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jacopo b98
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domenica 7 giugno 2015
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un melodramma di ammaliante fascino visivo
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Nella Cina del XVIII secolo il maestro Li Mu Bai (Chow) fa dono della sua leggendaria spada, il destino verde, a un ricco uomo di Pechino. Ma la spada viene sottratta da una misteriosa fanciulla (Zhang), che si pensa sia complice dell’assassina Volpe di giada (Cheng). La lotta contro Volpe di giada sarà per Li Mu Bai e la sua amica Shu Lien (Yeoh) un'occasione per ripensare al loro rapporto e ricominciare una nuova vita. Scritto da James Shamus con Wang Hui-Ling e Tsai Kuo Yung, questo wuxapian cino-hollywoodiano rappresenta il grande ritorno al cinema di Lee. Il regista taiwanese dirige un film avventuroso, di straordinario fascino visivo, ma che è e vuole essere soprattutto un melò che coniuga la ricerca dell'amore impossibile con tutto lo spettacolo del cinema d'azione cinese, questa volta realizzato con mezzi straordinariamente ricchi.
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Nella Cina del XVIII secolo il maestro Li Mu Bai (Chow) fa dono della sua leggendaria spada, il destino verde, a un ricco uomo di Pechino. Ma la spada viene sottratta da una misteriosa fanciulla (Zhang), che si pensa sia complice dell’assassina Volpe di giada (Cheng). La lotta contro Volpe di giada sarà per Li Mu Bai e la sua amica Shu Lien (Yeoh) un'occasione per ripensare al loro rapporto e ricominciare una nuova vita. Scritto da James Shamus con Wang Hui-Ling e Tsai Kuo Yung, questo wuxapian cino-hollywoodiano rappresenta il grande ritorno al cinema di Lee. Il regista taiwanese dirige un film avventuroso, di straordinario fascino visivo, ma che è e vuole essere soprattutto un melò che coniuga la ricerca dell'amore impossibile con tutto lo spettacolo del cinema d'azione cinese, questa volta realizzato con mezzi straordinariamente ricchi. Il film diventa dunque un grande intrattenimento di qualità, spettacolare e intimista, divertente e commovente. Film di questo tipo non se ne vedevano da anni in occidente (e difatti Zhang Yimou si ispiterà a questo film per la sua famosa e largamente esportata trilogia wuza composta da Hero, La foresta di pugnali volanti e La città proibita) e il successo non tardò ad arrivare: oltre 200 milioni di incasso mondiale e 4 Oscar (su 10 nomination): miglior film straniero, fotografia (Peter Pau), scenografia e musica (Tan Dun). Da non perdere!
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aldo marchioni
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martedì 17 marzo 2015
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infantile
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valetag
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lunedì 17 marzo 2014
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un mondo di tigri assopite e di draghi in agguato
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La bella favola orientale portata sul grande schermo da Ang Lee ci trasporta in un mondo fatto di spade, guerrieri erranti, amore e desiderio di libertà.
I contendenti ballano la danza della morte, si lanciano in evoluzioni antigravitazionali, si sfidano in coreografie fatte di calci e pugni: è proprio in queste scene dove appare maggiormente l’ingegnosità del regista e di Wo Ping (Matrix). Insieme costruiscono un grande omaggio alle arti marziali, mettendo in risalto non solo i dettagli dei combattimenti, ma anche la filosofia che impregna i duelli nei racconti orientali: <<Non c’è lotta senza pace interiore>>.
Tra Chow Yun-Fat (Li Mu Bai), Michelle Yeoh (Shu Lien) e l’elegantissima Zhang Ziyi ( Jen Yu) appare la vera protagonista: la spada contesa, rubata, recuperata e persa di nuovo.
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La bella favola orientale portata sul grande schermo da Ang Lee ci trasporta in un mondo fatto di spade, guerrieri erranti, amore e desiderio di libertà.
