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xerox
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venerdì 11 marzo 2022
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pippone assurdo!
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Come al solito, per cominciare: TROPPO LUNGO!!! Film che va abbastanza bene fino ai messaggi che arrivano da Vega. Dopo diventa un polpettone indigeribile sugli sproloqui tra scienza e fede e una storia d'amore fasulla che ci deve sempre essere se no che film è... Tanto piacevole Jodie Foster, quanto insopportabile Matthew McConaughey che in ogni inquadratura sembra faccia la pubblicita dei profumi. L'esame di catechismo agli aspiranti astronauti.... CHE STR.....UPIDATA ASSURDA!
Per quanto mi riguarda, infine: il viaggio di Ellie verso Vega... Come non pensare a Kubrick ogni volta che in un film si vede una scena simile? E come non pensare ogni volta che 2001 E' IL FILM DI FANTASCIENZA? 2001 è IL MONOLITE di TUTTI i film di fantascienza!
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elgatoloco
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martedì 28 aprile 2020
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zemeckis si ferma a metà
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"Contact"(Robert Zemeckis, 1997, dal romanzo di Carl Sagan, grande scienziato, divulgatore scientifico, autore di romanzi di"SF", anche se la definizione non rende bene la cosa), è un film che , dovendo mettere in scena la ricerca "eterna"e quasi "faustiano-prometeico"di una scienziata dal doloroso passato anche di orfana in giovanissima età(non aveva mai conosciuto la madre, il padre le era morto quando aveva nove anni)e della sua"sfida"di voler prendere contatto con altri mondi, meglio anzi con zone dlel'universo che conterrebbero altre realtà, arriva a una clamorosa scoperta, che però non riesce a concretizzarsi.
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"Contact"(Robert Zemeckis, 1997, dal romanzo di Carl Sagan, grande scienziato, divulgatore scientifico, autore di romanzi di"SF", anche se la definizione non rende bene la cosa), è un film che , dovendo mettere in scena la ricerca "eterna"e quasi "faustiano-prometeico"di una scienziata dal doloroso passato anche di orfana in giovanissima età(non aveva mai conosciuto la madre, il padre le era morto quando aveva nove anni)e della sua"sfida"di voler prendere contatto con altri mondi, meglio anzi con zone dlel'universo che conterrebbero altre realtà, arriva a una clamorosa scoperta, che però non riesce a concretizzarsi...C'è poi, in realtà, un"contact"con Vega, ma... dire di più sarebbe guastare la sorpresa a chi non abbia ancora visto il film. Con intelligenza , Zemeckis ci affascina, inziando con un lungo panorama cosmogonico, poi ci narra una storia, fino al"viaggio"di Ellie, di cui però sembra(da sottolineare il"sembra")non rimanere alcuna registrazione attendibile. Certo, rispetto al testo di Sagan, che lo aveva scritto nel 1985, vari "compromessi"nel film: l'agnosticismo della scienziata-che è poi quello di Sagan stesso, ovviamente, emerge solo in parte e poi nel film ci sono "intrusioni"come quella di Bill Clnton, all'epoca "USA president", presidente tutt'altro che geniale ma mostrato forse troppe volte(un hommage, d'accordo, ma un po'troppo insistito, quasi una captatio benevolentiae, aggiungerei quasi ad usum dephini, ma...), altri elementi spuri(anche la spiegazione del "rasoio di Ockham"non è proprio esatta, comunque incompleta). FIlm comunque ragguardevole, per gli scenari che apre, i problemi che pone, che lo distinugouono nettamente da altro, ma altri film di SF sono purtroppo lontani... Jodie Foster, anche nel contrasto con il"fideista"Matthew Mc Conaughey è molto brava, una garanzia le vecchie guardie John Hurt e James Woods(solo per limitarsi a citare una parte minima di un cast che, per rimanere ina rgomento, è comunque"stellare"), per un film in parte irrisolto, che avrebbe potutot "espandersi" (ovviamente uso una metafora)altrimenti, in ben altre direzioni, che perà romane un solido esempio di cinema. Da apprezzare con riserve, potremmo concludere, dove naturalmente rendere filmicamente un romanzo con forte implicazioni scientifiche, che sta tra scienza e"altro"(SF, se volete, ma è formula di comodo, appunto)è difficile e anche una"vecchia volpe"come Zemeckis ci riesce solo in parte, dovendosi accordare con le majors hollywoodiane. El Gato
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onufrio
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venerdì 8 febbraio 2019
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lassù qualcuno ci osserva
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Scienza e fede si affrontano nell'eterno dibattito: Siamo soli sull'universo? "Contact" parla di alieni, ma lo fa in maniera sin troppo scientifica, entrando dentro spiegazioni talmente tecniche, piene di dati e di grafici che fa perdere ogni fantasia sul mondo alieno. In questo caso, la troppa scienza lascia poco spazio all'emozione. Il film supera comunque la sufficienza trovando in Jodie Foster un'attrice protagonista formidabile, affiancata da un cast notevole.
