiato Tarantino non è ESSERE Tarantino. Che mai si sarebbe lanciato in scene dilat(atisim)e, come quella del tipo che vuole i soldi e per cinque minuti minaccia, estorcendo la "confessione" che, pare, non hai i soldi che dici di avere.
[+]
Non è solo un film presuntuosamente (Almeno in apparenza) sgangherato. Dove Avary dovrebbe capire che non ha senso rifare "Trainspotting", già magari sopravvalutato, se non sei Boyle, e sai quindi scherzare (E drammatizzare( sul trash, senza (s)cadere nel kitzch. Di sigarette fumate
do e non si dovrebbe, ralenti, spiace dirlo, a dir poco imbarazzanti, e la pretesa (Magari ereditata dallos tesso "£Trainspotting?"), di infilare musiche allegre nelle scene tristi.
Come anche dovrebbe capire che avere sceneggiato Tarantino non è ESSERE Tarantino. Che mai si sarebbe lanciato in scene dilat(atisim)e, come quella del tipo che vuole i soldi e per cinque minuti minaccia, estorcendo la "confessione" che, pare, non hai i soldi che dici di avere.
No, questo film è qualcosa di peggio. E'un ricatto morale: chi lo stronchi rischia di sentirsi dare del "Benmpensante", o dell'ingenuo relativamente al mondo giovanile, o entrambi. Del film, detto senza polemiche generazionali, non restano grossomodo che quattro-cinque scene, due delle quali riguardano il cinismo degli adulti: il medico che dichiara il ragazzo morto, e non sente l'esigenza di scusarsi, e le madri che rimproverano il ragazzo e cercano di sniffare. Spiace dirlo, ma mi pare veramente poco, Anzi, nulla.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
misha90
|
sabato 27 agosto 2011
|
voto 4 stelle
|
|
|
|
|
|
|
|
[+] lascia un commento a misha90 »
[ - ] lascia un commento a misha90 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|