Bellissimo dramma psicologico di Chabrol ispirato a una novella di Simenon con protagonista Marie Trintignant in una grande, intensa, malinconica interpretazione; la sua espressione, di una infinita tristezza, fa pensare al suo tremendo, ingiusto, terribile destino; spontaneo inoltre il rinvio del trauma vissuto dal suo personaggio simbolo della sistematica violenza degli uomini sulle donne alla sua fine. Le relazioni umane agiscono alla stregua della selezione naturale lasciando sopravvivere gli animi coriacei come i pesci che non muoiono durante il temporale. Sullo sfondo la borghesia bigotta ed ipocrita organizzata nel suo nucleo essenziale della famiglia in cui si rispecchia il potere dolcemente opprimente delle democrazie occidentali, una struttura gerarchicamente ordinata questa volta in un matriarcato ma soltanto a causa del prematuro decesso del pater familias.
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Bellissimo dramma psicologico di Chabrol ispirato a una novella di Simenon con protagonista Marie Trintignant in una grande, intensa, malinconica interpretazione; la sua espressione, di una infinita tristezza, fa pensare al suo tremendo, ingiusto, terribile destino; spontaneo inoltre il rinvio del trauma vissuto dal suo personaggio simbolo della sistematica violenza degli uomini sulle donne alla sua fine. Le relazioni umane agiscono alla stregua della selezione naturale lasciando sopravvivere gli animi coriacei come i pesci che non muoiono durante il temporale. Sullo sfondo la borghesia bigotta ed ipocrita organizzata nel suo nucleo essenziale della famiglia in cui si rispecchia il potere dolcemente opprimente delle democrazie occidentali, una struttura gerarchicamente ordinata questa volta in un matriarcato ma soltanto a causa del prematuro decesso del pater familias. Paradossalmente Chabrol uomo, figlio del suo tempo, non si sottrae alla regola del familismo facendo lavorare al suo film i due figli e la moglie cosa che accadeva anche nel Belpaese e purtroppo anche oggi e qui mi taccio.
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