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figliounico
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venerdì 27 gennaio 2023
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un thriller banale ed inverosimile
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Russell Mulcahy dopo aver diretto Lambert in Highlander uno e due si imbarca circa dieci anni dopo nel 1999 con lo stesso attore protagonista in un thriller dal plot banale e abusato nella cinematografia di genere con il solito serial killer psicopatico che lascia al suo passaggio scene splatter truculente e grandguignolesche. Il finale è talmente inverosimile da risultare sorprendente. Ma la vera sorpresa è ritrovare nel cast niente di meno che David Cronenberg sebbene relegato in una piccola parte. Non c’è suspense. Le sequenze horror, con le inquadrature macabre delle vittime straziate dal carnefice, si alternano senza soluzione di continuità e con cadenza monotona e regolare a quelle girate nell’ufficio open space con gli investigatori al lavoro tra sigarette e caffè e gelosie tra colleghi.
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Russell Mulcahy dopo aver diretto Lambert in Highlander uno e due si imbarca circa dieci anni dopo nel 1999 con lo stesso attore protagonista in un thriller dal plot banale e abusato nella cinematografia di genere con il solito serial killer psicopatico che lascia al suo passaggio scene splatter truculente e grandguignolesche. Il finale è talmente inverosimile da risultare sorprendente. Ma la vera sorpresa è ritrovare nel cast niente di meno che David Cronenberg sebbene relegato in una piccola parte. Non c’è suspense. Le sequenze horror, con le inquadrature macabre delle vittime straziate dal carnefice, si alternano senza soluzione di continuità e con cadenza monotona e regolare a quelle girate nell’ufficio open space con gli investigatori al lavoro tra sigarette e caffè e gelosie tra colleghi. Meglio di Lambert, che passa dalla estrema pacatezza improvvisamente all’isteria delineando un personaggio più schizofrenico che depresso, riesce sicuramente Leland Orser, il grande attore caratterista, dando vita alla figura di un giovane poliziotto non del tutto scontata.
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luca scialò
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sabato 31 luglio 2010
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un thriller alla seven, ma più banale e scontato
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Al tenente John Prudhomme, logorato dalla morte del figlio, un evento tragico che sta deteriorando anche il suo rapporto matrimoniale, viene affidato il caso di uno strano omicidio, in cui alla vittima è stata tolta un braccio. Da altri omicidi simili si scopre che il killer ha un disegno macabro e disumano ben preciso.
Un thriller che batte un terreno già sfruttato dal film "Seven", con ambientazioni macabre, delitti efferati, menti umane contorte. Ma rispetto al lungometraggio con Brad Pitt, questo scade spesso nella banalità, nella scontatezza, nell'esagerazione, in un'ironia fatta male. Un Cristopher Lambert come al solito inespressivo, anche nei film più coinvolgenti.
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Al tenente John Prudhomme, logorato dalla morte del figlio, un evento tragico che sta deteriorando anche il suo rapporto matrimoniale, viene affidato il caso di uno strano omicidio, in cui alla vittima è stata tolta un braccio. Da altri omicidi simili si scopre che il killer ha un disegno macabro e disumano ben preciso.
Un thriller che batte un terreno già sfruttato dal film "Seven", con ambientazioni macabre, delitti efferati, menti umane contorte. Ma rispetto al lungometraggio con Brad Pitt, questo scade spesso nella banalità, nella scontatezza, nell'esagerazione, in un'ironia fatta male. Un Cristopher Lambert come al solito inespressivo, anche nei film più coinvolgenti.
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