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distanza
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sabato 11 settembre 2010
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mi piace tutto di hugh grant
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La sua mimica il suo viso e il suo sorriso esprimono più delle parole
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paride
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venerdì 20 giugno 2008
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intenso ma elegante film sull'omosessualità
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Una storia intensa elegantemente confezionata da Ivory. Non sono d'accordo con le critiche al manierismo del regista: dopotutto il modo in cui è girato il film rende bene l'idea dell'Inghilterra vittoriana!
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julian
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venerdì 20 giugno 2008
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un amore pulito
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Riguardo questo film tutti i mesi...ho bisogno di vedere
l'amore omosessuale rappresentato in modo pulito. Spesso il cinema ci ha raffigurati in modo grottesco, perverso,ma non è così. L'amore che unisce due uomini è
più profondo di quello etero...è una fusione di corpo, mente, anima...una donna non può neppure immaginarselo!
Mi emoziona moltissimo la scena del primo abbraccio tra
Clive e Maurice....bellissima!!!...la riguardo continuamente. Belle le atmosfere, le case, i costumie il ritmo lento del film, che permette di riflettere mentre lo si guarda. Julian
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ember
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giovedì 19 luglio 2007
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bah
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magari raccontare la trama senza svelare il finale del film .. no eh? -_-
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max
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sabato 9 giugno 2007
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meraviglioso
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Regia sapiente, costumi e scenografie fanno spettacolo,ma sopratutto il personaggio tormentato di Maurice è da oscar.Merito della bravura di tutti gli attori. Il film non stanca mai.Davvero ben confezionato.
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salvatore
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domenica 2 luglio 2006
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poesia allo stato più puro
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E' un film che emoziona dall'inizio sino alla fine. Ed è bello poter vivere sullo schermo una storia d'amore omosessuale che tocchi corde diverse da quelle alle quali la maggior parte della filmografia a tema ci ha abituati... James Ivory, con la sua sapiente bravura nel descrivere l'Inghilterra d'inizio novecento, crea lo sfondo adatto a rendere in immagini il testo originale di Edward Morgan Forster. Ne vien fuori il poetico racconto della scoperta dell'omosessualità all'interno di un ambiente altamente proibizionista ed ipocrita, in un periodo storico che dà la caccia al sessualmente diverso (aspetto questo, trattato, ma con grande garbo e delicatezza, sullo stile dell'intero narrato cinematografico, senza volgarità o facili cadute di stile).
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E' un film che emoziona dall'inizio sino alla fine. Ed è bello poter vivere sullo schermo una storia d'amore omosessuale che tocchi corde diverse da quelle alle quali la maggior parte della filmografia a tema ci ha abituati... James Ivory, con la sua sapiente bravura nel descrivere l'Inghilterra d'inizio novecento, crea lo sfondo adatto a rendere in immagini il testo originale di Edward Morgan Forster. Ne vien fuori il poetico racconto della scoperta dell'omosessualità all'interno di un ambiente altamente proibizionista ed ipocrita, in un periodo storico che dà la caccia al sessualmente diverso (aspetto questo, trattato, ma con grande garbo e delicatezza, sullo stile dell'intero narrato cinematografico, senza volgarità o facili cadute di stile). La poesia, la tenerezza, la voglia d'amore e di condividere con un "amico speciale" la propria quotidianità sono i punti di forza di questa pellicola, che lascia sognare lo spettatore, lo proietta completamente e profondamente nello svolgersi della vicenda, nei risvolti psicologici e sentimentali che coinvolgono i protagonisti, tutti bravi nel dar vita alle anime dei personaggi, non solo attraverso le battute da copione, ma anche, e soprattutto, attraverso i silenzi e gli sguardi (profondi e pieni di "misteri" gli sguardi finali: quello di Phoebe Nicholls - la sig.ra Durham - che pare intuire il tumulto nel cuore del marito e quello di Hugh Grant - Clive Durham - che lascia intravedere i propri dubbi e, magari, i propri rimpianti, nell'accompagnare con lo sgurdo, dietro la finestra, forse per l'ultima volta, quello che un tempo fu il suo "amico speciale")
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samuele siani
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mercoledì 28 giugno 2006
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un caposaldo della cultura omosessuale
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Bisogna innanzitutto notare che Ivory segue alla lettera il bel romanzo, pubblicato postumo, di E.M.Forster e questo è forse il motivo per cui il film non è straordinario.
L'andamento è alquanto lento e le atmosfere rendono al meglio la claustrofobia mentale dell'Inghilterra tra il XIX e XX secolo (non dimentichiamo Oscar Wilde...).
Ma il grande merito del film sta nell'aver portato sul grande schermo una storia di amicizia e di amore fra due giovani uomini(ed è un amore anche fisico, quello, poiché benché il regista segua la sobrietà del romanzo, l'amore che reclama Maurice è anche - e forse soprattutto - fisico "gli ho dato tutto me stesso", dice Maurice a Clive riferendosi ad Alec).
La storia di Maurice ed Alec e il rimpianto di Clive che rinucia al suo destino (il film si chiude con Clive che guarda verso la finestra e guarda la rimessa delle barche) sono diventati un caposaldo della cultura gay, che apre la via, vent'anni dopo, ad altri capolavori come Brokeback mountains.
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Bisogna innanzitutto notare che Ivory segue alla lettera il bel romanzo, pubblicato postumo, di E.M.Forster e questo è forse il motivo per cui il film non è straordinario.
L'andamento è alquanto lento e le atmosfere rendono al meglio la claustrofobia mentale dell'Inghilterra tra il XIX e XX secolo (non dimentichiamo Oscar Wilde...).
Ma il grande merito del film sta nell'aver portato sul grande schermo una storia di amicizia e di amore fra due giovani uomini(ed è un amore anche fisico, quello, poiché benché il regista segua la sobrietà del romanzo, l'amore che reclama Maurice è anche - e forse soprattutto - fisico "gli ho dato tutto me stesso", dice Maurice a Clive riferendosi ad Alec).
La storia di Maurice ed Alec e il rimpianto di Clive che rinucia al suo destino (il film si chiude con Clive che guarda verso la finestra e guarda la rimessa delle barche) sono diventati un caposaldo della cultura gay, che apre la via, vent'anni dopo, ad altri capolavori come Brokeback mountains.
Infine, come accenna Daniele nella sua recensione, erra il Farinetti parlando di molti film a tematica omosessuale prima di Maurice. C'è sicuramente "Festa per il compleanno del caro amico Harold" degli anni '70, ma è un film crudo e crudele che ben poco ha a che fare con l'immagine sana che trapela da Maurice.
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daniele
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mercoledì 23 maggio 2001
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il via col vento gayo
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Come diavolo fa il Farinotti a dire che nel 1987 la tematica omosessuale risulta un "tantino scontata dopo i tanti film sull'argomento"? Bon Dieu!Certo, film dove i gay sono dei malati di mente, criminali, porta-sfiga, travestiti grotteschi ne abbiamo a decine...Con Maurice finalmente anche i gay diventano "normali" e la passionale storia d'amore tra il protagonista e il tenebroso guardacaccia Alec è destinata a rimanere come la love story gaya per antonomasia, un Via col vento tutto al maschile, che fa ogni volta sognare e credere all'amore. Da non perdere.
[+] l'alfa e l'omega di un filone.
(di alberto)
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