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fabio57
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lunedì 11 gennaio 2016
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buono
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Tratto da un libro molto bello di Carl Sagan, è una trasposizione cinematografica abbastanza efficace, con Jodi Foster sempre all'altezza della situazione. Il tema "Siamo soli nell'universo" è stato ripreso innumerevoli volte nella narrativa e nel cinema, ma questa declinazione è veramente interessante. Sfiorato anche il tema religioso, il film è avvincente e suggestivo.
Da vedere
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arnaco
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giovedì 29 maggio 2014
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scienza e fede
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Qualcuno ha osservato che il film non mantiene il livello sublime del suo inizio. Anche se diventa un po' prolisso, io non credo che sia così, semmai è la vicenda che subisce quel tipo di evoluzione, ma non può che essere così. E' come i sogni che si fanno da bambini che prima o poi si ingrangono contro la "realtà" del business sempre pronto a fare mercato di tutto, delle religioni (non sto parlando di fede che è ben altra cosa) sempre pronte a schiacciare a qualsiasi costo tutto ciò che va contro ai propri dogmi e della politica che deve strizzare l'occhio agli uni e agli altri per non perdere consensi. Così è per la protagonista che viene sottoposta a interrogatori simili a quelli della Santa Inquisizione perché è una scienziata atea, intellettualmente onesta, che non può accettare che fede e scienza siano messe sullo stesso piano.
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Qualcuno ha osservato che il film non mantiene il livello sublime del suo inizio. Anche se diventa un po' prolisso, io non credo che sia così, semmai è la vicenda che subisce quel tipo di evoluzione, ma non può che essere così. E' come i sogni che si fanno da bambini che prima o poi si ingrangono contro la "realtà" del business sempre pronto a fare mercato di tutto, delle religioni (non sto parlando di fede che è ben altra cosa) sempre pronte a schiacciare a qualsiasi costo tutto ciò che va contro ai propri dogmi e della politica che deve strizzare l'occhio agli uni e agli altri per non perdere consensi. Così è per la protagonista che viene sottoposta a interrogatori simili a quelli della Santa Inquisizione perché è una scienziata atea, intellettualmente onesta, che non può accettare che fede e scienza siano messe sullo stesso piano. Non si arriva alla tortura fisica, ma uno degli inquisitori cerca subdolamente di farle ammettere che credere alla sua "storia" è un atto di fede. Alla fine anche il regista sceglie una strada "politica" quando fa dire a Palmer "Io ti credo" cioè che crede a Ellie come crede in Dio - quale Dio non è precisato, ma viene detto prima che è quello che impone ai suoi sacerdoti il celibato.
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fede81
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domenica 27 gennaio 2013
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contact
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Un capolavoro di rara bellezza, coinvolgente, spettacolare e profondo.
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filippo catani
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venerdì 23 marzo 2012
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siamo soli nell'universo?
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Una giovane scienziata investe tutta la sua brillante carriera nella ricerca di un contatto proveniente da altre stelle o pianeti. Derisa dall'intero mondo scientifico la ragazza non si abbatte e riesce a ricevere un finanziamento da un ambiguo ingegnere. Un giorno però riesce a captare un segnale.
Diciamolo subito; non è affatto il solito film su alieni o quant'altro anzi è un film veramente intenso che porta a fare riflessioni di un certo spessore filosofico. Cosa potrebbe succedere se un'eventuale altra civiltà ci mandasse le istruzioni per costruire una macchina in grado di raggiungerli?. Ma prima di chiedersi questo è bene riflettere su quali sconvolgimenti un fatto del genere porterebbe per l'intera umanità specialmente per coloro i quali, e sono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, credono in Dio.
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Una giovane scienziata investe tutta la sua brillante carriera nella ricerca di un contatto proveniente da altre stelle o pianeti. Derisa dall'intero mondo scientifico la ragazza non si abbatte e riesce a ricevere un finanziamento da un ambiguo ingegnere. Un giorno però riesce a captare un segnale.
