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fabio
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lunedì 11 febbraio 2019
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dopo 30 anni è ancora bello
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Il miglior interprete del teatro Shakespeariano porta al cinema la sua versione e fa centro.
Il talento c'è e si vede; forse avrei ridotto il minutaggio accorciando qualche sequenza ma sono dettagli.
Se Shakespeare vi tenta ma vi intimorisce, questo è un buon modo per accostarvisi... poi si vedrà.
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fabio
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lunedì 11 febbraio 2019
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Il miglior interprete del teatro Shakespeariano porta al cinema la sua versione e fa centro.
Il talento c'è e si vede; forse avrei ridotto il minutaggio accorciando qualche sequenza ma sono dettagli.
Se Shakespeare vi tenta ma vi intimorisce, questo è un buon modo per accostarvisi... poi si vedrà.
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fabio
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lunedì 11 febbraio 2019
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dopo 30 anni è ancora bello
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Il miglior interprete del teatro Shakespeariano porta al cinema la sua versione e fa centro.
Il talento c'è e si vede; forse avrei ridotto il minutaggio accorciando qualche sequenza ma sono dettagli.
Se Shakespeare vi tenta ma vi intimorisce, questo è un buon modo per accostarvisi... poi si vedrà.
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fabal
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domenica 23 febbraio 2014
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branagh, il nuovo olivier
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La successione al trono di Francia è avvenuta per via femminile, in contrasto con la legge salica: l'attuale sovrano sarebbe dunque illegittimo. Su suggerimento dell'arcivescovo di Canterbury, il re Enrico V rivendica i suoi diritti alla corona. La risposta di Carlo IV arriva tramite il Delfino, che consegna ad Enrico un dono di conciliazione: palle da tennis. Il re non digerisce l'affronto e dichiara guerra alla Francia.
Alla sua prima regia, il giovane Branagh firma un pregevole adattamento dell'omonimo dramma shakespeariano. Il film presenta già le caratteristiche che porteranno al successo il più ambizioso Hamlet: energia interpretativa e immediatezza d'approccio.
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La successione al trono di Francia è avvenuta per via femminile, in contrasto con la legge salica: l'attuale sovrano sarebbe dunque illegittimo. Su suggerimento dell'arcivescovo di Canterbury, il re Enrico V rivendica i suoi diritti alla corona. La risposta di Carlo IV arriva tramite il Delfino, che consegna ad Enrico un dono di conciliazione: palle da tennis. Il re non digerisce l'affronto e dichiara guerra alla Francia.
Alla sua prima regia, il giovane Branagh firma un pregevole adattamento dell'omonimo dramma shakespeariano. Il film presenta già le caratteristiche che porteranno al successo il più ambizioso Hamlet: energia interpretativa e immediatezza d'approccio. Minimalista nel budget, questo Enrico V è molto distante dal lusso scenografico del predecessore targato Olivier, e non può certo compiacersi dei fronzoli visivi. Le inquadrature sono sempre serrate, anche durante le scene di battaglia, in cui l'assenza di campo lungo conferma una dimensione "raccolta" che sa far di necessità virtù. La povertà di mezzi spoglia il testo di astrazione e prolissità, calandolo in una schiettezza narrativa interrotta da monologhi garbatamente aulici. Quel tanto che basta a non perdere l'eleganza del classico, senza mai alzare il livello di sofisticazione al limite della farsa. O della noia, tenuta a bada per oltre due ore anche dalle fiammate della colonna sonora di Patrick Doyle.
Il cast è notevole, a dispetto delle risorse, e annovera calibri come Ian Holm, Emma Thompson (all'epoca moglie del regista), Judi Dench. A questi vanno aggiunti i meno noti "pretoriani" di Branagh, che seguiranno il regista nei lavori successivi: il compianto Richard Briers, Micheal Maloney - è lui lo schizzato Principe Delfino- e soprattutto Derek Jacòbi, nel ruolo del narratore.
L'Enrico V di Branagh, in conclusione, è un prodotto autorevole che certo non ridimensiona, né pretende di farlo, i livelli di Olivier e di un cinema passato che vede il classico nell'ottica squisitamente celebrativa. Ma può, e deve, essere apprezzato come il primo e miglior tentativo di conciliare la fedeltà a Shakespeare con l'esigenza di una fruibilità più moderna.
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paride86
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mercoledì 17 aprile 2013
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bello, ma un po' pesante
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Trasposizione teatraleggiante - anche troppo - del celebre dramma di Shakespeare e, nello stesso tempo, remake dell'omonimo film di Olivier, tanto amato da Branagh.
I dialoghi originali appesantiscono l'impianto narrativo cinematografico e lo rendono a volte stucchevole, altre semplicemente pesante.
