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lucaguar
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sabato 26 ottobre 2024
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il regno della violenza
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Un malavitoso che gestisce un giro di protituzione attraverso un inganno riesce a costringere una ragazza dalla quale è attratto a prostituirsi. Tornato dalla prigione, il vecchio capo del clan inizia una serie di faide sanguinose che porteranno Han-gi in carcere. Uscito dalla prigione, il silenzioso malvivente decide di liberare anche la ragazza, i due iniziano a stare assieme e questa continua a prostituirsi sotto il tendone del suo camioncino, in un giaciglio di fortuna.
Film che racchiude bene molti temi cari a Kim ki Duk: la violenza, la prostituzione e soprattutto la vendetta, il silenzio e la (mancata) redenzione dei protagonisti. Il protagonista è silenziosissimo, pronuncia forse un paio di parole, è violento e rozzo, mentre la ragazza perde pian piano la sua innocenza influenzata dal terribile ambiente in cui si trova suo malgrado a vivere.
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Un malavitoso che gestisce un giro di protituzione attraverso un inganno riesce a costringere una ragazza dalla quale è attratto a prostituirsi. Tornato dalla prigione, il vecchio capo del clan inizia una serie di faide sanguinose che porteranno Han-gi in carcere. Uscito dalla prigione, il silenzioso malvivente decide di liberare anche la ragazza, i due iniziano a stare assieme e questa continua a prostituirsi sotto il tendone del suo camioncino, in un giaciglio di fortuna.
Film che racchiude bene molti temi cari a Kim ki Duk: la violenza, la prostituzione e soprattutto la vendetta, il silenzio e la (mancata) redenzione dei protagonisti. Il protagonista è silenziosissimo, pronuncia forse un paio di parole, è violento e rozzo, mentre la ragazza perde pian piano la sua innocenza influenzata dal terribile ambiente in cui si trova suo malgrado a vivere. Come in molti altri suoi film, Kim ki duk ci mostra un dramma senza redenzione, in cui l'amore è talmente malato e distorto da non poter essere nemmeno considerato amore; la carnalità, il possesso prevalgono su tutti i fronti e nemmeno quando Han-gi riesce a prendere la ragazza dalla quale comunque, in qualche modo, è attratto è in grado di amare, di tentare di conquistarla e di corteggiarla come ci si aspetterebbe ma continua nella sua natura violenta, fredda e silenziosa, facendo immaginare un rapporto di amore che potrebbe sbocciare ma che non nasce mai, anzi: la ragazza è sfruttata anche fuori dal giro della città e continua a essere costretta a prostituirsi. Come a mio avviso avveniva in "Ferro 3" e ne "La samaritana" (e non in "Primavera, estate, autunno, inverno") il film è lievemente limitato dalla caratterizzazione un po' ambigua dei personaggi e il tema chiave sempre un po' sfuggente ed oscuro. D'altro canto, la regia è accattivante e la violenza è mostrata (e non mostrata) in maniera molto coinvolgente, che non lascia certo indifferente lo spettatore. Il cinema di Kim ki duk non lascia spazio a sentimenti positivi, a passioni calde, è un universo in cui la vendetta, il disprezzo, la violenza e la freddezza delle persone e lo squallore dei luoghi lasciano un senso di vuoto, di pessimismo nello spettatore, tanto sono ben presentate, anche se non si concorda con la poetica del regista coreano. La totale mancanza di facili moralismi e il moltissimo "materiale" su cui Kim Ki Duk riesce a farci riflettere, su tutti i temi della redenzione e dei rapporti sentimentali (e in generale umani), fanno di Bad guy un film che vale assolutamente la pena vedere.
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luca scial�
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martedì 25 settembre 2012
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un angelo dannato difende un'innocente
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In un quartiere degradato della Corea del sud una giovane donna è costretta a prostituirsi per un debito. Ma ha poca dimestichezza col sesso. A difenderla un ragazzo innamorata di lei, un anima ribelle e dannata della strada, che la ama a modo suo: rozzo e violento.
Dopo il discreto successo de L'isola, Kim Ki-duk ripropone una storia di amori dannati e difficili. Torna il tema della violenza e della prostituzione. Un nuovo lungometraggio sugli ultimi e le loro vicende in una Corea complicata e degradata.
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cittadino al di sopra
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venerdì 26 agosto 2011
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capolavoro
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Bad Guy è - " mutatis mutandis " - Accattone del 2000, film al quale è eticamente debitore. Meravigliosa la colonna sonora della sequenza finale - Etta Scollo .
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federiconone
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domenica 17 ottobre 2010
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maestro!
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unico! come lo è a suo modo ogni film di Kim. Li ho visti tutti e questo è sicuramente uno dei migliori!
