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minnie
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venerdì 29 dicembre 2017
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rafael siamo con te!
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Adoro Ricardo Darin, in tutti i suoi film (per pochi che ne vediamo qui, ma è fenomenale anche in un'intervista che si trova in rete) e con Campanella rappresenta quell'unione ideale di regista e attore che fu già di Stewart con Hitchcock. Lo trovo di una bravura straordinaria e regge da solo il film, che del resto è improntato tutto sulla crisi di un quarantenne, crisi che riguarda anche i protagonisti, dieci anni dopo, del "Sorriso dei suoi occhi". Per me sono dei film ormai classici, vorrei anzi vedere tutti i film di questo regista e di questo attore straordinari, ma purtroppo c'è anche da dire che in tv, specie in questi giorni natalizi, passano sempre gli stessi film e la Rai poi, non so cos'abbia, ha rispolverato certi drammoni storici che non si vedevano da anni, giustamente gettati nel dimenticatoio.
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Adoro Ricardo Darin, in tutti i suoi film (per pochi che ne vediamo qui, ma è fenomenale anche in un'intervista che si trova in rete) e con Campanella rappresenta quell'unione ideale di regista e attore che fu già di Stewart con Hitchcock. Lo trovo di una bravura straordinaria e regge da solo il film, che del resto è improntato tutto sulla crisi di un quarantenne, crisi che riguarda anche i protagonisti, dieci anni dopo, del "Sorriso dei suoi occhi". Per me sono dei film ormai classici, vorrei anzi vedere tutti i film di questo regista e di questo attore straordinari, ma purtroppo c'è anche da dire che in tv, specie in questi giorni natalizi, passano sempre gli stessi film e la Rai poi, non so cos'abbia, ha rispolverato certi drammoni storici che non si vedevano da anni, giustamente gettati nel dimenticatoio...La sovrapposizione di due storie, come già nel film che gli valse l'Oscar, riesce particolarmente bene a Campanella, argnetino dalle mille risorse che non dimentica le sue origini italiane, ponendo una cura particolare alla colonna sonora.
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luana
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mercoledì 28 ottobre 2009
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un tenero e amaro sguardo verso la vecchiaia
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La cosa che più mi è piaciuta di questo film è oltre che l'attore protagonista, molto bravo ed espressivo, proprio lo sguardo verso la vecchiaia. La polemica con la Chiesa ufficiale è un gioiello di fine sarcasmo. Ma la scena finale della fotografia è uno di quei rari momenti che ti fanno riconciliare col cinema. L'ho vista più volte anche se dura pochissimo proprio come una fotografia. Ma è come ci si arriva che è magistrale.E tutta la cerimonia, protagonista una grande Norma Alehandro,è piena di amarezza soffusa di dolcezza o di dolcezza soffusa di amarezza. La cultura argentina è molto latina, basata sulla famiglia ma il film sebbene infarcito di questi legami atavici e indiscutibili che formano una società, prende un tocco di leggerezza grazie alla figura materna e a quella sua malattia, anch'essa amata.
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La cosa che più mi è piaciuta di questo film è oltre che l'attore protagonista, molto bravo ed espressivo, proprio lo sguardo verso la vecchiaia. La polemica con la Chiesa ufficiale è un gioiello di fine sarcasmo. Ma la scena finale della fotografia è uno di quei rari momenti che ti fanno riconciliare col cinema. L'ho vista più volte anche se dura pochissimo proprio come una fotografia. Ma è come ci si arriva che è magistrale.E tutta la cerimonia, protagonista una grande Norma Alehandro,è piena di amarezza soffusa di dolcezza o di dolcezza soffusa di amarezza. La cultura argentina è molto latina, basata sulla famiglia ma il film sebbene infarcito di questi legami atavici e indiscutibili che formano una società, prende un tocco di leggerezza grazie alla figura materna e a quella sua malattia, anch'essa amata.Questa e altre spinte più moderne danno al film uno stile aggraziato e una apertura verso la vita.
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panco
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lunedì 1 giugno 2009
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el hijo de la novia
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consiglio la visione in lingua originale, Ricardo Darin merita di essere ascoltato nella sua lingua...è una splendida storia. Secondo me i critici non li vedono neanche i film...
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em
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mercoledì 12 settembre 2007
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la corsa al successo e il vero senso della vita
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La corsa al successo e il vero senso della vita: il protagonista (Darin) riesce a trasmettere, con molta efficacia, l'assurdità della corsa al successo, inteso come benessere materiale, e successivamente la sofferta e saggia decisione di rifondare la propria vita all'insegna di ritmi e luoghi più adatti allo sviluppo umano. I rapporti umani, nelle sue basseze e altruismi sono incantevolmente personificati. Una bella lezione su argomenti che tutti conozcono ma pochi praticano.
Commovente
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gabriel
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martedì 14 agosto 2007
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viva argentina!!
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il protagoinsta si chiama Rafael Belvedere. non pensavo che ci fossero giornalisti, o finti tali che scrivessero senza guardare il film. facendo un copia ed incolla. veditelo!!comunque è al pari di tanti filmetti fatti in Italia. non ha pretese. in italia i film argentini arrivano con il contagocce.
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ayla1984
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martedì 22 agosto 2006
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ma perchè!?!?
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Ma chi è questo che chiama NORMA il protagonista (maschio!) del film!? Norma è la madre del protagonista, la donna malata di Alzhaimer. Ma io dico, se non hai visto il film, lascia stare!!! Visto e considerato che oltre tutto non ci sei andato leggero con la tua critica.. Ma facci il piacere!
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