Branagh è più bravo come attore che come regista, ma sa come imprimere un segno preciso ad un'opera cinematografica e, tenendo conto della giovanissima età, si può dire che abbia compiuto davvero una grande impresa girando e interpretando Enrico V.
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Trasposizione teatraleggiante - anche troppo - del celebre dramma di Shakespeare e, nello stesso tempo, remake dell'omonimo film di Olivier, tanto amato da Branagh.
I dialoghi originali appesantiscono l'impianto narrativo cinematografico e lo rendono a volte stucchevole, altre semplicemente pesante.
Branagh è più bravo come attore che come regista, ma sa come imprimere un segno preciso ad un'opera cinematografica e, tenendo conto della giovanissima età, si può dire che abbia compiuto davvero una grande impresa girando e interpretando Enrico V.
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stefano85
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venerdì 2 settembre 2011
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esauriente interpretazione dell'omonimo dramma.
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Girato con mezzi minimalisti e allestito con una scenografia esigua ma molto suggestiva "Enrico V" di Branagh gioca soprattutto sui dialoghi eleganti e abbastanza fedeli al testo dell'opera shakespeariana, dove le parti recitate nel film vengono egregiamente enfatizzate dai temi musicali "O! for a Muse of Fire" e "St Crispin's Day" del compositore Patrick Doyle. Il cast, che comprende attori di prim'ordine come Emma Thompson, Ian Holm, Paul Scofield, un giovanissimo Christian Bale e la bravissima Judi Dench, vede anche l'apprezzata presenza di Derek Jacobi nei panni di un Coro che si immette nelle varie scene con il compito di narrare il susseguirsi delle vicende.
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Girato con mezzi minimalisti e allestito con una scenografia esigua ma molto suggestiva "Enrico V" di Branagh gioca soprattutto sui dialoghi eleganti e abbastanza fedeli al testo dell'opera shakespeariana, dove le parti recitate nel film vengono egregiamente enfatizzate dai temi musicali "O! for a Muse of Fire" e "St Crispin's Day" del compositore Patrick Doyle. Il cast, che comprende attori di prim'ordine come Emma Thompson, Ian Holm, Paul Scofield, un giovanissimo Christian Bale e la bravissima Judi Dench, vede anche l'apprezzata presenza di Derek Jacobi nei panni di un Coro che si immette nelle varie scene con il compito di narrare il susseguirsi delle vicende.
Branagh realizza una decorosa ed eloquente versione cinematografica dell'omonima composizione di Shakespeare, in grado di adattarsi perfettamente all'audience moderno ma nello stesso tempo di non essere disprezzata dai puristi dei classici della letteratura inglese.
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salvatore
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giovedì 27 settembre 2007
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immagini pittoriche
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L'esordio alla regia di Kenneth branagh è stupefacente.questo film infatti esprime tutto l'amore ke il regista/attore ha per Shakespeare
imprimendo alla sua opera un vigore ke è proprio di ki ama fino in fondo ciò ke fa.splendida fotografia ke richiama la pittura
fiamminga del XVII secolo,mentre la battaglia di Azincourt ricorda le opere di Paolo Uccello.
Ed è davvero arte in movimento quealla espressa
in questo stupendo film ke fa gustare fino in fondo l'amore per la cultura,per l'arte e per il cinema.Di impianto leggermente teatrale nelle parti in interno,riesce tuttavia a far vi
brare le cordr più profonde dell'animo umano.
da vedere più valte x gustare sempre nuovi particolari e provare nuove emozioni.
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L'esordio alla regia di Kenneth branagh è stupefacente.questo film infatti esprime tutto l'amore ke il regista/attore ha per Shakespeare
imprimendo alla sua opera un vigore ke è proprio di ki ama fino in fondo ciò ke fa.splendida fotografia ke richiama la pittura
fiamminga del XVII secolo,mentre la battaglia di Azincourt ricorda le opere di Paolo Uccello.
Ed è davvero arte in movimento quealla espressa
in questo stupendo film ke fa gustare fino in fondo l'amore per la cultura,per l'arte e per il cinema.Di impianto leggermente teatrale nelle parti in interno,riesce tuttavia a far vi
brare le cordr più profonde dell'animo umano.
da vedere più valte x gustare sempre nuovi particolari e provare nuove emozioni.
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salvatore
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giovedì 27 settembre 2007
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semplicemente splendido
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In assoluto uno dei film che amo di più.Non mi
stanco mai di rivederlo.Ottima fotografia,scene
e colori ke ricordano la pittura fiamminga del
XVII secolo,la battaglia di Azincourt sembra
ripresa da Paolo Uccello.Non c'è ke dire pittura in movimento!E ke dire poi della straordinaria energia ke sprizza da tutti i pori del regista/attore Kenneth Branagh?Si sente ke ha Shakespeare nel sangue.Ogni immagine trasmette l'amore x l'arte,la cultura il cinema.
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