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hatecraft
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giovedì 18 febbraio 2010
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il cattivo ragazzo
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Forse uno dei suoi film piu' complessi, per intreccio e compresione degli accadimenti. la violenza ricorre continuamente ma è quasi sublimata, giustificata. un film importante per la sua filmografia e il cinema coreano.
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carlo vecchiarelli
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giovedì 1 ottobre 2009
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amore = sofferenza
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La violenza a momenti assordante che pervade ogni attimo è solo un pretesto, solo uno strumento di cui si serve Kim Ki-Duk per descrivere una storia d'amore impossibile, che vede coinvolti un silenzioso e rabbioso yakuza di infimo ordine invischiato nel traffico della prostituzione e suo malgrado una ingenua liceale illibata. Prima respinto platealmente e umiliato in pubblico dopo un bacio strappato con la forza, lo yakuza attuerà un piano cinico e spietato per far crollare la ragazza al gradino più basso della scala sociale, istigandola ad un furto a cui non saprà resistere neppure lei, specchio di purezza; verrà scoperta e sarà costretta a rimanere vittima degli strozzini. E' obbligata nel giro di prostitute sotto il controllo del protettore che ha determinato il suo destino, per intere giornate egli spia ogni suo movimento in silenzio.
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La violenza a momenti assordante che pervade ogni attimo è solo un pretesto, solo uno strumento di cui si serve Kim Ki-Duk per descrivere una storia d'amore impossibile, che vede coinvolti un silenzioso e rabbioso yakuza di infimo ordine invischiato nel traffico della prostituzione e suo malgrado una ingenua liceale illibata. Prima respinto platealmente e umiliato in pubblico dopo un bacio strappato con la forza, lo yakuza attuerà un piano cinico e spietato per far crollare la ragazza al gradino più basso della scala sociale, istigandola ad un furto a cui non saprà resistere neppure lei, specchio di purezza; verrà scoperta e sarà costretta a rimanere vittima degli strozzini. E' obbligata nel giro di prostitute sotto il controllo del protettore che ha determinato il suo destino, per intere giornate egli spia ogni suo movimento in silenzio. Il delinquente soffre del male più profondo: la paura di non essere amato; c'è nel suo intimo un distacco tra cuore e corpo, talmente profondo da non accusare le atroci ferite che si procura nelle lotte fratricide della malavita, un'insensibilità corporea che mette su due piani completamente differenti il dolore carnale e il dolore sentimentale, uno momentaneo e sopportabile, l'altro potenzialmente infinito che genera un limbo indefinito di sofferenza. La storia d'amore finirà per raggiungere la situazione più paradossale ma forse anche più normale da comprendere, insegnando che la natura di ogni uomo non può mai essere cambiata fino in fondo.
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flowermind
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venerdì 14 dicembre 2007
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giochi di specchi per amore e violenza
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Storia incredibile che ci permette di innamorarci persino di questo "bad guy" perchè il personaggio è cattivo ma allo stesso tempo mosso da un sentimento così intenso da lasciare lo spettatore incredulo di ciò che vede fino alla fine.Tutto può avere una logica anche se niente si può spiegare razionalmente!E per finire, per dirla attraverso le parole del grande filosofo Blaise Pascal "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".Ma in questo film non c'è solo amore ma anche tanta violenza, espressa nel modo più crudo, specchio di una realtà che non può essere vissuta se non si è pronti ,quando serve,a difendersi con una lastra tagliente che giù per la strada esquarta in due tutto ciò che le è avverso.
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ric
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venerdì 2 novembre 2007
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davvero un bad guy
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Film che naviga nel trash, e sembra un po' "tagliato con l'accetta".
Non brutto, ma nemmeno molto interessante.
Particolare divertente: la protagonista femminile passa praticamente tutto il tempo a dare schiaffi.
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nana
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mercoledì 31 ottobre 2007
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il coraggio della verità
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Come sempre Kim Ki-duk affronta con realismo uno dei temi scottanti della società: il plagio, la corruzione, che annientano la dignità personale, fanno deviare il corso del destino ed infine fagocitano l'essere umano piegandolo ad un futuro che non gli sarebbe appartenuto
se il caso non si fosse insinuato nella sua vita.
Il finale, che tutto sommato concede un pò di respiro dopo tanta violenza, è poesia ed enigma. Il destino dei due protagonisti era segnato da sempre ? La donna che si uccide in mare rappresenta la resa totale della ragazza ?
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nightkill
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mercoledì 24 ottobre 2007
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capolavoro assoluto !
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Signori e signori, ecco a voi il vero capolavoro di Kim Ki-Duk. Violento,poetico, splendido ! Imperdibile per tutti.
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