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lunedì 21 novembre 2016
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niente di chè
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Doveva essere un seguito del Bellissimo La Febbre del Sabato Sera ma non eccelle e non entusiasma.
Povera la storia e colonna sonora non all'altezza per un film basato sulla musica da ballo, tanto che la scena più bella e nel finale quando Manero esce e passeggia per la città al ritmo di Staying Alive dei Bee Gees come in La Febbre del Sabato Sera.
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manganini
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martedì 10 febbraio 2015
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sempre il solito
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Il sequel della febbre del sabato sera è proprio un altro film dal precedente, un altro mondo, siamo lontani da Brooklin e dai suoi problemi, l'ambiente è unico, il teatro e i personaggi a parte le numerose comparse, sono 4, Toni, Jackie e Laura, e il regista, che è la persona migliore del film. Toni ha cambiato vestito ma dentro è rimasto lo stesso, sempre in perenne conflitto con se stesso, che insegna la morale agli altri ma che in realtà è il medesimo bulletto che si fa idee troppo personali sulle persone, e solo perchè è maschio pensa di potere e volere tutto. Con le donne, Tony è proprio una frana, e sbatte la stessa nasata come nel primo film, questa volta lei è Laura, la protagonista del musical, bella, ricca ed emancipata, Tony intravede la possiblità attraverso questa relazione, di uscire dalla sua mediocrità intellettuale, e si butta a pesce andando con lei una sera, peccato, che per Laura sia stato solo un bel momento di lavoro e nient'altro.
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Il sequel della febbre del sabato sera è proprio un altro film dal precedente, un altro mondo, siamo lontani da Brooklin e dai suoi problemi, l'ambiente è unico, il teatro e i personaggi a parte le numerose comparse, sono 4, Toni, Jackie e Laura, e il regista, che è la persona migliore del film. Toni ha cambiato vestito ma dentro è rimasto lo stesso, sempre in perenne conflitto con se stesso, che insegna la morale agli altri ma che in realtà è il medesimo bulletto che si fa idee troppo personali sulle persone, e solo perchè è maschio pensa di potere e volere tutto. Con le donne, Tony è proprio una frana, e sbatte la stessa nasata come nel primo film, questa volta lei è Laura, la protagonista del musical, bella, ricca ed emancipata, Tony intravede la possiblità attraverso questa relazione, di uscire dalla sua mediocrità intellettuale, e si butta a pesce andando con lei una sera, peccato, che per Laura sia stato solo un bel momento di lavoro e nient'altro. Ed è lì che Tony puntualmente torna quello che è, un maschilista che non accetta il verdetto della ragazza e comincia a lamentarsi, diventando petulante, pesante e appiccicoso, e cosa fa? Cerca di recuperare la ruota di scorta, Jackie la compagna di lavoro che innamorata di lui, debolmente gli perdona tutte le sue scorribande, e da bravo maschio italiano torna da mammà.
Toni diventa irascibile di fronte alle difficoltà e come sempre vorrebbe fuggire, ma sarà questa volta il regista che egoisticamente e pensando al suo show gli apre gli occhi, e gli fa capire quanto fortunato a trovarsi lì e quanto fosse importante quell'opportunità e di pensare meno alle scemenze e mettersi a lavorare sul serio.
A questo punto Manero mette la testa a posto e lo show sarà un successo, il finale è come nel precedente film interlocutorio, Toni Manero esce dal teatro mollando in asso Laura, che si stava accorgendo di lui ma anche Jackie che non diventerà la sig.ra Manero.
Sotto un certo punto di vista, Toni rappresenta la figura maschile perdente che non vuole crescere ma non vuole nemmeno restare da solo, e che considera le donne come degli oggetti.
Tuttavia il film ha funzionato, bello, con splendide riprese durante le fasi ballate, buona recitazione di Travolta, ruoli secondari delle figure femminili nella media, ottima regia. bravo Stallone.
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onufrio
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venerdì 6 febbraio 2015
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manero is back
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Dopo il successo de "La febbre del Sabato sera", John Travolta ritorna a vestire i panni di Tony Manero, e lo fa sotto la supervisione assoluta di Sylvester Stallone, regista, sceneggiatore e produttore di Staying Alive, ed in effetti i dialoghi e gli atteggiamenti del nostro Manero appaiono la brutta copia di Rocky, specie nei discorsi sentimentali o presunti tali, dove sembra rivedere Rocky alle prese con la sua amata Adriana. Per il resto il film è comunque piacevole, e vedere John Travolta ricoprire il ruolo di splendido ballerino a distanza di decenni fa davvero impressione per come si è evoluto adesso( nel bene e nel male) l'attore americano.