I contendenti ballano la danza della morte, si lanciano in evoluzioni antigravitazionali, si sfidano in coreografie fatte di calci e pugni: è proprio in queste scene dove appare maggiormente l’ingegnosità del regista e di Wo Ping (Matrix). Insieme costruiscono un grande omaggio alle arti marziali, mettendo in risalto non solo i dettagli dei combattimenti, ma anche la filosofia che impregna i duelli nei racconti orientali: <<Non c’è lotta senza pace interiore>>.
Tra Chow Yun-Fat (Li Mu Bai), Michelle Yeoh (Shu Lien) e l’elegantissima Zhang Ziyi ( Jen Yu) appare la vera protagonista: la spada contesa, rubata, recuperata e persa di nuovo. Il destino verde, piena di vita propria e ricca di significato, oggetto del desiderio e pretesto per ogni scontro: rappresenta da sola il miscuglio tra poesia e violenza, elementi collanti di tutto il lungometraggio.
La trama, circondata dalla bellezza delle coreografie di lotta e dalle numerose citazioni tratte dal confucianesimo e dal taoismo, appare troppo sottile, non in grado di reggere l’intera portata del film. Molto apprezzata, invece, la parentesi flashback su come è nato l’amore tra Jen Yu e Lo, seppur troppo occhieggiante al pubblico americano.
<<Segui il tuo cuore>> è l’esorto ripetuto più volte dall’inizio: avere il coraggio di fare la scelta giusta, per poi non avere più rimpianti.
Questa pellicola, a volte tendente al cartone animato giapponese, a volte colossal hollywoodiano, dimostra possibile il connubio tra cultura orientale e cinema occidentale.
Senza razionalismi, siamo lasciati in balia della fantasia e di un sentore mistico.
Consigliato.
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bertold
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martedì 3 luglio 2012
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l'infinito mutare dell'immutabile
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"CROUCING TIGER, HIDDEN DRAGON", sta rannicchiata la tigre, nascosto il drago, nel proverbio antico e nel titolo originale del film.
La Tigre ed il Dragone, l'eterna lotta del bene (la tigre) e del male (il dragone) e gli immutabili valori della virtù simboleggiati, ancora una volta, nella forza di una spada.
Liu Bai è un guerriero errante, maestro d'armi e di virtù, che in età matura decide di ritirarsi per vivere in serenità e ripercorrere i sentieri dell'impossibile amore giovanile per Yu Shu Lien, donna di grandi virtù moraliu e marziali.
Dona perciò la sua spada, trasmessa da maestro in maestro, al Dignitario Imperiale,il signor Te, per custodirla.
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"CROUCING TIGER, HIDDEN DRAGON", sta rannicchiata la tigre, nascosto il drago, nel proverbio antico e nel titolo originale del film.
La Tigre ed il Dragone, l'eterna lotta del bene (la tigre) e del male (il dragone) e gli immutabili valori della virtù simboleggiati, ancora una volta, nella forza di una spada.
Liu Bai è un guerriero errante, maestro d'armi e di virtù, che in età matura decide di ritirarsi per vivere in serenità e ripercorrere i sentieri dell'impossibile amore giovanile per Yu Shu Lien, donna di grandi virtù moraliu e marziali.
Dona perciò la sua spada, trasmessa da maestro in maestro, al Dignitario Imperiale,il signor Te, per custodirla.
La spada viene però rubata e passa da mano a mano tra duelli e peripezie, buoni e cattivi, ma è solo il file rouge della vicenda.
Vera protagonista è la figlia del governatore Yu, giovane in età da marito, educata secondo i valori, ma anche i formalismi, le vuote sovrastrutture, i compromessi ed i luoghi comuni di una società feudale al tramonto, Accanto a lei, a simboleggiare le contraddizioni ed i turbamenti della nuova generazione, dissimulata da educatrice, l'eterna nemica di Liu Bai, Verde Giada, una sorta di megera che educa la fanciulla alla lotta armata ed alla ribellione.
