Il destino di un uomo che si riscopre in quello della sua nazione, della sua gente, di un se altro da se: la ricerca che non ha fine, ne forse un fine se non è quello del gesto stesso della ricerca. Il vento, il corpo di Volodja, la natura e la storia, la fine che è prossima quanto tutto il passato vissuto o solo immaginato. Una regia poetica e lenta, orgogliosamente lenta, che non ha bisogno di inutili didascalie. Un'opera totale, completa, tutt'altro che immediata (per fortuna), di chi ancora può sognare l'arte del cinema, non solo il mestiere di fare film.