Diciamolo subito; non è affatto il solito film su alieni o quant'altro anzi è un film veramente intenso che porta a fare riflessioni di un certo spessore filosofico. Cosa potrebbe succedere se un'eventuale altra civiltà ci mandasse le istruzioni per costruire una macchina in grado di raggiungerli?. Ma prima di chiedersi questo è bene riflettere su quali sconvolgimenti un fatto del genere porterebbe per l'intera umanità specialmente per coloro i quali, e sono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, credono in Dio. E infatti sono davvero molto interessanti le discussioni tra uomini di scienza e uomini di fede sul da farsi e ovviamente non mancano gli estremisti che, almeno nel film, militano soprattutto nelle fila religiose. L'altra grande domanda è: dal momento che uno solo può andare chi mandare? Come fare a scieglierlo? Senza contare il problema della teoria della relatività e dei viaggi alla velocità della luce e infatti nel film viene spiegato come un viaggio di quattro anni alla velocità della luce equivale a circa 50 anni passati sulla Terra. E l'altra eccellenza del film è proprio questa grande incertezza con cui si conclude per lasciare la possibilità allo spettatore di farsi completamente una propria idea in merito. E' stata tutta una suggestione? E' stata una tragica messa in scena? O il viaggio e quello che è stato visto è realmente accaduto ma magari a livello di inconscio o in altre dimensioni?. Ottima la regia di Zemeckis e ottima performance per la Foster.
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lord993
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domenica 30 gennaio 2011
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sarebbe un grande spreco di spazio !
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IL proggetto Sethy realmente esiste ed ha atto proprio nei luoghi dove è amientata qualche scena del film ! Comunque Un film decisamente con una bella trama , elaborata e fantasiosa ; avrei preferito vedere gli omini verdi ma va bene comunque ...
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weach
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venerdì 28 gennaio 2011
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salto dove l'essere si disperde .
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Contact ,del regista Robert Zemeckis ,basato sull’omonimo romanzo di Carl Sagan ,è sicuramente film messaggio che supera il senso logico del pensiero per trascendere oltre l’”intelligibile”.
Robert Zemeckis è figlio di un Lituano e di mamma Italo Americana , nasce a Chicago, viene , sovente accusato dai denigratori di essere interessato solo a“ a state of the art”(effetti speciali), ma tale rilievo appare ingiustificato visto che è stato in grado di concepire film come The cast Away e Forrest Gump .
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Contact ,del regista Robert Zemeckis ,basato sull’omonimo romanzo di Carl Sagan ,è sicuramente film messaggio che supera il senso logico del pensiero per trascendere oltre l’”intelligibile”.
Robert Zemeckis è figlio di un Lituano e di mamma Italo Americana , nasce a Chicago, viene , sovente accusato dai denigratori di essere interessato solo a“ a state of the art”(effetti speciali), ma tale rilievo appare ingiustificato visto che è stato in grado di concepire film come The cast Away e Forrest Gump .
Le connotazioni di Robert Zemeckis sono invece , sensibilità, fantasia , introspezione , delicatezza, padronanza degli strumenti tecnici avanzati , interesse per tecnologie in genere , senso estetico, originalità.
Il regista dice di se. “ Non so perché, ma per qualche ragione ho questa capacità di raccontare storie … e questo dono mi ha aiutato a raggiungere il mio sogno …diventare regista cinematografico”
Ma veniamo al nostro Contact
Anche se Carl Sagan si è ,da sempre , dichiarato ateo il l film ,specialmente nel finale , lascia intendere invece che scienza , coscienza e spiritualità siano intimamente connesse ;che l’arrivo sia comunque “un atto di amore , un sogno appassionato , dove tutto può essere forma ed energia …………… che quindi non esiste affatto una soluzione di discontinuità.
Questo film è in qualche modo la storia di chi ha la forza morale per sondare l’imperscrutabile:
gli occhi blu della Foster si perdono nel tentativo di “sentire “ il contatto con quello che cercava da sempre, quello di una vita aliena intelligente nell’universo.
Senza entrare nella storia che vi lascio, anche perché deve essere vostra, vorrei rilevare che lo splendore di questo film sta nell’ aver saputo coinvolgere noi tutti , in questo viaggio infinito, nel tanto grande …quanto nell’infinitamente piccolo, con ogni probabilmente all’interno dei nostri neuroni..
Si dico bene la dottoressa Arroway ,alias Jodie Foster,ha ricevuto con ogni probabilità istruzione per realizzare una tecnologia universale capace di rendere possibile un grande viaggio , una sorta di caleidoscopio, per entrare in una dimensione dove spazio e tempo non hanno motivo di essere .
Che siano le stesse tecnologie, a suo tempo a disposizione dei Veda , dei Maya, dei Sumeri, degli Egizi?
Non è dato risposta ,certa le immagini della dottoressa Arroway che ha creduto di aver spiccato un volo incredibile per poi ritrovasi esattamente nel punto di partenza, rappresentano un buon indizio per avvalorare tesi ardite.
Il regista, sulla scia di Stanley Kubrick, resta ammiccante e silente, come si conviene , per concedere spazio ad un profondo dibattito.
Che cosa è successo?Probabilmente siamo andati oltre il viaggio spaziale e siamo entrati nell’ essenza della vita dinamica, siamo entrati nel “ continum “ , fuori da regole a noi note.
Una scienza avanzata non cerca voli eclatanti ma la profondità della conoscenza, questo è il vero viaggio.