Promessa sopa in un matrimonio d'interesse, desiderosa di libertà, innamorata del bandito gentiluomo che la rapisce durante il trasferimento per il matrimonio è incapace però di ribellarsi al volere familiare e fuggire con lui. Combattente agli ordini di Verde Giada contro il bene, poi inusitato "guerriero errante" donna, capace di ridicolizzare quelli tradizionali, ridotti a macchiette; nel duello finale con il maestro scopre l'importanza dei valori tradizionali anche se necessariamente proiettati in un nuovo mondo.
Intorno a lei ruotano gli altri personaggi sino alla conclusione finale, con la morte degli eroi positivi e negativi del passato, mentre lei guida in volo l'amato verso il nuovo mondo, il deserto assolato, duro, pieno d'insidie e d'avventura, lasciandosi alle spalle la quiete ostentatamente oleografica di un inanimato monastero di montagna.
Il film alterna prolungate e geniali scene di azione a quelle di riflessione e d'amore, quest'ultime sempre soft, secondo la mentalità ed il sentire orientale non sempre facile da percepire dal pubblico occidentale, ormai abituato ad interiorità troppo spesso urlate.
I dialoghi sono essenziali nella sintesi e nei contenuti.
La lotta tra bene e male trova la sua più geniale rappresentazione nelle due prolungate scene di azione all'inizio ed alla fine del film.
La prima, successiva al furto della spada, si svolge di notte, balzando e svolaqzzando come cupe ombre tra strette pareti o sorvolando i tetti, tra oscuri poteri e personaggi senza volto, travisati, vestiti di nero e con la stessa protagonista in abiti maschili. Nella seconda i due duellanti sono in vesti candide, balzano e volano in un giorno radioso, duellano dondolando su verdi ramoscelli d'albero, l'uomo e la donna mantengono la loro identità eappaiono pari anche nella veste, sinchè infine prevale la ragione e la virtù.
Ecco, la donna. Abbiamo già evidenziato come tutta la storia ruoti intorno al personaggio femminile della giovane principessa e per essa passino tutti i temi del film. Non si può finire la recensione di questo film senza sottolineare l'attenzione dell'autore per la questione femminile ed il primato che viene riconosciuto al ruolo della donna.
Il confronto tra la sclerosi del vecchio mondo e l'ansia di libertà per l' "avventura" emerge subito dal dialogo tra Shu Lien e la giovane figlia del governatore, al quale la prima è venuta a portare in dono la spada ( che poi gli uomini si faranno rubare, con i valori che simboleggia....). Ed è l'amore di Shu Lien a tenere in vita Liu Bai nell'ultim vana battaglia contro il destino di un passato di artifizi e di magie che si chiude. Ed è ancora la giovane principessa ad aprire la strada, anzi il cielo, della nuova "avventura" al suo amato nella scena finale.
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nefas-scire
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lunedì 16 aprile 2012
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tra oriente e occidente
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Difficile avvicinare la sensibilità occidentale con quella orientale, difficile non cadere nella banalità delle frasi fatte quando si citano massime confuciane/taoiste o gli insegnamenti delle arti marziali. Ang Lee riesce a districarsi bene nelle tante insidie di questo genere, con una storia affascinante che riesce a immergerti nella cina dei guerrieri erranti, ma che non raggiunge picchi di emozioni elevati.Una fotografica da oscar sostenuta da un altro più che meritato oscar per la musiche. Un film riuscito grazie anche a Chow Yun Fat che farà un ruolo simile in Il Monaco ma meno convincente.
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Difficile avvicinare la sensibilità occidentale con quella orientale, difficile non cadere nella banalità delle frasi fatte quando si citano massime confuciane/taoiste o gli insegnamenti delle arti marziali. Ang Lee riesce a districarsi bene nelle tante insidie di questo genere, con una storia affascinante che riesce a immergerti nella cina dei guerrieri erranti, ma che non raggiunge picchi di emozioni elevati.Una fotografica da oscar sostenuta da un altro più che meritato oscar per la musiche. Un film riuscito grazie anche a Chow Yun Fat che farà un ruolo simile in Il Monaco ma meno convincente.
