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fedeleto
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venerdì 3 febbraio 2012
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quando l'uomo diventa possessore..
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Dopo i 9 capitoli del decalogo che compongono i comandamenti,Kieslowski(l cineamatore,senza fine) termina il suo progetto con il decimo ed ultimo capitolo di questo faticoso ma eccellente progetto.In questo episodio del decalogo si affronta il decimo comandamento ovvero:NON DESIDERARE ROBA D'ALTRI.Jerzy e Arthur sono due fratelli e nel momento della morte del padre,si ritrovano ad ereditare una collezione di francobolli che sopriranno valere una fortuna.Ma non appena incominciano a ossesionarsi per questa passione subentreranno dei problemi,e addirittura Jerzy arrivera' a togliersi un rene per completare la collezione ,peccato che poco dopo qualcuno rubi tutto e li lasci senza niente.
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Dopo i 9 capitoli del decalogo che compongono i comandamenti,Kieslowski(l cineamatore,senza fine) termina il suo progetto con il decimo ed ultimo capitolo di questo faticoso ma eccellente progetto.In questo episodio del decalogo si affronta il decimo comandamento ovvero:NON DESIDERARE ROBA D'ALTRI.Jerzy e Arthur sono due fratelli e nel momento della morte del padre,si ritrovano ad ereditare una collezione di francobolli che sopriranno valere una fortuna.Ma non appena incominciano a ossesionarsi per questa passione subentreranno dei problemi,e addirittura Jerzy arrivera' a togliersi un rene per completare la collezione ,peccato che poco dopo qualcuno rubi tutto e li lasci senza niente.Ma del resto alla fine entrambi scopriranno di avere la passione dei franobolli e ne compreranno di nuovi,del resto almeno adesso la roba e' loro.Kieslowski conclude con un episodio molto originale che sottolinea il tema del possesso ,ovvero il voler avere e detenere il potere di qualcosa che apparteneva a qualcuno,il contesto ovviamente puo' portare contrasti di pensiero affermando che la morte del padre in realta' non poteva piu' in alcun modo influire su questo dominio,eppure rimane ugualmente roba d'altri e non spetta a noi impossessarcene,Contorto e complesso come del resto molti altri episodi del decalogo porta a riflettere e ad esprimere opinioni in merito suscitando pobabilmente soluzioni differenti ma una cosa e' certa il possesso e' un malessere che viene evidenziato a sufficenza nell'episodio e porta a scatenarsi vari fattori malevoli(il sacrificio del rene in primis),del resto Kieslowski ci lascia anche una sorta di finale giallo irrisolto con la possibilita' che possano essere state almeno 3 persone (poiche' il cane che faceva la guardia ai francobolli era stato messo fuori uso) e questi individui possiedono lo stesso tipo di cane,chi sara' stato? ma lo scopo comunque di Kieslowski e' ben altro e il film si incentra su questa storia riflessiva e intrigante,l'unico dogma che rimane e'NON DESIDERARE ROBA D'ALTRI,ma noi del resto desideriamo solo il cinema di KIESLOWSKI.
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dandy
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venerdì 15 aprile 2011
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non desiderare l'ossessione degli altri.
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L'ultimo episodio del "Decalogo"si conclude in modo geniale all'insegna dell'humor nero.Allegoria acre dell'avidità umana,con un gusto per la commedia grottesca e il ruolo del caso nel quotidiano degni del miglior Roman Polanski.Anche il finale è un gioiellino.La migliore conclusione possibile,che serve anche a bilanciare l'austerità degli episodi precedenti.Ed ecco qui la fine di uno dei migliori prodotti cinematografici della storia.Ritratto di un mondo abbandonato dal sacro,ambientato spesso in un plumbeo caseggiato,dove non c' è vincitore o vinto(o per meglio dire dannato o redento).E la "Grazia" nelle rare volte che è presente,si manifesta tramite il caso.
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L'ultimo episodio del "Decalogo"si conclude in modo geniale all'insegna dell'humor nero.Allegoria acre dell'avidità umana,con un gusto per la commedia grottesca e il ruolo del caso nel quotidiano degni del miglior Roman Polanski.Anche il finale è un gioiellino.La migliore conclusione possibile,che serve anche a bilanciare l'austerità degli episodi precedenti.Ed ecco qui la fine di uno dei migliori prodotti cinematografici della storia.Ritratto di un mondo abbandonato dal sacro,ambientato spesso in un plumbeo caseggiato,dove non c' è vincitore o vinto(o per meglio dire dannato o redento).E la "Grazia" nelle rare volte che è presente,si manifesta tramite il caso.Se si esclude una presenza forse angelica,ma comunque impotente,nella persona del ragazzo (interpretato da Artur Barcis'),presente in quasi tuti gli episodi,e quasi sempre muto spettatore.Ma il regista non ha mai voluto rivelare la sua vera natura.Sta a noi decidere quale essa sia.
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