Contact resta non rivelato, lasciando una traccia a noi tutti per spiccare il volo più grande , quello verso le risposte a domande fondamentali della vita.
Bello , speciale , da vedere con passione.
Weach illuminati
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renato c.
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mercoledì 1 dicembre 2010
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scienza e fede alternativi? no! complementari!
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Robert Zemeckis ci ha regalato un altro bel film. Fantascienza, si ma con molti significati. E' fatto molto bene e ricorda un po' "Forrest Gump" nei ricordi della scienziata bambina col padre. Nell'incontro col mancato sacerdote si accende un po' il dibattito tra scienza e fede. Ma perchè dovrebbero essere alternative? Io scrivo da credente! Dio ha creato l'universo e l'uomo; ha inoltre fatto all'uomo un grande dono: l'intelligenza! Ed è naturale che l'uomo la usi anche per scoprire le origini del mondo, perchè siamo qua ecc. Però ciò che riguarda il creato è più o meno dimostrabile scientificamente, ma perchè l'uomo vorrebbe dimostrare scientificamente anche l'esistenza di Dio? Dio ha chiesto di credere in Lui per fede, quindi provarne l'esistenza scientificamente è una cosa che mi ricorda un po' la torre di Babele! Comunque alla fine la scienziata ad il mancato sacerdote ammettono che ciò che cercano entrambi, anche se da due punti di partenza diversi, è la ricerca della verità! In fondo anche la scienziata è proprio atea? Nell'incontro con l'alieno non vede forse il padre? Ed ammettere la sopravvivenza dopo la morte non è forse credere in Dio? Personalmente dissento molto da coloro che dicono di credere in Dio ma non della sopravvivenza spirituale dopo la morte del corpo! Se questi credono in Dio, non credono proprio in un Dio buono e giusto ma in un Dio cattivo, che ci ha creati e poi ha detto:"Arrangiati!".
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Robert Zemeckis ci ha regalato un altro bel film. Fantascienza, si ma con molti significati. E' fatto molto bene e ricorda un po' "Forrest Gump" nei ricordi della scienziata bambina col padre. Nell'incontro col mancato sacerdote si accende un po' il dibattito tra scienza e fede. Ma perchè dovrebbero essere alternative? Io scrivo da credente! Dio ha creato l'universo e l'uomo; ha inoltre fatto all'uomo un grande dono: l'intelligenza! Ed è naturale che l'uomo la usi anche per scoprire le origini del mondo, perchè siamo qua ecc. Però ciò che riguarda il creato è più o meno dimostrabile scientificamente, ma perchè l'uomo vorrebbe dimostrare scientificamente anche l'esistenza di Dio? Dio ha chiesto di credere in Lui per fede, quindi provarne l'esistenza scientificamente è una cosa che mi ricorda un po' la torre di Babele! Comunque alla fine la scienziata ad il mancato sacerdote ammettono che ciò che cercano entrambi, anche se da due punti di partenza diversi, è la ricerca della verità! In fondo anche la scienziata è proprio atea? Nell'incontro con l'alieno non vede forse il padre? Ed ammettere la sopravvivenza dopo la morte non è forse credere in Dio? Personalmente dissento molto da coloro che dicono di credere in Dio ma non della sopravvivenza spirituale dopo la morte del corpo! Se questi credono in Dio, non credono proprio in un Dio buono e giusto ma in un Dio cattivo, che ci ha creati e poi ha detto:"Arrangiati!". Ci viene invece insegnato che Dio è buono e giusto; per cui perchè a tanti "cattivi" va sempre tutto bene mentre a moltissimi "buoni", tra cui milioni di bambini vengono riservate tante sofferenze? La risposta, per chi crede in Dio, può essere una sola: "Su questa terra siamo solo di passaggio, e dopo Dio provvederà a ricompensare i buoni ed i giusti ed a punire i malvagi!" Questa è la mia fede, tenendo anche presente che Dio è infinitamente misericordioso! Nel film si vedono poi quei fanatici religiosi che appartengono a sette che niente hanno a che fare con le varie religioni cristiane, e che ritengono la scienza e la vita su altri pianeti qualcosa di satanico! E per questo anche pronti ad uccidere! Dio ci ha donato la scienza invece per esplorare e conoscere meglio il suo creato, la sua opera, l'unica cosa che ci chiede è di non sovvertire la natura da come la creata Lui, perchè quasto porterebbe solo alla nostra autodistruzione! Ma cercare se esistono forme di vita sugli altri pianeti perchè dovrebbe essere peccaminoso? Quelle sette di fanatici, fanno più male alla religione che non l'ateismo! Per quel che riguarda ciò che credo io riguardo la vita sugli altri pianeti, ho la stessa idea dei protagonisti del film: "Se non ci fosse, l'universo sarebbe un grandissimo spazio sprecato!".
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