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g_andrini
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giovedì 12 dicembre 2013
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non male.
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Ho visto, con occhio da critico, questo buon musical. Le protagoniste femminili, anche se defilate, sono il fulcro del film, mentre l'attore principale è un po' troppo sopravvalutato. Comunque è piacevole, una pietra miliare del cinema dei tempi passati.
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vero2
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martedì 31 maggio 2011
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ah ah ah ah staying alive staying alive
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"La Febbre Del Sabato Sera" è più bello di "Staying Alive" ma qui ancora più Bee Gees!
Tony... TI AMO!!!!!!!!!!!!
Cinthya Rhodes è più bella di Finola Hughes o sbaglio????
Aiutatemi!
Vero2
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alex41
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lunedì 12 luglio 2010
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il ritorno di tony manero
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Se Tony Manero è diventato un mito grazie alla perla de "La febbre del sabato sera" del 1977, con questo film diventa una stella della danza e della recitazione. Alla regia, ora è arrivato il mattatore Sylvester Stallone, che in questo sequel ben fatto e ben strutturato costringe Travolta a fare palestra e a irrobustirsi il fisico, fino a diventare un vero atleta ballerino. Nel film Travolta da il massimo di sè, ballando addirittura con salti mortali, movimenti veloci e sensuali, senza mai sbagliare. Inoltre, la storia è molto bella, soprattutto c'è molto romanticismo, e Tony Manero stavolta mostra il suo lato più "trash" nel ballo, cioè se ne La Febbre balla con la ragazza More Than A Woman come fosse un angelo, e lo stesso vale per la canzone in pista in discoteca, in Staying Alive balla come fosse il diavolo, in uno spettacolo indimenticabile, ricco di luci, suoni, effetti speciali, e musica più rock rispetto alla disco del film di John Badham.
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Se Tony Manero è diventato un mito grazie alla perla de "La febbre del sabato sera" del 1977, con questo film diventa una stella della danza e della recitazione. Alla regia, ora è arrivato il mattatore Sylvester Stallone, che in questo sequel ben fatto e ben strutturato costringe Travolta a fare palestra e a irrobustirsi il fisico, fino a diventare un vero atleta ballerino. Nel film Travolta da il massimo di sè, ballando addirittura con salti mortali, movimenti veloci e sensuali, senza mai sbagliare. Inoltre, la storia è molto bella, soprattutto c'è molto romanticismo, e Tony Manero stavolta mostra il suo lato più "trash" nel ballo, cioè se ne La Febbre balla con la ragazza More Than A Woman come fosse un angelo, e lo stesso vale per la canzone in pista in discoteca, in Staying Alive balla come fosse il diavolo, in uno spettacolo indimenticabile, ricco di luci, suoni, effetti speciali, e musica più rock rispetto alla disco del film di John Badham. Un degno sequel, molto sottovalutato, e una delle più belle interpretazioni di John. Indimenticabile anche l'ultima scena prima della fine.
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leon alexander
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venerdì 2 aprile 2010
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grandissimo film
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Stallone alla regia e Travolta come attore protagonista, c'è bisogno di dire altro?
Più bello della febbre del sabato sera, ancora più bello se visto dopo il film appena citato.
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nick distefano
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martedì 9 settembre 2008
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un po'... mmm!
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Stallone stavolta dirige bene, dando prova di valere più come regista che come attore. Il film ha il pregio-difetto di essere meno noioso e meno profondo. Travolta sa recitare bene o cullarsi sugli allori, ma questo film appartiene decisamente alla seconda categoria, perchè si è visto che in Hairspray ha saputo essere uno che "sa recitare bene". La carriera registica di Stallone è strana, quando ci si aspetta una regia ruvida da trenetenne esordiente, si ha totalmente il contrario. Quando il trentenne invecchia e diventa sessantenne la regia diventa come quella di Aaron Norris, David A. Prior, oltremodo squallida per intenderci.
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pinkgirl
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sabato 30 agosto 2008
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aiutatemi!!
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sapete dirmi i testi delle canzoni degli spettaccoli di staying alive?
Per essere precisa qll dove tony conosce Laura e i tre finali.
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marianna
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domenica 3 febbraio 2008
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john travolta 2
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È migliore de La febbre del sabato sera, è diretto da quello gnocco di Stallone e vedere John Travolta che, muscoloso e sudato, viene legato nel musical, alla fine, e tenuto in pugno, è bello.
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(di pinkgirl)
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