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nefas-scire
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domenica 12 febbraio 2012
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tra oriente e occidente
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Difficile avvicinare la sensibilità occidentale con quella orientale, difficile non cadere nella banalità delle frasi fatte quando si citano massime confuciane/taoiste o gli insegnamenti delle arti marziali. Ang Lee riesce a districarsi bene nelle tante insidie di questo genere, con una storia affascinante che riesce a immergerti nella cina dei guerrieri erranti, ma che non raggiunge picchi di emozioni elevati.Una fotografica da oscar sostenuta da un altro più che meritato oscar per la musiche. Un film riuscito grazie anche a Chow Yun Fat che farà un ruolo simile in Il Monaco ma meno convincente.
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mondolariano
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martedì 24 maggio 2011
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confuso come un sogno
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Difficile dare un giudizio. Appartiene al filone dei film “d’atmosfera”, dove i tempi lenti e i rumori d’ambiente immergono lo spettatore in una visione onirica soprannaturale. L’effetto è ottenuto anche grazie all’originalità della vicenda, che rimanda alle antiche fiabe orientali centrate sull’onore delle armi. Però la trama è confusa, poco avvincente, con una giovane protagonista troppo combattiva per ispirare la necessaria tenerezza. Il bellissimo finale sospeso nel vuoto suggerisce una trama volutamente irrisolta, ma nel complesso non va oltre le tre stelle e mezzo.
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meltdown
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martedì 12 aprile 2011
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ok la forma e gli spunti, ma manca di coralità
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Ecco la dimostrazione che buoni ingredienti (seppur non certo originalissimi), una buona regia e qualche spunto discreto non sono sufficienti un buon film. C'è il guerriero monaco Mubai che si interroga sul suo futuro, una storia d'amore non dichiarato con una guerriera, la ragazzina capricciosa che nasconde un gran segreto, la cattiva della situazione di cui Mubai vorrebbe vendicarsi, l'amante segreto della ragazzina in mezzo al deserto e un giallo intorno ad una spada rubata.
È indubbiamente efficace il ritratto storico, così come sono piacevoli gli scenari naturali, ma è la debolezza della trama a fiaccare tutto l'ambaradam. Gli eventi si susseguono in maniera forzata, senza un'idea precisa, e senza che i personaggi si prefiggano reali obiettivi.
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Ecco la dimostrazione che buoni ingredienti (seppur non certo originalissimi), una buona regia e qualche spunto discreto non sono sufficienti un buon film. C'è il guerriero monaco Mubai che si interroga sul suo futuro, una storia d'amore non dichiarato con una guerriera, la ragazzina capricciosa che nasconde un gran segreto, la cattiva della situazione di cui Mubai vorrebbe vendicarsi, l'amante segreto della ragazzina in mezzo al deserto e un giallo intorno ad una spada rubata.
È indubbiamente efficace il ritratto storico, così come sono piacevoli gli scenari naturali, ma è la debolezza della trama a fiaccare tutto l'ambaradam. Gli eventi si susseguono in maniera forzata, senza un'idea precisa, e senza che i personaggi si prefiggano reali obiettivi. L'empatia scende sotto i livelli critici, si finisce per sbadigliare e alla fine l'eroe muore tra l'indifferenza dello spettatore.
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keanu
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venerdì 18 febbraio 2011
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leggero, elegante, poetico e affascinante
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Affascinante e suggestivo.
Nonstante certi punti siano un po' forzati (es. le lotte sul tetto) e certi punti un po' noiosi (es. nel deserto), il film è molto fascinoso, incantevole, originale e coinvolgente.
I luoghi, le location sono meravigliosi, la fotografia è perfetta, i costumi, la colonna sonora tutto magnifico.
A mio parere non un capolavoro, ma un eccellente opera da non perdere !
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